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Come trovare lavoro in fretta: 6 consigli da seguire

Ti stai chiedendo come trovare lavoro in fretta? Cerchi un metodo per trovare lavoro velocemente? Sei nel posto giusto. Prenditi qualche minuto per leggere questa breve guida, non te ne pentirai. 

Oggi in molti si chiedono come trovare lavoro, obiettivo non sempre facilissimo. Sicuramente sono cambiati i tempi, quindi ti consigliamo di abbandonare i giornali cartacei e di aprirti al mondo online, decisamente più ricco di possibilità anche per chi è alla prima esperienza. Il vantaggio della rete è dato dalla grande visibilità che il tuo CV può ottenere rispetto all’annuncio sul giornale. Ovviamente non aspettarti miracoli, ma sta sicuro che dopo aver letto il nostro articolo avrai le idee più chiare. Allora che aspetti? Iniziamo

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Le 5 app per password da provare subito

Devi accedere ad un account ma non ricordi mai la password? Cerchi un’app per password da poter consultare in qualsiasi momento in caso di necessità? 

Oggi, nello store del tuo smartphone, potrai trovare diverse app per memorizzare password, estremamente semplici da utilizzare. Tranquillo sono applicazioni sicure che non solo ti permetteranno di conservare le password dei diversi account, ma a cui solo tu potrai accedere. 

Ma prima di scendere nello specifico, vogliamo darti alcuni consigli generali su come creare una password sicura. Per cominciare utilizza password lunghe, tra i 15 ed i 18 caratteri. Scegli parole che comprendano numeri, lettere e simboli, evitando informazioni che ti riguardano; usa password diverse per ogni account che possiedi e cerca di modificare periodicamente le password che utilizzi.

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Come diventare formatore? Studi e possibilità

Vuoi sapere come diventare formatore? Se vuoi lavorare e fare carriera nell’ambito dell’insegnamento sei nel posto giusto.

In questo articolo, infatti, approfondiremo proprio questo argomento. Andando ad analizzare chi è e cosa fa un formatore, ma anche e soprattutto quali studi fare per acquisire le competenze necessarie per poter svolgere correttamente e nel modo migliore questo tipo di professione. Un mestiere molto delicato, in quanto diventare formatore e psicologo, ormai necessitano di competenze simili che si intrecciano tra di loro.

Ma procediamo con ordine. Vuoi saperne di più? Molto bene, allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito di come diventare formatore. Buona lettura

LEGGI ANCHE – Come diventare responsabile comunicazione: studi e possibilità.

Come fare formazione

Nei paragrafi che seguono, andremo dunque a vedere concretamente come lavorare nella formazione. Anche se ogni settore, anche nell’insegnamento e nell’apprendimento, ha delle peculiarità e delle caratteristiche ben precise. Dai corsi per diventare formatori aziendalicome diventare formatore nelle scuole. Fino a come diventare formatore parrucchiere. Giusto per fare degli esempi diversi tra loro.

LEGGI ANCHE – Cinque consigli per studiare in ogi periodo dell’anno.

Formazione e insegnamento: cosa che c’è da sapere

Prima di vedere come diventare formatore, cerchiamo di intenderci sull’argomento che stiamo trattando.

Per farlo, partiamo da alcuni estratti della definizione di formazione fornita dall’autorevole Enciclopedia Treccani, nella quale si legge:

«Il termine formazione è di frequente usato come sinonimo di educazione, sebbene, tenendo conto del significato etimologico dei due termini, il processo di formazione implichi propriamente il dar forma, modellare, in base a un criterio o progetto esterno, e quello di educazione piuttosto il trarre fuori, sviluppare, qualità interiori del soggetto.

Dal punto di vista pedagogico, la differenza è più di accento che di sostanza, dal momento che non si dà formazione valida senza partecipazione e adesione interiore del soggetto al progetto che lo riguarda».

La stessa fonte, in un altro stralcio, specifica anche che:

«L’attività formativa può tendere o alla promozione di qualità dell’uomo in generale (il carattere, l’intelletto, il gusto, il senso morale) o allo sviluppo di abilità specifiche, all’acquisizione di una tecnica, di una competenza professionale.

Nel secondo caso, acquista particolare rilievo il problema della formazione professionale, che nelle moderne società industriali si presenta in termini alquanto complessi per la molteplicità di esigenze a cui essa deve corrispondere, per la varietà di formule organizzative sperimentate e per i suoi non marginali riflessi sul terreno delle politiche scolastiche, del lavoro e dell’occupazione».

Tutto chiaro fin qui? Ottimo, allora fatte tutte le doverose premesse del caso per inserire l’argomento, andiamo a vedere dove trovare i migliori corsi in grado di insegnarti come diventare formatore.

Lavorare nella formazione e nell’insegnamento: ecco la laurea da prendere

In questa nostra guida su come diventare formatore, non possono non trovare spazio le migliori lauree per trovare lavoro in questo settore.

Fortunatamente i questo ambito Unicusano rappresenta una vera e propria eccellenza. Il corso di laurea che la fa da padrona è certamente quello delle Scienze dell’Educazione e della Formazione. Attenzione però, perché esistono indirizzi diversi. Te ne consigliamo due, entrambi di durata triennale:

  1. Scienze dell’Educazione e della Formazione – Curriculum Cognitivo Funzionale. Finalizzato alla formazione di operatori socio-pedagogico in grado di lavorare a partire dalla docenza in asili nido con bambini da 0 a 6 anni di età o servizi educativi. Ma anche, ad esempio, nei servizi di supporto alla famiglia e alla genitorialità per anziani, per le pari opportunità e integrazione di immigrati e rifugiati. Oppure, più in generale, per la promozione della salute e del benessere. E poi servizi di prevenzione e rieducazione cognitivo-funzionale;
  2. Scienze dell’Educazione e della Formazione – Curriculum Pedagogico Sociale. Questo corso è collegato al primo da un percorso iniziale di conoscenze teoriche e competenze operative di base. Ma, come intuibile dal nome del curriculum stesso, è più orientato ad una gestire pedagogica di interventi volti, ad esempio, al reinserimento sociale di soggetti in difficoltà.

Ma questi sono solo alcuni dei corsi di laurea afferenti l’insegnamento e la formazione. Inoltre, la vasta offerta formativa targata Unicusano, prevede anche una sezione specifica dedicata ai master universitari dell’area Formazione e Mondo Scuola Online.

Per consultare l’elenco completo e le schede di ogni singolo corso, ti consigliamo di visitare l’area didattica del portale Uniusano.it.

Conclusioni

E con questo, almeno per il momento è tutto. La nostra guida su come diventare formatore adesso è completa. Ora tocca a te, attraverso i consigli e i link che ti abbiamo fornito, individuare il percorso formativo migliore per fare carriera in questo settore. Da parte nostra non possiamo che augurarti buono studio.

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Le 5 app per mangiare sano da scaricare assolutamente

Sei alla ricerca della migliore app per mangiare sano, che magari ti aiuti a rispettare la tua dieta o il tuo piano alimentare settimanale?

Ottima idea. D’altronde al giorno d’oggi esistono software a portata di smartphone in grado di supportare l’essere umano in ognuna delle sue attività quotidiane: dalle app per catalogare libri letti a quelle per organizzare e pianificare lo studio. Non fanno naturalmente eccezione le app per la dieta.

Ecco perché abbiamo deciso di dedicare loro un approfondimento. In questo articolo, infatti, troverai una vera e propria guida sull’argomento.  Vuoi saperne di più? Molto bene, allora non perdiamo tempo ed andiamo subito alla scoperta delle migliori app per mangiare sano.

App dieta: ecco le migliori

Nei paragrafi che seguono, abbiamo raccolto le recensioni di cinque tra le migliori app per mangiare sano da scaricare assolutamente. Cinque applicazioni che noi abbiamo testato per te per l’occasione. Buona lettura e…buona dieta.

LEGGI ANCHE – Ristoranti Potenza: dove mangiare low cost

App per organizzare menu settimanale: 8Fit

Iniziamo la nostra top five di app per mangiare sano con 8Fit, un software che funge da guida per il tuoi allenamenti di fitness e da planner alimentare per la tua dieta.

Un’app in grado di renderti più sano e felice, mettendo a tua disposizione un personal trainer e un nutrizionista virtuale. Puoi infatti ottenere piani di allenamento e alimentari personalizzati che ti aiuteranno a raggiungere i tuoi obiettivi di benessere.

Grazie a 8Fit puoi scegliere il tuo obiettivo di benessere, misurare il tuo livello di forma fisica e registrare le tue preferenze alimentari, ricevere i tuoi allenamenti e i tuoi piani alimentari personalizzati all’istante, seguire i consigli quotidiani per raggiungere il tuo obiettivo. In che modo? Ecco cosa 8fit mette a tua disposizione per raggiungere il tuo obiettivo:

  • Suggerimenti e guide nutrizionali;
  • Planner alimentare settimanale pieno di ricette salutari;
  • Esercizi brucia-grassi;
  • Allenamenti HIIT per il potenziamento muscolare;
  • Video interattivi;
  • Programmi sostenuti dalla ricerca.

In poche parole, 8fit è il tuo nutrizionista e personal trainer mobile. Un’app per ricette sane e allo stesso tempo un o strumento a portata di mano per pianificare allenamenti su misura per te. Disponibile per iOS e Android.

App Diario alimentare

Il nome di questa app per mangiare sano gratis dice già tutto: Diario Alimentare.

Questa applicazione che ti permette di verificare se e quanto mangi sano, di controllare la tua dieta e tenere traccia di ciò di cui ti cibi. Non a caso è stato dimostrato che tenere traccia di quello che mangi previene e ferma l’alimentazione eccessiva, aiutando a smettere di mangiare troppo.

Si tratta di un’app intuitiva e semplice da utilizzare, grazie anche al suo design ottimizzato per rendere rapidi e a portata di click i suggerimenti alimentari. Un diario alimentare già dotato di un database integrato con migliaia di prodotti che puoi personalizzare aggiungendone di nuovi.

Lifesum: app per dieta personalizzata

Dieta personalizzata, piano alimentare, calcolo calorie e ricette, tutte in un’unica e comoda app per mangiare sano per iPhone e Android. Grazie alla quale puoi scoprire come seguire una alimentazione corretta e personalizzata in base alle tue necessità.

Le sue caratteristiche principali sono:

  1. Conta calorie e consigli dietetici per perdere peso e mangiare sano;
  2. Piano alimentare per una corretta alimentazione;
  3. Nutrizione, calorie e informazioni;
  4. Ricette deliziose;
  5. Dieta personalizzata con progressi visibili.

Esiste una versione gratuita, oppure tre tipi differenti di abbonamento Premium che vanno dai 9,99€ al mese a 44,99€ l’anno.

Mangiare senza glutine

“Mangiare Senza Glutine” è un’app nutrizionista che consente di trovare facilmente e rapidamente ristoranti, pizzerie, hotel, agriturismo, bar, gelaterie, pasticcerie, panetterie, negozi, piadinerie, gastronomie che offrono servizi per celiaci nella tua città o nelle tue immediate vicinanze.

L’archivio delle strutture è presente all’interno del programma quindi non è necessaria una connessione ad internet per utilizzare l’applicazione, ma soltanto per il download degli aggiornamenti.

La funzionalità lista consente di rintracciare un locale a partire dalla regione, città e comune. Per ciascuno di questi tre livelli c’è la possibilità anche di visualizzare i locali di quella localizzazione.

I risultati della ricerca sono immediatamente ordinati per distanza dal punto in cui ci si trova, ma si può eseguire anche una ricerca in ordine alfabetico.

La tua dieta personalizzata

Concludiamo questa nostra guida alle migliori app per mangiare sano, con “La tua dieta personalizzata”.

Non è un caso che oltre 2 milioni e mezzo di persone usano quotidianamente l’app Melarossa per ritrovare il giusto peso forma con diete perfettamente equilibrate e personalizzate.

Con la dieta Melarossa perdi peso in modo scientifico e sicuro perché è stata sviluppata da un team di esperti nutrizionisti e dietologi ed è l’unica supervisionata dalla SISA, Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione. Insomma, un’app per diete personalizzate gratis da provare assolutamente.

E con questo, almeno per il momento, è tutto. Adesso la nostra guida sulle app per mangiare sano è davvero completa ed esaustiva in tutte le sue parti. Ora tocca a te scegliere quella che preferisci e magari, se ti piace cucinare, abbinarla a qualche app per ricette sane.

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7 Libri sulla scrittura da avere nella tua libreria

Sei alla ricerca di libri sulla scrittura da leggere per imparare le migliori tecniche di scrittura?

Allora ecco una buona notizia per te: ti trovi nel posto giusto. In questo articolo, infatti, abbiamo raccolto per te le recensioni di sette tra i manuali di scrittura più interessanti che non possono assolutamente mancare nella tua libreria personale.

Dai libri sulla scrittura creativa a quella più tradizionale. Vuoi saperne di più? Molto bene, allora non perdiamo tempo e andiamo subito a scoprire quali sono i sette testi che abbiamo scelto per te.

LEGGI ANCHE – Come scrivere un libro autobiografico: linee guida e consigli.

Alla ricerca del miglior manuale di scrittura: i nostri consigli

Nei paragrafi che seguono, andremo dunque alla ricerca dei più interessanti ed utili libri sulla scrittura. Partendo dai sette manuali che abbiamo selezionato. Sette veri e propri best seller del genere. Buona lettura.

LEGGI ANCHE – App per catalogare i libri letti: ecco le migliori da scaricare

Scrivere zen: manuale di scrittura creativa

Inauguriamo la nostra rassegna sui libri sulla scrittura con quest’opera di Natalie Goldberg.

Con intelligenza, umorismo e affettuoso senso pratico, l’autrice esorta tutti coloro che non scrivono, e anche quelli che già lo fanno, a prendere in mano la matita o il pennarello, la biro o la stilografica, la macchina da scrivere o, perché no, il “personal”, e a scrivere. Non per creare opere immortali, né per diventare autori famosi, e neppure per imparare a “scrivere bene”, ma neanche, del resto, per “esprimere se stessi”, né tantomeno per “trovare se stessi”, o per trasmettere la propria visione del mondo ai posteri.

Perché allora? Per scrivere, risponde l’autrice. Il fine della scrittura è la scrittura.

Ricettario di scrittura creativa

Il secondo libro sulla scrittura che ti presentiamo è volutamente intitolato “ricettario” e non “manuale”, per dissipare ogni dubbio sugli intenti non pedanti ma didattico-giocosi.

È un libro di esempi, istruzioni ed esercizi che indirizza e assiste chi voglia saperne di più sui meccanismi della narrazione, della poesia e del teatro. Contiene poca teoria e tanti trucchi, espedienti, idee pratiche.

Minuti scritti. 12 esercizi di pensiero e scrittura

Visualizzare, osservare, guardare oltre, combinare, tracciare, aggiustare, intrecciare, strutturare: questo libro sulla scrittura propone un percorso che comincia prima dell’atto di scrivere e aiuta a mettere a fuoco capacità indispensabili, oltre che nel progetto e nella pratica della scrittura, in ogni processo che abbia una componente creativa.

Può essere usato come un attrezzo da ginnastica per le idee. Propone di scrivere testi brevissimi in tempi molto stretti e permette di confrontare le proprie prove con alcune altre: un paragone illuminante che consente di scoprire tracce di pensiero diverse e nuove soluzioni possibili.

On writing autobiografia di un mestiere

«È il romanzo della mia vita, non perché la mia vita sia un romanzo, ma perché la mia vita è scrivere».

Così spiega l’autore, il noto Stephen King, il senso di questo libro. Ecco forse la differenza con gli altri libri sulla scrittura: “On Writing” è l’autobiografia di un mestiere in cui la storia personale e professionale dell’autore si fondono totalmente.

Un testo che abbraccia e supera tutti i generi e, per un aspirante scrittore, rappresenta uno strumento utile, ricco di esempi e riferimenti pratici, capace di affrontare senza fumosità un argomento difficile.

Il mestiere di scrivere: esercizi, lezioni, saggi di scrittura creativa

Il mestiere di scrivere raccoglie le lezioni, gli esercizi, i consigli e le note sulla scrittura di uno dei maestri della narrativa americana. Raymond Carver nel corso della sua vita ha sempre affiancato al «lavoro di scrittore» quello di insegnante, nella convinzione che il talento dovesse accordarsi con le intenzioni e la tecnica, e potesse svilupparsi attraverso il metodo.

Questo libro è il breviario di un artigiano, ma anche un atto d’amore per la letteratura. Un modo per riflettere sul senso del narrare e mettersi alla prova, confrontandosi con chi ha fatto della scrittura la propria vita.

Lezioni di scrittura creativa

Concludiamo la nostra carrellata di libri sulla scrittura, con il manuale di tecnica ed esercizi della più grande scuola di formazione americana, che raccoglie lezioni teoriche del Gotham Writers’ Workshop, la principale scuola di scrittura creativa americana, unite a una serie di esercizi di scrittura e di analisi di brani letterari raccolti dalle opere di Carver, Hemingway, Scott Fitzgerald e altri grandi scrittori.

Frutto di un’esperienza decennale con allievi di tutto il mondo, è un manuale che guida il lettore attraverso tutte le fasi della scrittura. Dall’ideazione di una storia al suo sviluppo, dalla sua revisione al fatidico momento della pubblicazione.

Scrivere, io? Manuale di scrittura per ragazzi

Se pensi che a scrivere bene è solo chi è bravo a scuola e ha buoni voti in italiano, ecco quello che tra i libri sulla scrittura potrebbe davvero sconvolgerti.

Una apprezzata scrittrice per ragazzi ti svela i modi più divertenti, insoliti e innovativi per inventare le tue prime storie su qualsiasi argomento. Una vivace carrellata di consigli e attività per imparare a “farsi venire le idee” e a inventare personaggi, ambientazioni, trame e punti di vista diversi utilizzando la penna, ma anche il cellulare, un mazzo di carte e altri spunti creativi in grado di stimolare la tua fantasia.

Master di scrittura creativa

Se oltre ai libri sulla scrittura, stai cercando anche delle lezioni di scrittura creativa, devi sapere che ci sono dei corsi Unicusano che possono fare al caso tuo. Come ad esempio questi tre master:

  1. Social media manager e scrittura per web;
  2. Giornalismo 3.0;
  3. Pensiero creativo. Le dieci competenze irrinunciabili.

Ma questi sono solo alcuni dei tanti corsi previsti all’interno della nostra ampia offerta formativa. Per consultare la lista completa, ti consigliamo di visitare la sezione didattica del portale Unicusano.it

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Come diventare responsabile comunicazione: studi e possibilità

Vuoi sapere come diventare responsabile comunicazione?

Allora ecco subito una buona notizia per te: ti trovi nel posto giusto. In questo articolo, infatti, troverai una vera e propria guida per lavorare nella comunicazione ed ambire a realizzare questo tuo obiettivo. Da come gestire l’immagine pubblica delle aziende, i brand o più in generale i clienti che intendi rappresentare, al fine di riuscire a migliorare o potenziare la loro popolarità e presenza sui media. Dall’ufficio stampa classico all’utilizzo dei social network in maniera professione, come usare LinkedIn per lavoro. Perché tutto questo e molto altro deve saper fare un responsabile comunicazione.

Vuoi saperne di più? Molto bene, allora non perdiamo tempo ed entriamo dubito nel merito del discorso. Buona lettura.

Quello che devi sapere per diventare responsabile comunicazione

Nei paragrafi che seguono approfondiremo dunque mansioni e studi necessari a comprendere come diventare responsabile comunicazione. Partendo dalla definizione del ruolo.

LEGGI ANCHE : Quali sono le caratteristiche di un commerciale in azienda?

Chi è e cosa fa il responsabile della comunicazione

Per comprendere fino in fondo come diventare responsabile comunicazione, occorre innanzitutto avere ben chiaro cosa vuol dire occupare questo ruolo.

La competenza principale di questa figura è quella di coordinare un’organizzazione nella definizione e nell’implementazione di una strategia di comunicazione efficace, nella creazione e nella gestione di relazioni favorevoli con gli stakeholder e nella scelta dei mezzi e delle modalità più appropriate per la trasmissione dei messaggi per promuovere prodotti o servizi.

Pertanto deve annoverare tra le sue competenze la comunicazione e marketing, magari anche un po’ di psicologia, sociologia e linguistica. Oltre ad una predisposizione al commercio e una mentalità aperta, innovativa e creativa.

Deve saper essere un buon addetto stampa, ma all’occorrenza anche sapere come diventare redattore editoriale o trasformarsi in direttore pubblicitario e social media manager. Deve conoscere e saper studiare il mercato di riferimento, padroneggiare gli strumenti del giornalismo 3.0 e dei social network, saper ideare e sviluppare strategie integrate e personalizzate di comunicazione, progettare campagne che aiutino a mantenere o migliorare una buona reputazione e credibilità.  Ed ecco svelato l’identikit del perfetto Communication Manager (responsabile della comunicazione in inglese).

Responsabile marketing e comunicazione: mansioni

Non parliamo solo di come diventare responsabile comunicazione, ma anche per fare cosa. Tra le attività quotidiane portate avanti da un Communication Manager, possono rientrare ad esempio:

  1. Stabilire, di concerto con il cliente, la linea comunicativa da portare avanti;
  2. Redigere e inviare comunicati stampa;
  3. Procurare, concordare e coordinare interviste;
  4. Gestire le richieste di foto e materiale promozionale vario;
  5. Organizzare conferenze stampa ed altri eventi promozionali;
  6. Curare i rapporti con media, stampa, opinion leader, stakeholder
  7. Monitorare ed analizzare le campagne per assicurare che siano coerenti con gli obiettivi prefissati.

Naturalmente, in caso di collaboratori, il responsabile della comunicazione si occupa anche di coordinare il team di lavoro a 360 gradi.

Cosa studiare per diventare responsabile della comunicazione

Come diventare responsabile della comunicazione senza averne le competenze necessarie?

Fortunatamente in questo settore Unicusano rappresenta una vera e propria eccellenza. All’interno della nostra offerta formativa, infatti, trovano spazio diversi corsi sul giornalismo digitale e la comunicazione in generale. Come ad esempio:

  1. Giornalismo 3.0. Tra l’esplosione dei social network e la necessità di stare ai piani alti dei risultati di ricerca di Google, un addetto alla comunicazione moderno deve saper declinare la tradizionale predisposizione alla scrittura con una serie di competenze inerenti i new media;
  2. Economia e management della comunicazione e dei media. Nasce con lo scopo di formare professionisti esperti nella progettazione, ideazione e gestione di progetti multimediali per la comunicazione attraverso un percorso multidisciplinare  mirato a garantire l’acquisizione di competenze progettuali, metodologiche, manageriali, di linguaggio ma anche operative ed applicative;
  3. Professione reporterA scuola di giornalismo. Master in grado di fornirti tutte le conoscenze, sia teoriche che pratiche, utili ad intraprendere la professione di giornalista o operatore del settore della comunicazione, ma anche per aggiornare e riqualificare la tue competenze;
  4. Social media manager e scrittura per web. Per scoprire tutti i segreti su cosa sono, da dove vengono e dove vogliono andare i social network;
  5. La Comunicazione nella PA. Trae origine nelle risposte urgenti ai diversi bisogni che la Pubblica Amministrazione ha nei confronti del Cittadino, al fine di comunicare/interagire con esso in modo chiaro, efficiente, trasparente e completo.
  6. Luxury Brand Comunication. Questo corso ha il compito di trasmetterti come sovrintendere lo sviluppo, il  posizionamento e il successo di un brand. Quindi come promuovere i marchi seguendo l’iter di sviluppo e vendita del prodotto associato al brand, con particolare attenzione allo stile, alla qualità dei prodotti, all’efficacia delle campagne pubblicitarie.

Il tutto contraddistinto dall’alta qualità del corso e dalla flessibilità garantita dall’e-learning.

Responsabile della comunicazione stipendio

Compreso come diventare responsabile comunicazione, vediamo anche quanto si guadagna.

Secondo un’indagine su un campione di 300mila casi in Italia sulla retribuzione dei professionisti nell’ambito marketing e comunicazione, condotta dalla società di ricerca e selezione specializzata in middle management “Sping” in collaborazione con “Job Pricing”, i quadri che operano i questo settore guadagnano tra i 49.113 euro e i 56.820 euro l’anno. La prima cifra fa riferimento al dato più basso, registrato in Sicilia. La seconda, invece, è il picco più alto dell’Emilia Romagna.

E con questo, almeno per il momento è tutto. La nostra guida su come diventare responsabile comunicazione adesso è davvero completa.

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Come usare linkedin per lavoro? Ecco 3 consigli da seguire

Vuoi conoscere tutti i segreti su come usare LinkedIn per lavoro?

Allora abbiamo un’ottima notizia per te: sei nel posto giusto. In questo articolo, infatti, tratteremo proprio questi argomento. Partendo dalle basi di come si usa LinkedIn a come cercare lavoro da casa, fino alle strategie più avanzate per farsi notare da recruiter e aziende. In poche parole, tutto quello che c’è da sapere per ottimizzare le tue possibilità di trovare un lavoro. Regalandoti, in particolare, tre preziosi consigli da seguire.

Vuoi saperne di più? Molto bene, allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito, in modo da dimostrare che LinkedIn funziona per lavoro, eccome. Qualora nutrisi ancora dei dubbi sull’importante utilità di questo social network. Perché solo chi non conosce pienamente le sue potenzialità, e come sfruttarle a dovere, può sostenere che LinkedIn non serve a niente.

LinkedIn e lavoro: tutto quello che devi sapere

All’interno di questo testo troverai dunque una vera e propria guida su come usare LinkedIn per lavoro nei minimi dettagli. E anche qualora non possedessi ancora un LinkedIn account, non preoccuparti: abbiamo pensato anche a questo. Tra poco ti spiegheremo passo dopo passo come iscriverti e configurare un profilo professionalmente ben fatto ed efficace. Buona lettura.

Cos’è e a cosa serve LinkedIn

Prima di arrivare ai tre consigli su come usare LinkedIn per lavoro, facciamo un piccolo passo indietro e partiamo dalle basi. Cerchiamo di descrivere in maniera esaustiva cos’è LinkedIn e a cosa serve.

Per farlo, prendiamo come punto di riferimento la definizione data dall’autorevole Enciclopedia Treccani, che descrive così questo importante servizio web:

«Definito “social network professionale”, è la prima rete sociale web interamente volta al mondo del lavoro. A differenza di Facebook o Twitter, LinkedIn non viene usato per incontrare nuovi amici o vecchie conoscenze, bensì per offrire e cercare lavoro e contatti utili per la propria professione.
La rete dispone poi di esperti di settore cui gli utenti possono rivolgersi. Con sede a Palo Alto (Silicon Valley, California), LinkedIn ha oltre quattrocento milioni di utenti in tutto il mondo. Nel 2016 la società è stata acquisita da Microsoft».

In sintesi, possiamo dunque dire che LinkedIn è un servizio web di rete sociale che offre la possibilità di instaurare o sviluppare contatti di natura professionale. Ciò avviene attraverso la pubblicazione e la diffusione del proprio curriculum vitae, nonché grazie alla possibilità di condividere contenuti specifici relativi al mercato del lavoro. È anche possibile di usufruire di un motore di ricerca del lavoro, spazi per pubblicità aziendali e così via. A livello di utilità, infatti. potremmo distinguere tra LinkedIn come funziona per aziende e per singole persone o lavoratori. Ambo le parti, infatti, possono trarre grandi vantaggi da un utilizzo corretto di questo canale, in grado di mettere a contatto domanda e offerta di lavoro.

LEGGI ANCHE – Quali sono le caratteristiche di un commerciale in azienda?

LinkedIn: come creare un account

Come da prassi segnalata sulla pagina di assistenza di LinkedIn , per iscriversi e creare un profilo, occorre seguire i seguenti step:

  1. Vai alla pagina di iscrizione di LinkedIn;
  2. Digita il tuo nome e cognome, l’indirizzo email e la password che intendi usare;
  3. Clicca su Iscriviti ora;
  4. Completa gli ulteriori ed eventuali passaggi richiesti.

Trattandosi di una piattaforma professionale, gli pseudonimi non sono consentiti, come indicato nell’apposito contratto di licenza. Pertanto è necessario, oltre che cosa buona e giusta, utilizzare il tuo nome reale. D’altronde, quale potenziale cliente o datore di lavoro si fiderebbe di una persona che altera o nasconde la propria identità?

E con questo, in un certo senso, abbiamo anche specificato su LinkedIn come funziona la privacy.

I tre consigli di Unicusano per utilizzare LinkedIn

ed eccoci finalmente giunti ai tre consigli fondamentali su come usare LinkedIn per lavoro in maniera efficace ed efficiente.

  1. Aggiorna sempre curriculum e il tuo profilo. E allega una foto profilo professionale e seria, non dimenticare mai che la natura di questo social network è diversa da quelli che magari utilizzi per scherzare con gli amici;
  2. Sfrutta la sezione “Cerca Lavoro”, grazie alla quale hai la possibilità di vedere tutte le posizioni aperte in ognuno dei settori che maggiormente ti interessano. Soprattutto, ricordati di attivare le notifiche via e-mail e salvare le ricerche. Così da arrivare prima degli altri sulle posizioni aperte più interessanti;
  3. Utilizza gli aggiornamenti di stato per farti notare, evidenziando di cosa ti occupi, e le parole chiave in tutti i campi del profilo, dal sommario alle competenze perché la ricerca da parte dei recruiter generalmente avviene attraverso quelle. Questa è un’ottima strategia per farti notare.

E con questo la nostra guida su come utilizzare LinkedIn per lavoro volge al termine. Adesso tocca a te metterti in gioco: il mondo del lavoro ti aspetta. Buona fortuna.

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Cosa vedere a Potenza e dintorni: 5 mete imperdibili per l’inverno

Sei uno studente, un cittadino o un turista curioso di sapere cosa vedere a Potenza e dintorni?

Allora abbiamo subito una bella notizia per te: ti trovi nel posto giusto. In questa guida, infatti, andremo alla scoperta di cinque mete imperdibili in inverno, ma non solo. Tra queste righe troverai dunque una vera e propria guida su cosa vedere in Basilicata nella zona della città capoluogo di questa splendida regione d’Italia.

Ci concentreremo dunque su Potenza Città, ma anche sulla relativa area metropolitana e la provincia. Fornendo tanti consigli utili sia per vivere a Potenza che visitarla occasionalmente.

Vuoi saperne di più? Molto bene, allora allaccia bene le cinture, perché partiamo subito alla scoperta di cosa vedere a Potenza e dintorni.

Visitare Potenza: ecco cosa vedere

Nei prossimi paragrafi parleremo dunque di cosa fare a Potenza oggi o nel prossimo futuro. Non perderti i nostri consigli su cosa visitare in Basilicata, perché comprendono destinazioni per tutti i gusti. Buona lettura.

Basilicata: cartina

Prima di approfondire cosa vedere a Potenza e dintorni, cerchiamo di tracciare un quadro geografico del contesto in cui sorge il capoluogo della Basilicata.

La regione è, infatti, divisa in due province:

  1. Potenza. Primo comune della regione per popolazione e undicesimo per superficie. Comprende 100 comuni e 377 mila abitanti circa;
  2. Matera. Costituita da 31 comuni e poco più di 200 mila abitanti.

Altri centri molto importanti sono Melfi, Pisticci e Policoro.

Giusto per capire meglio Potenza dove si trova, devi sapere che si tratta del capoluogo di regione situato alla quota più elevata in Italia. Mentre i confini della Basilicata corrispondono a nord-ovest con la Campania, a nord-est con la Puglia e a sud con la Calabria. Inoltre a sud-est è bagnata dal mar Ionio, mentre a sud-ovest dal mar Tirreno.

Nei prossimi paragrafi ci concentreremo su Potenza, ma se vuoi sapere anche a Matera cosa vedere, non puoi perdere i famosi “Sassi”, ovvero i grandi quartieri scavati nella roccia che costituiscono la parte antica della città. Ma adesso, passiamo al capoluogo.

Potenza: cosa mangiare e dove

Potenza è una bella città, ma anche un luogo in cui si mangia davvero bene.

Tra le cose da fare a Potenza, dunque, non può mancare anche la soddisfazione di gustare la cucina tipica regionale. Una tradizione culinaria che si basa su prodotti straordinari come l’Olio extravergine Vulture DOP, formaggi come il caciocavallo, frutta e verdure. E poi i piatti a base di pane e focacce, salse e condimenti, ravioli alla potentina (prosciutto, ricotta, uova, pepe e prezzemolo), carne tagliata e pesce. Per non parlare dei dolci e dei liquori. Ecco, insomma, cosa compare a Potenza da mangiare.

A tal proposito, se cerchi locali tipici dove poter soddisfare il tuo palato, ti consigliamo di dare un’occhiata alla nostra guida approfondita sui Ristoranti Potenza.

Basilicata: borghi da visitare

Proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta di cosa vedere in Basilicata e più precisamente cosa vedere a Potenza e dintorni, con un tour virtuale tra i fantastici borghi della zona.

Tra glia altri spicca Brienza, una delle poche cittadine ad aver mantenuto la sua struttura architettonica di borgo medioevale. Si tratta di un piccolo comune di poco più di 4 mila abitanti che richiama un modello ad avvolgimento centripeto avente come simbolo il Castello Caracciolo.

Quest’ultimo rappresenta una vera e propria roccaforte medioevale, uno dei posti da visitare in Basilicata assolutamente. In questa zona, anche l’architettura religiosa è fiorente: dalla

Nel primo caso, ad esempio sono imperdibili: dalla Chiesa Madre di Santa Maria Assunta a quella dell’Annunziata, del S.S. Crocifisso o di San Michele dei Greci.

Laghi Basilicata e aree naturali

Proseguiamo la nostra guida su cosa vedere a Potenza e dintorni, parlando di un altro fiore all’occhiello di tutta la regione: i laghi e le aree naturali.

In particolare nei dintorni del capoluogo, precisamente tra i comuni di Rionero in Vulture e Atella, sorge la riserva regionale dei laghi di Monticchio. Destinazione ideale se ami la natura selvaggia ed incontaminata. All’interno della quale troviamo il “Lago Grande” e il “Lago Piccolo” di Monticchio. È possibile, tra l’altro, noleggiare dei pedalò. In inverno in particolare, non potendo andare al mare, i laghi mozzafiato della Basilicata possono essere un’ottima alternativa.

La fauna del luogo è caratterizzata dalla presenza dell’unica della famiglia “Brahmaeidae” presente in Europa: una falena dall’apertura alare di circa sette centimetri.

Molto particolare e da vedere in questa area è anche l’antichissima l’Abbazia di San Michele Arcangelo, scavata nel tufo.

Il fiume che scorre nei pressi di Potenza

Fin qui abbiamo visto borghi medievali, abbazie scavate nel tufo, ristoranti e laghi. Ma tra cosa vedere a Potenza e dintorni rientra anche un importantissimo fiume.

Stiamo parlando del Basento, il fiume più lungo della Basilicata con i suoi quasi 150 km di corso e un bacino idrografico di 1.537 km². In particolare bagna la zona sud di Potenza, attraversandone la provincia fino anche a quella di Matera. Ma soprattutto, si narra che gli  antichi Greci, vedendo la città posta originariamente sulle sponde del Basento e impressionati del rapporto tra gli abitanti e le sue acque, le avrebbero assegnato lo stesso nome. Questo in greco, corrispondeva alla parola greca Potizo, evoluta poi nel latino Potentia, ovvero l’attuale Potenza.

E con questo, almeno per il momento è tutto. La nostra guida su cosa vedere a Potenza e dintorni adesso è davvero completa. Cinque le tappe principali che abbiamo approfondito: i ristoranti, il Borgo di Brienza, i laghi di Monticchio, l’Abbazia di San Michele Arcangelo e il fiume Basento. Senza contare la bellissima architettura religiosa.

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Quali sono le caratteristiche di un commerciale in azienda?

Vuoi sapere cosa fa e quali sono le caratteristiche di un commerciale in azienda?

Allora abbiamo subito una bella notizia da darti: in questo momento ti trovi nel posto giusto e al momento giusto. All’interno dell’articolo che stai leggendo, infatti, scopriremo proprio quali sono le mansioni del commerciale, quali sono le migliori tecniche di vendita utili ad avere successo in questo lavoro e, soprattutto, come diventare commerciale: da quali studi fare a quali caratteristiche e competenze affinare.

Un venditore migliore degli altri, ad esempio, deve acquisire sicurezza e saperla infondere negli altri (in particolare nei potenziali clienti e alle aziende per cui lavora), saper cercare lavoro da casa (come diventare un bravo venditore telefonico) così come in ufficio, conoscere le 10 regole del venditore, tenersi costantemente aggiornato seguendo tutte le novità nel campo del marketing e del mercato, leggendo i più importanti quotidiani economici.

Altra caratteristica molto importante riguarda il carattere di un venditore. Esso deve saper gestire bene le emozioni, saper parlare con tutti ed essere anche un po’ psicologo.

Vuoi saperne di più? Molto bene, allora andiamo subito al nocciolo della questione: chi è e quali sono le caratteristiche di un commerciale in azienda?

Chi è un commerciale e come diventarlo

Nei prossimi paragrafi, andremo dunque a scoprire chi è, cosa fa e quali sono le caratteristiche di un commerciale che si rispetti. Ma soprattutto come fare a diventarlo. Il che è molto di più di come diventare un venditore di auto, tanto per intenderci e sgombrare il campo da equivoci.

Cosa fa un commerciale

Tra le caratteristiche del commerciale, quella di base è che si tratta di una figura lavorativa autonoma che si occupa di procacciare clienti per la singola impresa o le diverse aziende per le quali lavora.

Possiamo distinguere infatti fra due tipologie di commerciale:

  1. Commerciali monomandatari. Coloro i quali promuovono esclusivamente un’azienda;
  2. Commerciali plurimandatari. Promuovono contemporaneamente un ampio portfolio di aziende/clienti.

Specialmente nel secondo caso, si tratta quindi di professionisti e imprenditori della promozione commerciale. Nonché di una figura molto ricercata da parte delle aziende. In quanto rappresentano dei costi di gestione certi e soprattutto in larga parte proporzionati al numero di clienti e di fatturato che riescono a portare in dote all’azienda stessa.

In Italia figure di questo genere, ma ognuna con sfumature diverse, sono i rappresentanti e agenti di commercio, oltre ai procacciatori d’affari.

Il rappresentante commerciale, infatti, hanno il potere di portare a termine i contratti promossi, addirittura firmandoli in nome e per conto dell’azienda di riferimento. Il procacciatore d’affari, invece, è un lavoratore autonomo con Partita IVA titolare di ditta individuale e può stipulare contratti solo dopo aver ottenuto l’accettazione dell’impresa mandante. Mentre l’agente di commercio necessita di autorizzazione che deve essere rilasciata dalla Camera di Commercio.

Come formare un venditore commerciale: i corsi di laurea

Per acquisire come si deve le caratteristiche di un commerciale, non basta scaricare qualche manuale del venditore pdf su internet. La cosa migliore da fare, invece, è formarsi come si deve attraverso un corso di laurea o un master quanto più attinente possibile. Cioè in grado di infonderti e certificarti tutte le competenze utili a svolgere questa professione.

In questo settore Unicusano rappresenta un’eccellenza, erogando corsi di laurea in ambito economico come:

  1. Corso di Laurea triennale in Economia Aziendale e Management;
  2. Laurea Magistrale in Scienze Economiche.

Due corsi in grado di fornirti competenze in ambito aziendale, di marketing e di vendita tali da poterti rendere un’ottimo commerciale per l’azienda per cui intendi lavorare o il tuo portfolio clienti.

Master più utili per lavorare in ambito Economico Giuridico

Giunti a questo punto, prima di concludere questa nostra guida sulle caratteristiche di un commerciale e come acquisirle, è quantomeno doveroso segnalarti anche alcuni master di I livello previsti nell’ampia offerta formativa di Unicusano che possono fare decisamente al caso tuo.

  1. Marketing Management. Ha come obiettivo fondamentale quello di formare professionalità, altamente specializzate ed in possesso delle conoscenza sia pratiche che teoriche necessarie ad affrontare con competenza e dinamicità tutti gli aspetti legati alle problematiche gestionali e di marketing complesse, nonché di operare in modo efficace nella progettazione e attuazione dei processi di marketing;
  2. Finanza comportamentale. Disciplina dal forte impatto applicativo che utilizza le conoscenze derivanti dalla ricerca scientifica nell’ambito della psicologia cognitiva e delle neuroscienze, finalizzata alla comprensione del comportamento degli agenti economici. Buone caratteristiche di un commerciale anche queste;
  3. Economia e diritto dei mercati finanziari. Master perfetto se vuoi operare nell’ambito dell’intermediazione finanziaria e imparare a seguire regole e andamento del mercato;
  4. Economia e management del settore immobiliare. Il suo obiettivo è quello di formare figure professionali capaci di distinguersi con successo nel settore immobiliare. Ovvero in grado di gestire l’intermediazione con imprese, banche, enti finanziari vari e amministrazioni pubbliche.

E con questo, almeno per il momenti, è tutto. La nostra guida sulle caratteristiche di un commerciale e come diventarlo adesso  davvero completa ed esaustiva.

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App per catalogare i libri letti: ecco le migliori da scaricare

Leggere è la tua passione e sei alla ricerca di una app per catalogare libri letti in modo da organizzare al meglio le tue letture? Magari ordinando i 10 libri più belli da leggere durante le feste, oppure dividendoli in categorie: dalle biografie ai testi dei migliori scrittori contemporanei, dai thriller gialli ai libri sul terrorismo, dai romanzi a libri sulla fisica quantistica e via dicendo.

Se questo è quello che stai cercando, ovvero delle app per tenere traccia dei libri letti e per riuscire ad organizzare la biblioteca personale, abbiamo una buona notizia per te. Quale? Devi sapere che in questo momento ti trovi nel posto giusto.

In questo articolo, infatti, ti consiglieremo alcune delle migliori app per segnare libri scaricabili sui tuoi dispositivi desktop o mobile, dopo averle testate e recensite per te.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo e andiamo subito alla ricerca della migliori app per catalogare i libri letti.

Software gestione biblioteca casalinga o libri letti

Nei prossimi paragrafi, andremo dunque a suggerirti alcune delle migliori app per catalogare libri letti, che abbiamo scaricato, testato e recensito per te. Ti auguriamo quindi buona lettura: di questo articolo in primis e dei tuoi libri preferiti poi.

Programmi per catalogare i libri sul pc

Iniziamo questo viaggio alla scoperta delle migliori app per catalogare libri letti, dalle soluzioni più funzionali su desktop, quindi da pc.

Ordinare i libri su Windows è molto semplice. Può bastare, infatti, utilizzare programmi database gratuiti per catalogare libri Excel.

Excel è un programma prodotto da Microsoft, dedicato alla produzione ed alla gestione di fogli elettronici. È parte della suite di software di produttività personale Microsoft Office, ed è utilizzato di default soprattutto per i sistemi operativi Windows, ma è disponibile anche per Macintosh.

Per utilizzarlo al meglio come programma per catalogare libri letti, puoi seguire questi tre passaggi:

  1. Apri un nuovo foglio di Excel e imposta il titolo dell’elenco, inserendolo nella cella A1;
  2. Inserisci adesso i vari titoli di ciascuna colonna, che rappresentano le informazioni che vuoi inserire per ogni libro, come titolo, autore, casa editrice, anno, genere e via dicendo, a cominciare dalla riga 2. Volendo puoi personalizzare colore, font, grassetti a tuo piacimento;
  3. A questo punto non ti rimane che inserire i dati dei tuoi libri, compilando tutte le colonne che hai inserito in precedenza.

Esiste inoltre una funzionalità utilissima, ovvero l’utilizzo dei filtri. Questa ti consente di riordinare o visualizzare il tuo elenco in base a più variabili. E quindi rende molto più semplice la ricerca di un libro o di una singola informazioe su di esso. Puoi infatti ordinare titolo, categoria o qualsiasi altra informazione che hai aggiunto dalla A alla Z o viceversa, oppure in ordine crescente o decrescente, ma anche selezionare solo le celle con una parola chiave. Comodo vero?

Altra soluzione utile e funzionale è BookDB2, un programma gratuito grazie al quale organizzare e catalogare la propria collezione di libri diventa facilissimo.

Se invece hai bisogno di una app per catalogare libri Mac specifica, oltre ad Excel potrebbe farti comodo Calibre.

Come catalogare i libri letti da mobile

La nostra guida sulle app per catalogare libri letti si sposta adesso sul mobile. Perché organizzare la propria libreria a portata di smartphone o tablet è sempre cosa molto utile e funzionale alle proprie esigenze di lettura.

Due app che vale la pena provare assolutamente sono:

  1. My Library app. Un software che ti consente di tenere traccia di tutti i tuoi libri gratuitamente, in italiano e senza pubblicità. Per aggiungere un libro hai diverse soluzioni: manualmente, cercando il suo codice ISBN o addirittura scansionando il suo codice a barre. Puoi catalogare libri per genere, in base a quelli che hai letto e anche quelli che hai prestato e a chi. Possibile anche stilare una lista con tutti i libri che vorresti leggere in futuro. E per finire, facilita anche la condivisione della biblioteca con altri attraverso Google Drive e Dropbox. Disponibile su Google Drive e iTunes Apple;
  2. Bibliophilia. Un’applicazione dedicata agli amanti dei libri e della lettura. Archivia e cataloga i titoli della tua biblioteca, tiene traccia di tutte le tue letture e fornisce un rapido strumento per cercare e annotare i libri che hai intenzione di leggere e che ti vengono consigliati.

Ma soluzioni altrettanto interessanti sono rappresentate senza ombra di dubbio da BookBuddy (per iOS) Book Catalogue (per Android), CLZ Books – Book Database (per Android e iOS), Book List Library ISBN Scanner (iOS).

E con questo, almeno per il momento, è tutto. La nostra guida sulle app per catalogare libri letti adesso è davvero completa. Adesso catalogare libri biblioteca, letti o da ancora da leggere, non sarà più un problema.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. 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Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. 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