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Cosa vedere a Potenza e dintorni: 5 mete imperdibili per l’inverno

Sei uno studente, un cittadino o un turista curioso di sapere cosa vedere a Potenza e dintorni?

Allora abbiamo subito una bella notizia per te: ti trovi nel posto giusto. In questa guida, infatti, andremo alla scoperta di cinque mete imperdibili in inverno, ma non solo. Tra queste righe troverai dunque una vera e propria guida su cosa vedere in Basilicata nella zona della città capoluogo di questa splendida regione d’Italia.

Ci concentreremo dunque su Potenza Città, ma anche sulla relativa area metropolitana e la provincia. Fornendo tanti consigli utili sia per vivere a Potenza che visitarla occasionalmente.

Vuoi saperne di più? Molto bene, allora allaccia bene le cinture, perché partiamo subito alla scoperta di cosa vedere a Potenza e dintorni.

Visitare Potenza: ecco cosa vedere

Nei prossimi paragrafi parleremo dunque di cosa fare a Potenza oggi o nel prossimo futuro. Non perderti i nostri consigli su cosa visitare in Basilicata, perché comprendono destinazioni per tutti i gusti. Buona lettura.

Basilicata: cartina

Prima di approfondire cosa vedere a Potenza e dintorni, cerchiamo di tracciare un quadro geografico del contesto in cui sorge il capoluogo della Basilicata.

La regione è, infatti, divisa in due province:

  1. Potenza. Primo comune della regione per popolazione e undicesimo per superficie. Comprende 100 comuni e 377 mila abitanti circa;
  2. Matera. Costituita da 31 comuni e poco più di 200 mila abitanti.

Altri centri molto importanti sono Melfi, Pisticci e Policoro.

Giusto per capire meglio Potenza dove si trova, devi sapere che si tratta del capoluogo di regione situato alla quota più elevata in Italia. Mentre i confini della Basilicata corrispondono a nord-ovest con la Campania, a nord-est con la Puglia e a sud con la Calabria. Inoltre a sud-est è bagnata dal mar Ionio, mentre a sud-ovest dal mar Tirreno.

Nei prossimi paragrafi ci concentreremo su Potenza, ma se vuoi sapere anche a Matera cosa vedere, non puoi perdere i famosi “Sassi”, ovvero i grandi quartieri scavati nella roccia che costituiscono la parte antica della città. Ma adesso, passiamo al capoluogo.

Potenza: cosa mangiare e dove

Potenza è una bella città, ma anche un luogo in cui si mangia davvero bene.

Tra le cose da fare a Potenza, dunque, non può mancare anche la soddisfazione di gustare la cucina tipica regionale. Una tradizione culinaria che si basa su prodotti straordinari come l’Olio extravergine Vulture DOP, formaggi come il caciocavallo, frutta e verdure. E poi i piatti a base di pane e focacce, salse e condimenti, ravioli alla potentina (prosciutto, ricotta, uova, pepe e prezzemolo), carne tagliata e pesce. Per non parlare dei dolci e dei liquori. Ecco, insomma, cosa compare a Potenza da mangiare.

A tal proposito, se cerchi locali tipici dove poter soddisfare il tuo palato, ti consigliamo di dare un’occhiata alla nostra guida approfondita sui Ristoranti Potenza.

Basilicata: borghi da visitare

Proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta di cosa vedere in Basilicata e più precisamente cosa vedere a Potenza e dintorni, con un tour virtuale tra i fantastici borghi della zona.

Tra glia altri spicca Brienza, una delle poche cittadine ad aver mantenuto la sua struttura architettonica di borgo medioevale. Si tratta di un piccolo comune di poco più di 4 mila abitanti che richiama un modello ad avvolgimento centripeto avente come simbolo il Castello Caracciolo.

Quest’ultimo rappresenta una vera e propria roccaforte medioevale, uno dei posti da visitare in Basilicata assolutamente. In questa zona, anche l’architettura religiosa è fiorente: dalla

Nel primo caso, ad esempio sono imperdibili: dalla Chiesa Madre di Santa Maria Assunta a quella dell’Annunziata, del S.S. Crocifisso o di San Michele dei Greci.

Laghi Basilicata e aree naturali

Proseguiamo la nostra guida su cosa vedere a Potenza e dintorni, parlando di un altro fiore all’occhiello di tutta la regione: i laghi e le aree naturali.

In particolare nei dintorni del capoluogo, precisamente tra i comuni di Rionero in Vulture e Atella, sorge la riserva regionale dei laghi di Monticchio. Destinazione ideale se ami la natura selvaggia ed incontaminata. All’interno della quale troviamo il “Lago Grande” e il “Lago Piccolo” di Monticchio. È possibile, tra l’altro, noleggiare dei pedalò. In inverno in particolare, non potendo andare al mare, i laghi mozzafiato della Basilicata possono essere un’ottima alternativa.

La fauna del luogo è caratterizzata dalla presenza dell’unica della famiglia “Brahmaeidae” presente in Europa: una falena dall’apertura alare di circa sette centimetri.

Molto particolare e da vedere in questa area è anche l’antichissima l’Abbazia di San Michele Arcangelo, scavata nel tufo.

Il fiume che scorre nei pressi di Potenza

Fin qui abbiamo visto borghi medievali, abbazie scavate nel tufo, ristoranti e laghi. Ma tra cosa vedere a Potenza e dintorni rientra anche un importantissimo fiume.

Stiamo parlando del Basento, il fiume più lungo della Basilicata con i suoi quasi 150 km di corso e un bacino idrografico di 1.537 km². In particolare bagna la zona sud di Potenza, attraversandone la provincia fino anche a quella di Matera. Ma soprattutto, si narra che gli  antichi Greci, vedendo la città posta originariamente sulle sponde del Basento e impressionati del rapporto tra gli abitanti e le sue acque, le avrebbero assegnato lo stesso nome. Questo in greco, corrispondeva alla parola greca Potizo, evoluta poi nel latino Potentia, ovvero l’attuale Potenza.

E con questo, almeno per il momento è tutto. La nostra guida su cosa vedere a Potenza e dintorni adesso è davvero completa. Cinque le tappe principali che abbiamo approfondito: i ristoranti, il Borgo di Brienza, i laghi di Monticchio, l’Abbazia di San Michele Arcangelo e il fiume Basento. Senza contare la bellissima architettura religiosa.

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Quali sono le caratteristiche di un commerciale in azienda?

Vuoi sapere cosa fa e quali sono le caratteristiche di un commerciale in azienda?

Allora abbiamo subito una bella notizia da darti: in questo momento ti trovi nel posto giusto e al momento giusto. All’interno dell’articolo che stai leggendo, infatti, scopriremo proprio quali sono le mansioni del commerciale, quali sono le migliori tecniche di vendita utili ad avere successo in questo lavoro e, soprattutto, come diventare commerciale: da quali studi fare a quali caratteristiche e competenze affinare.

Un venditore migliore degli altri, ad esempio, deve acquisire sicurezza e saperla infondere negli altri (in particolare nei potenziali clienti e alle aziende per cui lavora), saper cercare lavoro da casa (come diventare un bravo venditore telefonico) così come in ufficio, conoscere le 10 regole del venditore, tenersi costantemente aggiornato seguendo tutte le novità nel campo del marketing e del mercato, leggendo i più importanti quotidiani economici.

Altra caratteristica molto importante riguarda il carattere di un venditore. Esso deve saper gestire bene le emozioni, saper parlare con tutti ed essere anche un po’ psicologo.

Vuoi saperne di più? Molto bene, allora andiamo subito al nocciolo della questione: chi è e quali sono le caratteristiche di un commerciale in azienda?

Chi è un commerciale e come diventarlo

Nei prossimi paragrafi, andremo dunque a scoprire chi è, cosa fa e quali sono le caratteristiche di un commerciale che si rispetti. Ma soprattutto come fare a diventarlo. Il che è molto di più di come diventare un venditore di auto, tanto per intenderci e sgombrare il campo da equivoci.

Cosa fa un commerciale

Tra le caratteristiche del commerciale, quella di base è che si tratta di una figura lavorativa autonoma che si occupa di procacciare clienti per la singola impresa o le diverse aziende per le quali lavora.

Possiamo distinguere infatti fra due tipologie di commerciale:

  1. Commerciali monomandatari. Coloro i quali promuovono esclusivamente un’azienda;
  2. Commerciali plurimandatari. Promuovono contemporaneamente un ampio portfolio di aziende/clienti.

Specialmente nel secondo caso, si tratta quindi di professionisti e imprenditori della promozione commerciale. Nonché di una figura molto ricercata da parte delle aziende. In quanto rappresentano dei costi di gestione certi e soprattutto in larga parte proporzionati al numero di clienti e di fatturato che riescono a portare in dote all’azienda stessa.

In Italia figure di questo genere, ma ognuna con sfumature diverse, sono i rappresentanti e agenti di commercio, oltre ai procacciatori d’affari.

Il rappresentante commerciale, infatti, hanno il potere di portare a termine i contratti promossi, addirittura firmandoli in nome e per conto dell’azienda di riferimento. Il procacciatore d’affari, invece, è un lavoratore autonomo con Partita IVA titolare di ditta individuale e può stipulare contratti solo dopo aver ottenuto l’accettazione dell’impresa mandante. Mentre l’agente di commercio necessita di autorizzazione che deve essere rilasciata dalla Camera di Commercio.

Come formare un venditore commerciale: i corsi di laurea

Per acquisire come si deve le caratteristiche di un commerciale, non basta scaricare qualche manuale del venditore pdf su internet. La cosa migliore da fare, invece, è formarsi come si deve attraverso un corso di laurea o un master quanto più attinente possibile. Cioè in grado di infonderti e certificarti tutte le competenze utili a svolgere questa professione.

In questo settore Unicusano rappresenta un’eccellenza, erogando corsi di laurea in ambito economico come:

  1. Corso di Laurea triennale in Economia Aziendale e Management;
  2. Laurea Magistrale in Scienze Economiche.

Due corsi in grado di fornirti competenze in ambito aziendale, di marketing e di vendita tali da poterti rendere un’ottimo commerciale per l’azienda per cui intendi lavorare o il tuo portfolio clienti.

Master più utili per lavorare in ambito Economico Giuridico

Giunti a questo punto, prima di concludere questa nostra guida sulle caratteristiche di un commerciale e come acquisirle, è quantomeno doveroso segnalarti anche alcuni master di I livello previsti nell’ampia offerta formativa di Unicusano che possono fare decisamente al caso tuo.

  1. Marketing Management. Ha come obiettivo fondamentale quello di formare professionalità, altamente specializzate ed in possesso delle conoscenza sia pratiche che teoriche necessarie ad affrontare con competenza e dinamicità tutti gli aspetti legati alle problematiche gestionali e di marketing complesse, nonché di operare in modo efficace nella progettazione e attuazione dei processi di marketing;
  2. Finanza comportamentale. Disciplina dal forte impatto applicativo che utilizza le conoscenze derivanti dalla ricerca scientifica nell’ambito della psicologia cognitiva e delle neuroscienze, finalizzata alla comprensione del comportamento degli agenti economici. Buone caratteristiche di un commerciale anche queste;
  3. Economia e diritto dei mercati finanziari. Master perfetto se vuoi operare nell’ambito dell’intermediazione finanziaria e imparare a seguire regole e andamento del mercato;
  4. Economia e management del settore immobiliare. Il suo obiettivo è quello di formare figure professionali capaci di distinguersi con successo nel settore immobiliare. Ovvero in grado di gestire l’intermediazione con imprese, banche, enti finanziari vari e amministrazioni pubbliche.

E con questo, almeno per il momenti, è tutto. La nostra guida sulle caratteristiche di un commerciale e come diventarlo adesso  davvero completa ed esaustiva.

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App per catalogare i libri letti: ecco le migliori da scaricare

Leggere è la tua passione e sei alla ricerca di una app per catalogare libri letti in modo da organizzare al meglio le tue letture? Magari ordinando i 10 libri più belli da leggere durante le feste, oppure dividendoli in categorie: dalle biografie ai testi dei migliori scrittori contemporanei, dai thriller gialli ai libri sul terrorismo, dai romanzi a libri sulla fisica quantistica e via dicendo.

Se questo è quello che stai cercando, ovvero delle app per tenere traccia dei libri letti e per riuscire ad organizzare la biblioteca personale, abbiamo una buona notizia per te. Quale? Devi sapere che in questo momento ti trovi nel posto giusto.

In questo articolo, infatti, ti consiglieremo alcune delle migliori app per segnare libri scaricabili sui tuoi dispositivi desktop o mobile, dopo averle testate e recensite per te.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo e andiamo subito alla ricerca della migliori app per catalogare i libri letti.

Software gestione biblioteca casalinga o libri letti

Nei prossimi paragrafi, andremo dunque a suggerirti alcune delle migliori app per catalogare libri letti, che abbiamo scaricato, testato e recensito per te. Ti auguriamo quindi buona lettura: di questo articolo in primis e dei tuoi libri preferiti poi.

Programmi per catalogare i libri sul pc

Iniziamo questo viaggio alla scoperta delle migliori app per catalogare libri letti, dalle soluzioni più funzionali su desktop, quindi da pc.

Ordinare i libri su Windows è molto semplice. Può bastare, infatti, utilizzare programmi database gratuiti per catalogare libri Excel.

Excel è un programma prodotto da Microsoft, dedicato alla produzione ed alla gestione di fogli elettronici. È parte della suite di software di produttività personale Microsoft Office, ed è utilizzato di default soprattutto per i sistemi operativi Windows, ma è disponibile anche per Macintosh.

Per utilizzarlo al meglio come programma per catalogare libri letti, puoi seguire questi tre passaggi:

  1. Apri un nuovo foglio di Excel e imposta il titolo dell’elenco, inserendolo nella cella A1;
  2. Inserisci adesso i vari titoli di ciascuna colonna, che rappresentano le informazioni che vuoi inserire per ogni libro, come titolo, autore, casa editrice, anno, genere e via dicendo, a cominciare dalla riga 2. Volendo puoi personalizzare colore, font, grassetti a tuo piacimento;
  3. A questo punto non ti rimane che inserire i dati dei tuoi libri, compilando tutte le colonne che hai inserito in precedenza.

Esiste inoltre una funzionalità utilissima, ovvero l’utilizzo dei filtri. Questa ti consente di riordinare o visualizzare il tuo elenco in base a più variabili. E quindi rende molto più semplice la ricerca di un libro o di una singola informazioe su di esso. Puoi infatti ordinare titolo, categoria o qualsiasi altra informazione che hai aggiunto dalla A alla Z o viceversa, oppure in ordine crescente o decrescente, ma anche selezionare solo le celle con una parola chiave. Comodo vero?

Altra soluzione utile e funzionale è BookDB2, un programma gratuito grazie al quale organizzare e catalogare la propria collezione di libri diventa facilissimo.

Se invece hai bisogno di una app per catalogare libri Mac specifica, oltre ad Excel potrebbe farti comodo Calibre.

Come catalogare i libri letti da mobile

La nostra guida sulle app per catalogare libri letti si sposta adesso sul mobile. Perché organizzare la propria libreria a portata di smartphone o tablet è sempre cosa molto utile e funzionale alle proprie esigenze di lettura.

Due app che vale la pena provare assolutamente sono:

  1. My Library app. Un software che ti consente di tenere traccia di tutti i tuoi libri gratuitamente, in italiano e senza pubblicità. Per aggiungere un libro hai diverse soluzioni: manualmente, cercando il suo codice ISBN o addirittura scansionando il suo codice a barre. Puoi catalogare libri per genere, in base a quelli che hai letto e anche quelli che hai prestato e a chi. Possibile anche stilare una lista con tutti i libri che vorresti leggere in futuro. E per finire, facilita anche la condivisione della biblioteca con altri attraverso Google Drive e Dropbox. Disponibile su Google Drive e iTunes Apple;
  2. Bibliophilia. Un’applicazione dedicata agli amanti dei libri e della lettura. Archivia e cataloga i titoli della tua biblioteca, tiene traccia di tutte le tue letture e fornisce un rapido strumento per cercare e annotare i libri che hai intenzione di leggere e che ti vengono consigliati.

Ma soluzioni altrettanto interessanti sono rappresentate senza ombra di dubbio da BookBuddy (per iOS) Book Catalogue (per Android), CLZ Books – Book Database (per Android e iOS), Book List Library ISBN Scanner (iOS).

E con questo, almeno per il momento, è tutto. La nostra guida sulle app per catalogare libri letti adesso è davvero completa. Adesso catalogare libri biblioteca, letti o da ancora da leggere, non sarà più un problema.

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I 10 libri più belli da leggere durante le feste

Il Natale è alle porte e stai cercando i 10 libri più belli da leggere durante le feste?

A tal proposito, ecco subito una buona notizia per te: sei nel posto giusto. In questo articolo, infatti, ti sveleremo la nostra classifica libri a tema per l’occasione.

Una top ten che comprende libri commoventi e storie fantastiche, libri classici e ultime uscite, romanzi, gialli e libri romantici. Ma che, soprattutto, annovera tra i propri autori scrittori italiani e alcuni tra i migliori scrittori contemporanei di tutto il mondo. Chissà che non fungano anche da portafortuna capodanno.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo e lanciamoci subito alla scoperta dei  10 libri da leggere assolutamente nel periodo delle festività natalizie e non solo.

LEGGI ANCHE – Come organizzare lo studio durante le vacanze: ecco la guida.

Classifica libri più belli da leggere per le feste

Nei paragrafi che seguono, dunque, ti presenteremo dieci libri da leggere consigliati nel corso delle feste di Natale in particolare. Li abbiamo raccolti e recensiti per te. Buona lettura e…buone feste.

Libri da leggere classici: i racconti natalizi di Dickens

Tra i libri da leggere assolutamente nella vita rientrano senza ombra di dubbio i cinque racconti di Natale di Charles Dickens. Autore per eccellenza in questo settore, tanto da meritarsi la pellicola a lui dedicata dal titolo Dickens – L’uomo che inventò il Natale (The Man Who Invented Christmas), con la regia di Bharat Nalluri.

Cinque capolavori, tra i quali, abbiamo scelto il primo, intitolato proprio Canto di Natale.

Si tratta di una delle fiabe più popolari di sempre, tra le storie sul Natale più commoventi mai scritte. Protagonista è il vecchio finanziare londinese Ebenezer Scrooge, uomo tanto ricco quanto avaro. La notte della vigilia riceverà la visita di tre spiriti: il Natale passato, il presente e il futuro, che tenteranno di ravvederlo.

Di diritto tra i 10 libri più belli da leggere in assoluto, non solo durante le feste.

Libri da leggere: romanzi di Natale

Le opere dickensiane sono adatte a tutti, ma in particolare ai bambini. Passiamo dunque adesso ai racconti di Natale per ragazzi fighissimi. Verso i 10 libri più belli da leggere.

  1. Il Grinch. Racconto ideale per gli amanti delle poesie di Natale, essendo scritto in versi in rima e illustrato da Theodor Seuss Geisel, che ne ha curato anche le illustrazioni. Tra i 100 libri da leggere secondo la National Education Association;
  2. Le lettere di Babbo Natale. Raccolta di missive attribuite a Babbo Natale. Opera di Tolkien, autore di grandi capolavori del mondo fantasy come Il Signore degli Anelli;
  3. The Polar Express. Uno dei romanzi natalizi scritti e illustrati da Chris Van Allsburg. Pubblicato nel 1985, l’anno successivo venne premiato come miglior libro illustrato per ragazzi. La storia ha inizio la sera della viglia, in cui un ragazzino prova a rimanere vigile tutta la notte, nutrendo seri dubbi sull’esistenza di Babbo Natale. Verrà smentito?
  4. Il sarto di Gloucester. Una delle più belle fiabe di Natale di Beatrix Potter. Racconta la storia di un vecchio sarto, del suo gatto e dei topolini che vivono dietro i pannelli di legno delle antiche case di Gloucester, che ha il compito di realizzare il vestito che il Sindaco della città indosserà per le sue nozze, che si celebreranno a Natale. Ma non tutto andrà liscio;
  5. Il viaggio di Elisabet. Romanzo pubblicato nel 1992 dallo scrittore norvegese Jostein Gaarder. Racconta la storia di Joachim, che riceve in regalo un Calendario dell’Avvento magico.

Libri belli da leggere veramente, per cui ne vale assolutamente la pena. Per entrare ancora meglio nell’atmosfera del Natale.

Libri da leggere: romanzi di Natale

Tra i romanzi da leggere un po’ più impegnativi, abbiamo selezionato altri due libri: il primo è opera della scrittrice Karen Swan, il secondo dell’islandese Arnaldur Indriðason. i 10 libri più belli da leggere sono sempre più vicini.

  1. Natale sotto la neve. Allegra Fisher è una donna londinese in carriera. Il Natale è alle porte e a testimoniarlo ci pensa soprattutto la neve che cade incessantemente sulla capitale inglese. Ma lei non si lascia distrarre da questa dolce atmosfera. Rusciranno le emozioni a prendere il sopravvento su di lei?
  2. La voce. Storia ambientata in un lussuoso hotel di Reykjavik nel bel mezzo dei preparativi di Natale e incentrata attorno al ritrovamento del corpo di Gudlaugur Egilsson, portiere dell’albergo ucciso misteriosamente a coltellate. Chi sarà il colpevole e quale il movente?

E con questo siamo già a quota otto. I 10 libri più belli da leggere a Natale sono quasi al completo

Migliori romanzi italiani di sempre

Concludiamo la nostra raccolta su i 10 libri più belli da leggere durante le feste, affidandoci alla letteratura italiana recente. Anch’essa, infatti, ci ha regalato almeno un paio di testi davvero interessanti. Il numero che serve per completare la nostra top ten, appunto.

Fra tutti abbiamo scelto La boutique del mistero di Dino Buzzati e Storie di Natale di Giosuè Calaciura, Andrea Camilleri, Francesco M. Cataluccio, Alicia Giménez-Bartlett, Antonio Manzini, Francesco Recami e Fabio Stassi.

Il primo è un racconto ambientato la notte di Natale in una cattedrale e che vede come protagonista il parrocco Don Valentino. Il religioso cerca Dio, ma non riesce a trovarlo, in quanto sembra che lo spirito del Natale sia stato sopraffatto dall’egoismo.

Nel secondo libro, invece, sette maestri del giallo raccontano il Natale da altrettanti punti di vista, dando vita ad un genere forse inusuale per una festa così tradizionale. Ma proprio per questo è il risultato è ancor più interessante.

E con questo si conclude la guida Unicusano riguardante i 10 libri più belli da leggere per le feste.

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Serie TV sui dottori: le migliori da vedere

Telefilm e fiction di medicina sono tua passione e stai cercando nuove serie TV sui dottori da vedere?

Allora ecco subito una buono notizia per te: in questo momento ti trovi esattamente nel posto giusto. All’interno di questo articolo, infatti, parleremo proprio di questo, svelando una raccolta di fiction che abbiamo stilato per te: dai medical drama alle serie TV ospedaliere, dalle commedie americane fino ai telefilm medici veri e propri. Insomma: ce n’è per ogni gusto, almeno una serie TV per tutti.

Vuoi saperne, e soprattutto vederne, di più? Allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito della questione. Prepara i tuoi immaginari camice e stetoscopio, ma soprattutto dei reali pop corn, e lanciamoci alla scoperta delle più belle serie TV sui dottori da vedere assolutamente e non perdersi per nulla al mondo.

LEGGI ANCHE – Film anni 50: ecco le 5 pellicole da vedere.

Serie TV medici: la nostra top 5

Nei paragrafi che seguono, approfondiremo cinque serie TV sui dottori che abbiamo scelto e recensito per te. A seguire dovrai solo scegliere quale guardare per prima. Avrai infatti a disposizione una vera e propria guida, completa e dettagliata, sulle serie TV per genere. Buon proseguimento.

ER Medici in prima linea

Iniziamo subito con una serie TV sui dottori tra le più famose e apprezzate di sempre, prodotta dal 1994 al 2009 e creata dallo scrittore Michael Crichton. Ecco dove si svolgono e le vicende di questa serie TV: ospedale americano universitario di Chicago, il County General Hospital. La sigla “ER” non a caso rappresenta l’abbreviazione di Emergency Room, ovvero “Pronto Soccorso”.

Negli anni questo telefilm ha lanciato attori del calibro di George Clooney e Julianna Margulies. Già questa è una garanzia. Non credi?

Seppur la serie non sia recentissima, puoi provare a cercare ER Medici in prima linea streaming ita su Netflix, TIMvision, Infinity, Google Play, iTunes. Se non dovessi trovarla, siamo certi sbarcherà presto sulle migliori e più recenti piattaforme cinematografiche online.

Scrubs: medici ai primi ferri

Chi ha detto che serie TV ospedale non faccia rima con simpatia? Non per forza il tema deve essere trattato in maniera seriosa o drammatica. Senza naturalmente mancare di rispetto ai malati.

In quest’ottica è impossibile non citare tra le più simpatiche serie TV sui dottori una il cui titolo rappresenta già un simpatico gioco di parole.

A “scrubs” e “to scrub”, infatti, è possibile dare quattro interpretazioni.

  1. La divisa indossata da medici e infermieri;
  2. La pratica chirurgica di lavarsi accuratamente le mani prima di un intervento;
  3. Una persona insignificante o di poco conto;
  4. Un principiante.

Di tutto questo, in verità parla ironicamente questa serie TV ambientata in ospedale, ma che soprattuto vede come protagonisti un gruppo di bizzarri medici alle prime armi.

Serie TV chirurghi:  Nip/Tuck

Tra le serie TV sui dottori, c’è spazio anche per la categoria dei chirurghi.

È il caso di Nip/Tuck è una serie TV medical drama andata in onda in prima visione dal 2003 al 2010. Seppur condensi un mix esplosivo che spazia tra il drammatico, l’erotico e il thriller. Tanto da essere considerata piuttosto controversa ed essere stata spesso etichettato dalla critica più severa come telefilm scabroso. Questa differenziazione dalle classiche fiction, è stata però anche una delle chiavi del grande successo di pubblico ottenuto.

La storia si sviluppa sulle vicende di due chirurghi plastici di Miami, Al centro della storia le vicende professionali e personali di due chirurghi plastici, appunto: Julian McMahon nei panni di Christian Troy e Dylan Walsh, alias Sean McNamara.

Dr House: Medical Division

Chi lo ha detto che un bravo medico debba essere anche simpatico? Di tutt’altro avviso, il celebre dott. House, protagonista di una delle serie TV sui dottori più seguite degli ultimi anni. Non a caso tra i primi dieci programmi televisivi più seguiti degli USA, in particolare dalla seconda stagione in poi.

Figura decisamente poco convenzionale per il suo ruolo, House è il coordinatore di una squadra di medicina diagnostica presso il Princeton-Plainsboro Teaching Hospital del New Jersey. Dotato di una forte personalità, spicca più per intuito e capacità che per i suoi modi, tutt’altro che ossequiosi e formali.

Questi suoi modi di fare, piuttosto burberi e alternativi, lo aiutano però a risolvere i gialli medici che spesso si trova ad affrontare.

Grey’s Anatomy: operations, relations, complications

Concludiamo questa guida di Unicusano Potenza sulle serie TV sui dottori con un altro grande successo. Si tratta di Grey’s Anatomy, lanciata nel 2005 e ancora in corso. Possiamo quindi considerarla tra le serie TV medical 2018 ancora una delle più interessanti. In quanto dopo oltre 10 stagioni riserva ancora puntate avvincenti tra colpi di scena, amori e relazioni tormentate che ruotano attorno al mondo ospedaliero.

Protagonista principale è la dott.ssa Meredith Grey, che presta servizio come tirocinante di chirurgia nell’immaginario Grace Hospital di Seattle.

Il titolo della serie gioca sull’omofonia fra il cognome della protagonista, Meredith Grey, e Henry Gray, autore del celebre manuale medico di anatomia Gray’s Anatomy.

E con questo è tutto: il nostro approfondimento sulle serie TV sui dottori, almeno per il momento, finisce qui. Qual è la tua serie medical preferita?

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Come liberarti dalla pigrizia nello studio: consigli utili

Vorresti liberarti o vuoi liberare qualcuno dalla pigrizia nello studio, ma non riesci a farlo?

Allora abbiamo una bella notizia per te: sei nel posto giusto. In questo articolo, infatti, ti forniremo tanti consigli per studiare e acquisire un metodo per studiare bene dalla forza di Coriolis alla geopolitica.

Di conseguenza ti suggeriremo, direttamente o indirettamente, cosa fare quando i figli non vogliono studiare.

Che tu faccia parte dei tanti ragazzi svogliati nello studio, quindi sia uno studente universitario o delle superiori, ma anche un genitore, qui potresti comunque trovare le risposte che cerchi e di cui hai bisogno.

Insomma, ti consigliamo di non perdere il contenuto di questa vera e propria guida su come liberarsi della pigrizia nello studio. Vuoi saperne di più? Allora andiamo avanti spediti e iniziamo subito ad entrare nel merito. Buona lettura.

Pigrizia patologica: come sconfiggerla

Quante volte ti sei ridotto a studiare all’ultimo minuto o a temere di arrivare impreparato ad un esame perché non sei riuscito a studiare tutto in tempi accettabili a causa di pigrizia o iniziale rifiuto allo studio? Se è successo, è decisamente il caso di comprendere come liberarti dalla pigrizia nello studio una volta per tutte. O se sei un genitore, di capire perché i ragazzi di oggi non studiano e, quindi, come responsabilizzare i figli nello studio. Ma procediamo per gradi.

Come farsi venire voglia di studiare

Come avere voglia di studiare o come punire un figlio che non studia? Preferiamo rispondere solo alla prima domanda. Perché imparare a studiare bene e con passione è la risposta ad entrambi i quesiti.

Detto ciò, non giriamoci troppo attorno: per combattere la pigrizia nello studio, occorre far sbocciare e coltivare la voglia di studiare. Ecco quindi subito per te 3 consigli utili, ma soprattuto efficaci nella maggior parte dei casi per sconfiggere la pigrizia nello studio.

  1. Iscriviti ad un indirizzo scolastico, un corso di laurea o un master che sia coerente con le te tue passioni e le tue aspirazioni. Studiare qualcosa che ti piace o che ti risulta di più facile comprensione può fare la differenza e non far montare la pigrizia nello studio;
  2. Tieni bene a mente che i sacrifici che sti facendo oggi sui libri ti saranno utili domani. Studiare adesso può darti un futuro migliore e più sereno domani;
  3. Affina e segui un metodo metodo di studio che ti consenta di far convivere la necessità di fare il tuo dovere nello studio e allo stesso tempo la tua vita sociale. Se sei bravo in questo sarai in grado di studiare bene e studiare meno. Se lo fai con la giusta concentrazione e nei tempi giusti, avrai tutto il tempo per coltivare le tue passioni, uscire e vedere gli amici, riducendo lo stress e la pigrizia al minimo.

La pigrizia può essere un tratto caratteriale generale, quasi innata, ma anche indotta. Un errore comune che si compie spesso è quello di rimandare il momento di studiare, il classico “lo faccio dopo” che spesso dipende da alcune piccole distrazioni. Nel prossimo paragrafo andiamo a vedere meglio quali.

Fonti di distrazione dallo studio

Un fattore molto importante che porta alla pigrizia nello studio, è quello determinato dalle fonti di distrazione, ovvero quelle attività più “comode” che spesso si preferisce fare posticipando o sacrificando del tutto il tempo che andrebbe dedicato proprio allo studio.

Le distrazioni più comuni sono rappresentate spesso da:

  1. Accedere a internet, sopratutto se studi al pc;
  2. Il richiamo della la tv accesa;
  3. Controllo maniacale del cellulare;
  4. Studiare in un ambiente poco confortevole;
  5. Riflesso involontario di toccare gli oggetti presenti sulla tua scrivania;
  6. Disegnare con penne e matite, isolandosi dal resto e perdendo la cognizione del tempo.

Questi casi si verificano specialmente quando si tratta di adolescenza e scuola superiore, ma non solo. Ma se ci si abitua “male” da questo punto di vista, queste abitudini si trascinano spesso anche al tempo dell’Università. Si tratta dunque di consigli utili su come studiare a tutte le età. Oppure, cambiando punto di osservazione, sia su come aiutare i figli nello studio alle medie e alle superiori, che per la Laurea.

Come ridurre al minimo distrazioni e pigrizia

Ed eccoci all’ultimo paragrafo di questa guida sul contrasto alla pigrizia nello studio. Per evitare del tutto, o almeno limitare al minimo, le distrazioni di cui abbiamo parlato all’interno di questo articolo, ti diamo 5 consigli pratici:

  1. Evita di aprire il browser di internet o le app del tuo smartphone mentre dovresti studiare, fatta eccezione se devi collegarti per studio alle piattaforme relative un’Università Telematica come Unicusano;
  2. Spegnere o non accendere la televisione mentre studi;
  3. Silenzia il tuo smartphone in modalità silenziosa;
  4. Studiare in un posto tranquillo, fresco e ben illuminato. Magari su un tavolo o una scrivania, non certamente a letto;
  5. Togli dalla tua portata gli oggetti che solitamente ti distraggono, ma tieni vicino a te solo ciò che è utile per studiare.

Se poi, come si suol dire, hai fatto 30 e vuoi fare anche 31 (oppure ricevere la lode, come sarebbe più appropriato in un contesto accademico) segui una dieta energetica ricca di fosforo, vitamine, magnesio e ferro. E bevi molta acqua, perché questo aiuta la memoria e la concentrazione.

A questo punto sai tutto quello che c’è da sapere per contrastare la pigrizia nello studio: come stimolare la tua voglia di imparare, evitare le distrazioni e rafforzare corpo, mente e soprattutto capacità di concentrazione. Buono studio.

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Stati dell’Unione Europea: una breve storia della loro adesione

Sai quali sono gli Stati dell’Unione Europea e la storia relativa alla loro adesione?

Se vuoi saperne di più sull’argomento, ti consigliamo vivamente di leggere questo articolo. Al suo interno, infatti, parleremo proprio dei Paesi UE e del percorso che hanno fatto per entrare a far parte della più alta istituzione a livello comunitario del nostro continente.

Andando così a ripercorrere la storia dell’Unione Europea, dal Congresso dell’Aia e i trattati di Roma e Maastricht, fino all’attuale assetto. In questo modo riusciremo ad avere un quadro cronologico preciso riguardo le varie adesioni succedutesi nel tempo, senza tralasciare quelle programmate per il futuro.

Fatte queste doverose premesse, entriamo adesso nel merito, andando subito a conosce quanti e quali sono gli Stati dell’Unione Europea.

LEGGI ANCHE – Compilazione curriculum europeo: ecco come fare.

Paesi dell’Unione Europea: quali sono e in che fase hanno aderito

Nei paragrafi che seguono, dunque, andremo a scoprire nomi e storia degli Stati dell’Unione Europea, dalle origini fino ad oggi. Buona lettura.

Breve storia dell’Unione Europea

La storia dell’Unione si intreccia inevitabilmente con quella degli Stati membri UE e ha come primo vero punto di svolta la fine della Seconda Guerra Mondiale. La necessità di garantire una pace duratura e un’Europa unita, sfociò nel Congresso dell’Aia, tenutosi nel 1948 e nel quale venne lanciata l’idea di stato federale europeo. Ed ecco che nel 1952 nasce la cosiddetta Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA).

Secondo passaggio fondamentale verso la costituzione di quella che oggi è l’Unione Europea è il Trattato di Roma del 1957, che istituisce la CEE  (Comunità Economica Europea). Si tratta della prima unione doganale fra nazioni europee: Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi. Ai quali nel 1973 si uniscono Regno Unito, Irlanda e Regno Unito. Nel 1981 è la volta delle Grecia e nel 1986 anche di Spagna e Portogallo.

Altro anno chiave è il 1992, quello del Trattato di Maastricht, con il quale nasce ufficialmente la Comunità Europea. negli anni successivi, si Apia anche il processo di allargamento, grazie all’adesione di Austria, Svezia e Finlandia (1995), Cipro, Malta, Ungheria, Polonia,  Slovacchia, Lettonia, Estonia, Lituania,  Repubblica Ceca e Slovenia (2005), Romania e Bulgaria (2007), Croazia (2013).

Nel frattempo, nel 2002, venne invece introdotta la moneta comune per la maggior parte degli stati comunitari: l’Euro.

Tra il 2007 e il 2009, invece, con il Trattato di Lisbona, prende definitivamente corpo l’Unione Europea così come la conosciamo oggi e vengono introdotte anche procedure di recesso, come quella adottata dal Regno Unito per la cosiddetta Brexit.

Paesi Unione Europea 2018: quanti sono

Al 2018 questo organismo conta 28 paesi membri. Per quanto riguarda le forme di governo degli Stati dell’Unione Europea, essi sono generalmente indipendenti e democratici.

Inoltre, altri sette hanno fatto richiesta e ottenuto l’approvazione della loro richiesta. Questi ultimi sono:

  1. Bosnia ed Erzegovina candidata dal 2016.
  2. Kosovo candidato dal 2015;
  3. Albania candidata dal 2014;
  4. Serbia candidata dal 2012;
  5. Montenegro candidato dal 2010;
  6. Macedonia candidata dal 2005;
  7. Turchia candidata dal 1995.

Questi potrebbero dunque aggiungersi agli Stati Europei in elenco attualmente che vedremo nel prossimo paragrafo.

Stati Unione Europea 2018: quali sono

I Paesi dell’Unione Europea al 2018 sono dunque ventotto. Ecco quali e da quanto:

  1. Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi dal 1957;
  2. Irlanda, Danimarca e Regno Unito dal 1973 (ma il Regno Unito sta trattando l’uscita dopo il referendum sulla Brexit);
  3. Grecia dal 1981;
  4. Portogallo e Spagna dal 1986;
  5. Austria, Finlandia e Svezia dal 1995;
  6. Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria dal 2004-2005;
  7. Bulgaria e Romania dal 2007;
  8. Croazia dal 2013.

Prendendo in considerazione le varie forme di Unione di cui abbiamo raccontato più specificatamente, la Comunità Europea dell’Energia Atomica (CEEA), l’accordo di Schengen del 1985, l’Atto unico europeo del 1986-87, i trattati di Amsterdam e Nizza fino a Lisbona e tutte le altre tappe fino ad oggi.

Studi politici internazionali consigliati

Se i temi legati agli Stati dell’Unione Europea ti affasciano e vuoi saperne di più, ci sono dei corsi Unicusano che possono fare decisamente al caso tuo.

A partire, naturalmente, dai corsi di laurea dell’area politologica, come la triennale in Scienze Politiche e la Magistrale in Relazioni Internazionali. E poi i master in Geopolitica o Pubblica Amministrazione. Ma questi sono solo alcuni dei corsi attinenti a queste tematiche. Per conoscerli tutti, ti consigliamo di andare a visionare con attenzione l’area didattica del portale Uncusano.it.

E con questo, eccoci giunti alla conclusione della nostra guida su storia degli Stati dell’Unione Europea e della loro adesione alla più grande organizzazione internazionale politica ed economica a carattere sovranazionale presente nel Vecchio Continente.

Abbiamo ripercorso le tappe principali riguardanti la nascita e l’evoluzione dell’UE dalle origini fino ai giorni nostri, andando a specificare quanti e quali Paesi ne fanno parte e in quale anno e contesto storico hanno aderito. Speriamo quindi, di esserti stati utili, di averti fornito qualche informazioni in più su questo tema e su come approfondirlo con i migliori studi di scienze politiche, relazioni internazionali, geopolitica e pubblica amministrazione attinenti.

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Come controllare le emozioni: consigli utili da seguire

Stai cercando di imparare come controllare le emozioni?

Allora ecco una buona notizi per te: ti trovi nel posto giusto. In questo articolo, infatti, ti forniremo diversi consigli utili da seguire per gestire emotività, sentimenti ed emozioni.

Perché riuscire a controllare l’emotività può portarti diversi vantaggi. Come aumentare l’autostima, e quindi acquisire sicurezza, aiutarti a parlare in pubblico e a prendere pienamente in mano la tua vita. Insomma: nella gestione delle emozioni può celarsi la chiave di volta per capire davvero come essere sereni.

Vuoi saperne di più? Molto bene, quindi non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito della questione: come controllare le emozioni.

Riconoscere e gestire emozioni: ecco come fare

Nei paragrafi che seguono, cercheremo dunque di capire meglio cosa sono, come funzionano e come controllare le emozioni. Partendo dal presupposto che gestire non significa reprimere i sentimenti. Buona lettura.

Cos’è un’emozione

Prima di capire come controllare le emozioni, bisogna fare ordine sul significato del termine.

Cos’è realmente un’emozione dunque? Per rispondere a questa domanda, prendiamo come punto di riferimento la definizione fornita dall’Enciclopedia Treccani:

«Processo interiore suscitato da un evento-stimolo rilevante per gli interessi dell’individuo. La presenza di un’emozione si accompagna a esperienze soggettive (sentimenti), cambiamenti fisiologici (risposte periferiche regolate dal sistema nervoso autonomo, reazioni ormonali ed elettrocorticali), comportamenti “espressivi” (postura e movimenti del corpo, emissioni vocali)».

Tutto chiaro fin qui? Molto bene, allora andiamo avanti spediti ad identificare quali sono i vari tipi di emozione, come comprenderle e gestirle. Ma anche come fare per studiarle in maniera più dettagliata e approfondita possibile. Insomma: non ci faremo mancare proprio nulla, cercando di fornirti tutto ciò che c’è da sapere sull’argomento.

Tipi di emozioni

Quando parliamo di come controllare le emozioni, dobbiamo anche capire quali sono realmente queste emozioni. Una prima distinzione può essere fatta tra:

  1. Emozioni primarie. Comprendono quei sentimenti per così dire innati, ovvero rintracciabili in qualsiasi popolazione;
  2. Emozioni secondarie (dette anche emozioni complesse). Le espressioni che vengono influenzate dalla crescita crescita dell’individuo dall’interazione sociale a cui egli stesso è sottoposta durante il suo sviluppo.

Secondo il noto psicologo Paul Ekman, le emozioni primarie sono sei: felicità, paura, rabbia, disgusto, tristezza e sorpresa.

Per quanto riguarda invece le emozioni secondarie o complesse, gli studiosi concordano sul fatto che esse siano il frutto della combinazione di quelle primarie. Da ciò scaturiscono ad esempio l’allegria, la vergogna, l’ansia, la rassegnazione, la gelosia, la speranza, il perdono, l’offesa, la nostalgia, il rimorso, la delusione.

Un’altra classificazione, quella dello psicologo statunitense Robert Plutchik, divide le emozioni in quattro coppie, in base alle loro espressioni. Ovvero:

  1. Gioia contrapposta a tristezza;
  2. Paura contro rabbia;
  3. Attesa versus sorpresa;
  4. Disgusto vs accettazione.

Ultima classificazione può essere fatta tra emozioni positive e negative. Chiariti questi aspetti, non ci resta che scoprire concretamente come controllare le emozioni.

Gestione delle emozioni e autocontrollo

gestire emotivitàSe cerchi delle tecniche di gestione delle emozioni puoi trovarle nella psicologia, nei testi di settore e, perché no, nella meditazione guidata e nella cura del tua persona. Perché come i latini ci hanno insegnato: mens sana in corpore sano.

Ecco perché abbiamo pensato di dedicare degli appositi paragrafi di questa guida all’approfondimento di cosa leggere e cosa studiare per comprendere meglio come gestire il controllo delle emozioni. Quella che ti abbiamo fornito fin qui, infatti, è solo una infarinatura sul tema.

Per approfondire ulteriormente occorre documentarsi, magari leggendo qualche autorevole libro in materia. Inoltre per specializzarsi in questo campo bisogna studiare. Ma non ti preoccupare, abbiamo pensato anche a questo e siamo pronti a fornirti tutti i suggerimenti del caso. Per saperne di più, dunque, non perderti le prossime righe di questo articolo.

Come gestire le emozioni: libro giusto per te

Iniziamo subito con qualche consiglio di lettura. Se vuoi leggere qualcosa di interessante su come controllare le emozioni, ecco una una top ten di testi che possono fare decisamente al caso tuo:

  1. Smetti di mangiare le tue emozioni. Come vincere una volta per tutte la fame nervosa spiegato in questo libro di Isabel Huot e Catherine Senecal;
  2. Agilità emotiva. Un libro di di Susan David per non restare bloccato, accogliere il cambiamento e prosperare nella vita e nel lavoro;
  3. Ricomincia da te. Il libro di Marta Lock che ti insegna come vivere le emozioni;
  4. Riconoscere e gestire le emozioni scatenanti nella vita di ogni giorno. I “Portatori di presenza” canalizzati da Paola Borgini;
  5. Gelosia: strategie e metodi per sconfiggerla. Vitiana Paola Montana racconta come gestire le emozioni e liberarsi da quello che chiama “mostro occhi verdi”;
  6. Che rabbia! Come controllarla prima che lei controlli te. Di Albert Ellis, Raymond Tafrate;
  7. Un’emozione nuova. Testo sulla consapevolezza e sull’educazione emotiva di Marco Odino;
  8. Il Coraggio delle emozioni. Energie per la vita, la comunicazione e la crescita personale a cura di Daniele Trevisani;
  9. Emozioni Distruttive. Un saggio per liberarsi dai tre veleni della mente (rabbia, desiderio e illusione), a cura di due autori d’eccezione, ovvero Daniel Goleman e il Dalai Lama;
  10. Iperattività e gestione delle emozioni. Percorsi educativo-didattici e motorio-sportivi di Giulia Savarese.

A seconda del tipo di emozione sul quale hai bisogno di intervenire, scegli il libro più adatto alle tue esigenze. Dipende dunque qual è l’obiettivo per cui vuoi imparare come controllare le emozioni: il pianto piuttosto che un maggior autocontrollo emotivo sui tuoi nervi, oppure la volontà di controllare le emozioni in amore. Giusto per fare qualche esempio sommario.

Emozioni: psicologia

Ed eccoci giunti all’ultimo argomento della nostra guida su come controllare le emozioni: quello relativo agli studi attinenti. Puoi già immaginare quale possa essere l’area di studio più vicina all’argomento di cui stiamo parlando. Del resto, cosa studia la psicologia se non i processi psichici, coscienti e inconsci, cognitivi e dinamici che determinano emozioni e sentimenti?

In questo settore Unicusano rappresenta una vera e propria eccellenza, grazie alla sua offerta formativa di qualità e alla flessibilità garantita dall’erogazione dei suoi corsi attraverso il sistema e-learning. A partire dai corsi di laurea. Fra questi, possiamo certamente consigliarti:

  1. Laurea triennale in Scienze e tecniche psicologiche;
  2. Laurea triennale in Psicologia del lavoro e delle organizzazioni;
  3. Magistrale in Psicologia clinica e della riabilitazione.

Anche qualora ti interessasse individuare il master più adatto, non avresti che l’imbarazzo della scelta tra:

  1. Counseling Psicologico e counseling relazionale (I livello);
  2. Medicina, psicologia e biofisica nelle scienze umane (I livello);
  3. Psicologia dello Sport (I livello);
  4. Salute Organizzativa (II livello);
  5. Psicologia Pediatrica (II livello).

Ma questi sono solo alcuni dei corsi che fanno parte della nostra ampia offerta formativa. Per consultare l’elenco completo, ti consigliamo di visionare l’area didattica del portale Uniusano.it.

E con questo si conclude la nostra guida su come controllare le emozioni. Adesso tocca a te fare tesoro di questi consigli, sperando che possano esserti veramente di aiuto.

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Cercare lavoro da casa: strumenti e risorse utili

Vuoi sapere come fare per cercare lavoro da casa?

Allora ecco una bella notizia per te: ti trovi nel posto giusto. In questo articolo, infatti, cercheremo di darti i migliori consigli su come creare un lavoro per lavorare da casa.

Se hai già completato i tuoi ringraziamenti per la tesi e sai come fare correttamente la compilazione curriculum europeo, ma adesso cerchi un lavoretto da casa per proseguire gli studi, o un’occupazione indipendente attraverso la quale esprimere tutto il tuo potenziale e le tue competenze, troverai molto interessante quanto scritto nelle prossime righe di questa vera e propria guida per cercare lavoro da casa.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo e andiamo subito al sodo, cioè scoprire come lavorare e guadagnare da casa.

Lavorare da casa: vantaggi e opportunità

Se quello che stai pensando è “cerco un lavoretto da casa per arrotondare”, potresti aver avuto un’ottima idea. Ma non è affatto detto che lavorare da casa non possa essere la tua fonte di guadagno principale. Anzi, esistono die mestieri e delle specificità che possono darti il reddito necessario per vivere bene ed essere svolte come unica professione. Andiamo a scoprire quali sono e come cercare lavoro da casa.

Lavoro da casa online: le professioni più ricercate

Viviamo nell’epoca di internet e dei social network. Quale miglior modo quindi di cercare lavoro da casa, se non sfruttando le potenzialità del web? Il luogo, o non luogo, ideale per inventarsi un lavoro creativo. Professioni che, nella maggior parte dei casi, possono essere svolte all’interno di un ufficio di un azienda, oppure da freelance senza “obblighi” di questa natura.

Ma quali sono i lavori online più richiesti dal mercato? Ecco dieci tra le figure più ricercate:

  1. Community Manager. Figura addetta alla gestione di una comunità virtuale;
  2. Marketing Manager on line. Colui il quale lavora nell’ambito del Web Marketing Management;
  3. Reputation manager on line. Ha il compito di analizzare, studiare e interpretare cosa viene detto dell’azienda o del brand sul web;
  4. Responsabile delle Risorse Umane 2.0. Un recruiter in grado di individuare e formare le risorse umane di un’azienda attraverso la rete;
  5. Responsabile di SEO e SEM. Si occupa della costruzione e dell’ottimizzazione di una pagina web orientata per i motori di ricerca;
  6. Social Media Manger. Figura professionale che si rivolge a quei soggetti che vogliono curare la propria immagine sui social network. Dalle aziende alle organizzazioni o alle istituzioni, passando per figure pubbliche e istituzionali o VIP;
  7. Web designer. Professionista altamente qualificato nel linguaggio informatico;
  8. Web manager. Ovvero il responsabile di un progetto web;
  9. Responsabile canale mobile. Professione molto ricercata negli Stati Uniti;
  10. Responsabile web usability. La figura che si occupa di gestire l’usabilità del sito web.

Tutto chiaro fin qui? Molto bene, allora andiamo avanti.

Come trovare lavoro su internet

lavorare-da-casaInternet è anche pieno di strumenti utilissimi per cercare lavoro da casa. Come ad esempio Linkedin, il modo migliore per far conoscere il tuo curriculum e le tue competenze online, contattare recruiter e aziende.

Altra opportunità è quella offerta dai gruppi Facebook lavoro, dove si segnalano, diffondono e condividono tutte le news sui colloqui aperti nelle varie città e nelle diverse professioni. E poi Instagram, YouTube e i blog, attraverso i quali puoi far notare le tue qualità come fotografo, videomaker, scrittore o nello svolgere lavori da casa manuali. Su tutto ciò potresti ad esempio realizzare dei tutorial.

Infine, troviamo i vari siti di ricerca lavoro come Kijiji, Impiego24.it, Indeed, Infojobs, JobRapido, Helplavoro, Cercolavoro.it, Subito.it, e via dicendo. In questo caso le alternative sono davvero tantissime.

Non solo web: gli altri lavori da casa

Naturalmente, quando parliamo di cercare lavoro da casa, non facciamo riferimento solo alle professioni online. Tra le mansioni da svolgere più consuete, figurano attività delle più disparate.

Come il lavoro da casa assemblaggio e creazione di oggetti. Molto ricercato e richiesto da aziende che inviano a casa tutto il kit necessario. Una professione che potresti anche svolgere in proprio, magari attraverso un e-commerce. Sulla stessa scia troviamo lavorare da casa confezionando regali, oggetti o materiali.

Se poi hai qualcosa da insegnare, quella di dare ripetizioni a casa è una soluzione che non tramonta mai e che da ottime soddisfazioni.

Un progetto ambizioso, se possiedi o puoi acquistare un terreno agricolo, può essere anche quello di convertirlo in una struttura ricettiva, di produzione o degustazione prodotti tipici, ma anche una fattoria didattica per bambini e famiglie. Per fare, come si usava dire una volta “casa e bottega”. Se hai questa possibilità e continui a ripeterti “cerco lavoro da casa serio“, quale miglior soluzione di questa?

Ma si tratta solo di alcune possibilità delle infinite alternative che esistono nel mercato che prende forma e vive fuori dagli uffici. Non mancano, ad esempio, nemmeno le offerte lavoro da casa inserimento dati, giusto per fare un altro dei tanti disparati esempi possibili. E con questo si conclude la nostra guida su cercare lavoro da casa.

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Come scrivere un libro autobiografico: linee guida e consigli

Vorresti sapere come scrivere un libro autobiografico, ma non sai da dove cominciare?

Non preoccuparti: stai leggendo la pagina giusta. Tante sono le guide che nel corso del tempo abbiamo dedicato ai diversi modi di stendere una scrittura: da come scrivere un report in inglese alla compilazione del curriculum, piuttosto che a come si scrive un libro.

Finora, però, non abbiamo ancora affrontato come si scrive un’autobiografia. Ma non disperare, perché è giunto il momento. Se hai voglia di raccogliere le tue memorie, raccontare la tua storia, trasmettere sensazioni o essere di ispirazione con la tua vita, qui scoprirai qualcosa in più su come farlo. Oppure per rispondere all’annuncio di qualche personaggio illustre che recita: cerco scrittore per scrivere un libro autobiografico. Una sorta di co-autore, per intenderci, che sappia magari mettere nella forma migliore la storia del personaggio in questione.

Che cosa ne dici: vuoi saperne di più? Molto bene, allora non perdiamo tempo e andiamo subito a scoprire come scrivere un libro autobiografico nel modo migliore. Buona lettura.

Autobiografie: cosa sono e come scriverle

Nei paragrafi che seguono andremo dunque a scoprire cos’è una biografia, a cosa e a chi serve, oltre che a come scrivere un libro autobiografico vero e proprio. Tutto chiaro? Allora cominciamo.

Cos’è un’autobiografia

Prima di vedere come scrivere un libro autobiografico, è opportuno fare un piccolo passo indietro e partire dalle basi. Ovvero dal significato di biografia e autobiografia.

Nel primo caso si fa riferimento alla narrazione della vita di una persona. Per lo più illustre, o che comunque sia ritenuta dall’autore meritevole di essere conosciuta.

L’autobiografia, che è quella che più ci interessa in questo caso, è un termine derivante dal greco αὐτος, cioè “stesso”, βίος, ovvero “vita”, e γράϕω, che invece significa “scrivo”. Un po’ come scrivere un diario.

Ecco la definizione del termine che viene data dal Vocabolario Treccani:

«Narrazione della propria vita o di parte di essa, soprattutto come opera letteraria. Scrivere, tracciare la propria autobiografia; Ad esempio l’autobiografia del Cellini, l’autobiografia dell’Alfieri».

La sessa fonte, mette in evidenza anche due particolari e più specifiche tipologie di autobiografia:

  1. Autobiografia spirituale;
  2. Autobiografia intellettuale.

La Treccani sottolinea anche quando una biografia rientra in queste tipologie. Ovvero:

«Quando più che gli avvenimenti esterni ripercorre le vicende dello spirito, del pensiero, l’attività di studio e di ricerca».

Tutto chiaro fin qui? Molto bene, allora proseguiamo spediti. È il momento di scoprire concretamente come scrivere un alibro autobiografico.

Come scrivere un’autobiografia: esempio generico

Non hai bisogno di cercare come scrivere un autobiografia su Yahoo o altri motori di ricerca. Ecco svelati i passi da fare per riuscirci.

La prima cosa da chiedersi, per capire come scrivere un libro autobiografico, è: perché farlo? A quale scopo e con quale obiettivo? Per lasciare memoria di sé? Per riordinare la propria vita? Fare un bilancio di quanto si è vissuto, di un particolare avvenimento sotto una specifica lente di osservazione? Esaltare la propria figura? Fare personal branding e pubblicizzare il proprio lavoro?

La seconda cosa da fare è quella di reperire tutto il materiale utile per potersi raccontare. Dalle foto alle opere o i frutti del proprio lavoro. Insieme a tutto ciò che può essere utile a tal fine: eventuali lettere, reliquie, citazioni sulla stampa, interviste, testimonianze di personalità rilevanti, biografie già scritte da altri, eccetera.

Tutto qui? Niente affatto, siamo solo all’inizio. Non perdere i prossimi paragrafi.

Romanzo autobiografico: caratteristiche

come si scrive un'autobiografiaTerzo passaggio fondamentale è quello di scegliere in che modo raccontare la storia. Secondo che forma e quale stile. Si può optare per una semplice e lineare cronologia, oppure un’appassionante retrospettiva. O, magari, dal unto di vista dei lavori condotti o dei successi realizzati.

Una delle possibilità più affascinanti è certamente quella di arricchire con uno stile romanzato la storia. Al punto di renderla un vero e proprio romanzo biografico, pur restando fedeli alla realtà, naturalmente. Perché così è la vita: storia vera.

Si può lavorare molto con la fantasia, ad esempio, se si vuole aiutare a realizzare l’autobiografia di un bambino come compitino a scuola. La vita vista da un bambino, infatti, è tutta un’altra cosa. Stessa cosa se ti stai chiedendo come scrivere un’autobiografia scuola media.

Autobiografia libri: come si scrivono

Fatte tutte le premesse del caso, entriamo nel vero merito della questione. Andando quanto più possibile nel pratico e nel concreto, ecco alcuni consigli su come scrivere un libro autobiografico:

  1. Individua il target di riferimento. In poche parole devi scrivere in funzione della tipologia di pubblico a cui l’autobiografia è rivolta, in base ad affinità e interessi di lettura;
  2. Abbi chiaro fin dall’inizio quale immagine di te stesso (o del personaggio con cui stai collaborando) vuoi che rimanga alla fine del libro. Questo è il vero obiettivo;
  3. Stabilisci prima dei limiti di spazio;
  4. Scrivi solo ciò che è appropriato al contesto, alla tua persona e alla tua credibilità;
  5. Metti la tua persona al centro della storia e mantieni questa linea. Racconta fatti, luoghi o esperienze non soltanto dal punto di vista della cronaca, ma evidenziando il tuo punto di vista, le tue sensazioni e he influenza hai avuto su di te.

Ricapitolando, è fondamentale focalizzarsi sulla ippologia di persone che leggeranno l’autobiografia o che vuoi che lo facciano, avere come obiettivo l’immagine che si vuole far passare di sé, e raccontare solo ciò che è attinente.

Esistono infatti determinati aneddoti o dettagli che vanno bene per alcune situazioni e meno per altre. Se sei un imprenditore, ad esempio, sulla sovracopertina del tuo libro autobiografico potresti menzionare i tuoi successi lavorativi. Ma se sei uno sportivo, sarebbe più indicato riportare caratteristiche fisiche, il numero di trofei vinti durante la carriera, o eventuali record stabiliti. realizzati in carriera. A meno che tu sia un musicista o un dj, non è interessante sapere dove vai a ballare. Quindi chiediti sempre cosa è interessante a seconda del personaggio, del messaggio che vuoi dare e del focus attraverso il quale racconti la storia.

Vuoi scrivere un’autobiografia? Adesso tocca a te

Ed eccoci giunti alla conclusione di questa guida Unicusano su come scrivere un libro autobiografico. Siamo partiti dalle definizioni e dalle differenze che esistono tra biografia e autobiografia fino ad arrivare a come scrivere romanzo autobiografico.  E poi tutti i passi da seguire per realizzare un testo in grado di focalizzarsi sul proprio pubblico di riferimento, che abbia un obiettivo concreto e che sia coerente con la realtà, con lo stile di scrittura e con il punto di vista attraverso il quale viene raccontata un’autobiografia. In poche parole: che sia soprattutto efficace, interessante e appassionante.

A questo punto hai tanti elementi, se non tutti quelli che ti servono, per redigere un’autobiografia con i fiocchi. Non ci rimane che augurarti buona scrittura.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. 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Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. Oltre ai diritti sopra elencati in qualità di interessati, nei limiti di quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, potrete esercitare i diritti di limitazione del trattamento, di opposizione allo stesso ed il diritto alla portabilità esclusivamente per i dati personali da Voi forniti al titolare secondo l’art. 20 del regolamento citato. La informiamo inoltre che il base al Codice della Privacy e al nuovo regolamento europeo potrete proporre azioni a tutela dei Vostri diritti innanzi al Garante per la protezione dei dati personali, c.d. reclamo previsto dal all’art. 77 del predetto regolamento. Si informa infine che nei limiti nei quali sarà ritenuto applicabile al trattamento dei dati che Vi riguardano potrete esercitare un diritto di revoca del consenso al trattamento dei dati comunicando tale revoca al titolare del trattamento.

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