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Le 5 migliori ricette per colazione da provare assolutamente

Cerchi una deliziosa ricetta per la colazione per iniziare la giornata nel modo giusto? Sei nel posto giusto.

La colazione è uno dei pasti più importanti della giornata, anche se è difficile non consumarla sbrigativamente quando si è impegnati a dare da mangiare agli animali domestici o a portare i bambini a scuola.

Tuttavia, queste fantastiche ricette ti faranno riconsiderare il tempo speso a creare un dolce fatto in caso, decisamente più buono e salutare rispetto alle controparti industriali.

Crostata di visciole

Ingredienti per la pasta

  • 300 gr di farina 00
  • 125 gr di zucchero a velo
  • 120 gr di burro
  • 1 uovo
  • 2 tuorli
  • 1 limone non trattato
  • sale
  • burro per la tortiera

Ingredienti per farcire

  • 500 gr di visciole
  • 125 gr di zucchero semolato
  • cannella in polvere
  • 200 gr di crema pasticcera
  • zucchero semolato per decorare

Procedimento

Setacciate la farina sul piano di lavoro formando una fontana. Al centro mettete lo zucchero, il burro ammorbidito a pezzetti, l’uovo e i tuorli. Aggiungete la scorza del limone grattugiata e un pizzico di sale e impastate velocemente; quindi formate una palla, avvolgetela nella pellicola per alimenti e fatela riposare in frigorifero per 30 minuti.

Lavate molto bene le visciole, lasciatele scolare e, con l’apposito attrezzo, snocciolatele, scartando i frutti guasti e raccogliendo l’eventuale succo in una ciotola. Mettete in una casseruola le visciole e il loro eventuale succo, lo zucchero, un pizzico di cannella, mescolate con un cucchiaio di legno e fate cuocere a fuoco basso fino a quando i frutti saranno morbidi, quindi lasciateli raffreddare.

Riprendete la pasta e con il mattarello stendetela in una sfoglia di 5 mm di spessore. Imburrate una tortiera di porcellana da forno di 26 cm di diametro, foderatela con la pasta e bucherellate il fondo con una forchetta.

Mescolate le visciole ormai fredde con la crema pasticcera, distribuite il composto sulla pasta e livellatelo con una spatola. Cuocete la crostata in forno già caldo a 190 gradi per circa 40 minuti. Sfornatela, lasciatela raffreddare e servitela direttamente nel recipiente di cottura spolverizzata con lo zucchero.

Ciambella dolce alle nocciole

Ingredienti

  • 250 gr di farina 00
  • 200 gr di farina gialla
  • 50 gr di crusca
  • 15 gr di lievito di birra
  • 150 ml di latte
  • 100 gr di zucchero di canna
  • 1 cucchiaio di cannella in polvere
  • 100 gr di nocciole pelate
  • 1 uovo
  • 1 tuorlo
  • 2 cucchiai di olio d’oliva
  • sale
  • zucchero a velo per decorare

Procedimento

Mescolate in una ciotola capiente le farine con la crusca, il lievito stemperato in 4-5 cucchiai di latte tiepido, lo zucchero, la cannella, le nocciole che avrete tritato finemente nel mixer, l’uovo, il latte tiepido rimasto, l’olio e un pizzico di sale. Impastate il tutto con le fruste elettriche fino ad avere un composto liscio e omogeneo.

Formate una palla con la pasta, incidete la superficie a croce e mettetela a lievitare in un luogo tiepido per un’ora in una ciotola coperta da un canovaccio. Lavoratela nuovamente sul piano di lavoro infarinato, poi dividetela in 8 panetti rotondi di uguali dimensioni, sistemateli a cerchio su una placca foderata con carta da forno unta d’olio, lasciando tra uno e l’altro lo spazio di circa 2 cm. Fate lievitare ancora per 30 minuti in luogo tipiedo.

Fate cuocere in forno già caldo a 200 gradi per circa 20 minuti, poi togliete dal forno, spennellate i panelli con il tuorlo diluito con 1-2 cucchiai di acqua e continuate la cottura per altri 10 minuti circa.

 Torta vaniglia e albicocche

Ingredienti per la base

  • Farina, 300 gr
  • Zucchero, 300 gr
  • Uova, 6
  • Cacao amaro, 30 gr
  • Lievito, 1/2 bustina
  • Sale

Ingredienti per la farcitura

  • Confettura di albicocche
  • Liquore alla vaniglia

Ingredienti per la copertura

  • Ganache al cioccolato
  • Gelatina di albicocche

Ingredienti per guarnire

  • Panna montata
  • Cacao in polvere

Procedimento

Sbattete i tuorli con lo zucchero in un recipiente a bagnomaria; togliete dal fuoco e continuate a sbattere finché la crema non si sarà raffreddata. Montate gli albumi a neve ferma con un cucchiaio di zucchero, quindi incorporateli ai tuorli mescolando delicatamente.

Mescolate la farina con il lievito e un pizzico di sale, quindi aggiungetela alla crema poco alla volta. Dividete l’impasto in 2 parti e unite a una delle 2 il cacao setacciato. Versate gli impasti in 2 stampi distinti imburrati e infarinati e infornateli entrambi a 180 gradi per 40 minuti. Togliete dal forno, sformate e lasciate raffreddare.

Tagliate ciascuna torta in 2 dischi e spennellate ciascun disco con liquore alla vaniglia. Ricomponete la torta alternando gli strati di colore diverso e farcendo ogni strato con la confettura di albicocche. Spennellate la superficie e i bordi della torta con la gelatina di albicocche calda.

Preparate una ganache al cioccolato, lasciatela raffreddare e spalmatela sull’intera superficie della torta. Decorate con la panna montata spolverizzata di cacao in polvere.

Semifreddo menta e cioccolato

Ingredienti per il semifreddo

  • Cioccolato fondente, 200 grammi
  • Zucchero, 200 grammi
  • Miele, 4 cucchiai
  • Tuorli, 8
  • Albumi, 4
  • Panna, 1 l
  • Liquore chiaro alla menta, 6 cucchiai

Ingredienti per la salsa alla menta

  • Zucchero, 50 gr
  • Tuorli, 6
  • Latte, 200 ml
  • Crema alla menta, 200 ml

Ingredienti per la salsa al cioccolato

  • Cioccolato fondente da copertura, 400 gr
  • Zucchero, 100 gr
  • Panna, 400 ml

Procedimento

Montate i tuorli con il miele e lo zucchero; poi versateci, sempre mescolando, il liquore alla menta. Montate a neve gli albumi e aggiungeteli con cautela al composto alla menta; incorporatevi la panna ben montata e, per ultimo, il cioccolato a scaglie.

Rovesciate il composto in uno stampo da semifreddo di 23 x 10 cm e mettetelo in freezer per almeno 4 ore. Intanto preparate la salsa alla menta: sbattete i tuorli con lo zucchero, diluiteli con il latte caldo, poi aggiungete la crema alla menta; cuocete a bagnomaria finché si addensa, poi levate la salsa dal fuoco e raffreddatela girandola con un cucchiaio di legno.

Per la salsa al cioccolato cuocete lo zucchero con 200 ml di acqua sino a che non si è sciolto completamente, quindi scioglietevi il cioccolato ridotto a scaglie finissime con un coltello; lasciate raffreddare completamente, infine amalgamatevi la panna dopo averla montata.

Ricoprite la superficie del piatto con le due salse, in modo che si tocchino senza mescolarsi. Adagiatevi delle piccole quenelles di semifreddo e servitelo guarnito con riccioli di cioccolato.

Rotolo di cioccolato all’arancia

Ingredienti per il bisquit

  • Uova, 3
  • Zucchero, 100 gr
  • Farina, 80 gr
  • Cacao amaro, 30 gr
  • Lievito per dolci
  • 1/2 cucchiaino sale

Ingredienti per la mousse e lo sciroppo

  • Panna liquida, 250 ml
  • Succo di 3 arance e 1/2
  • Scorza grattugiata di 1 arancia
  • Cioccolato fondente da copertura, 350 gr
  • Zucchero, 50 gr

Ingredienti per guarnire

  • Trucioli di cioccolato
  • Scorzette di arancia candita

Procedimento

Montate i tuorli con lo zucchero e incorporatevi farina, cacao e lievito setacciati insieme. Aggiungete all’impasto le chiare montate a neve con un pizzico di sale. Versate il composto in una teglia rivestita di carta da forno, quindi cuocetelo a 180 gradi per 8-10 minuti. Levatelo dal forno e rivoltatelo subito su un telo di cotone umido, spolverato con poco zucchero; arrotolate il bisquit e lasciatelo raffreddare.

Intanto in un pentolimo portate a ebollizione 100 ml di panna con il succo e la scorza di arancia, fuori dal fuoco fate sciogliere 200 gr di cioccolato, poi lasciate raffreddare. Montate la panna rimasta, quindi incorporatevi il cioccolato; lasciate la mousse in frigo per 2 ore.

Riprendete il bisquit; srotolatelo e bagnatelo con lo sciroppo di arancia ottenuto facendo bollire succo e zucchero per qualche minuto. Spalmatevi metà della mousse preparata e distribuitevi 150 gr di cioccolato tagliato a dadini; arrotolatelo di nuovo su se stesso e mettetelo in frigo per un’ora.

Spalmate quindi completamente il rotolo con la mousse rimasta e servitelo decorato con dei trucioli di cioccolato e con le scorze di arancia spezzettate.

Buon appetito!

 

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Cos’è il principio di legalità in diritto?

Il principio di legalità è uno dei concetti fondamentali relativi alla legge penale nei Paesi democratici. Tale principio nasce con lo scopo di tutelare i diritti legali delle persone che si trovano ad affrontare un’accusa penale, impedendo che possano essere accusate ingiustamente.

L’obiettivo del principio di legalità è principalmente quello di porre in primo piano la libertà e la sicurezza dei cittadini, negare e prevenire l’abuso di potere, evitando così di conferire all’autorità un ampio potere discrezionale.

Cosa afferma il principio di legalità?

Il principio di legalità è racchiuso nella frase latina “nullum crimen sine lege, nulla poena sine lege“, che sta a significare che non esiste crimine né punizione senza legge. In sostanza, il principio di legalità sostiene che la responsabilità e la punizione penale dovrebbero basarsi solo su una precedente attuazione di un divieto che è espresso con adeguata precisione e chiarezza nel diritto.

Secondo tale principio, dunque, un reato deve essere chiaramente definito dalla legge, scritta o non scritta. Il principio di legalità include anche la norma che vieta l’applicazione retrospettiva del diritto penale a svantaggio di un accusato. Tale principio è sancito dalle costituzioni di molti Paesi, nonché dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, dal Convenzione europea sui diritti umani, dal Patto internazionale sui diritti civili e politici dalla Convenzione di Ginevra. A tal proposito, la Convenzione di Ginevra (art.75) sancisce che: “nessuno può essere accusato o condannato per un reato a causa di qualsiasi atto che non costituiva un reato ai sensi del diritto nazionale o internazionale a cui era soggetto al momento in cui è stato commesso“. Viene inoltre stabilito che non si dovrebbe essere puniti con una pena maggiore di quella prescritta dalla legge al momento della commissione del crimine.

Il principio di legalità assicura inoltre che lo Stato non violi i diritti umani fondamentali. Nessuna persona, indipendentemente dalla sua nazionalità, razza, età, sesso o classe può essere condannata per un crimine senza un processo equo. Inoltre, non consente a un giudice di appellarsi a qualsiasi verdetto emesso senza alcuna giustificazione ragionevole o chiara.

In base a questi principi, qualsiasi azione o inazione di una persona può essere considerata reato soltanto una volta sancito dal processo legislativo. Vale a dire, se un reato non è dichiarato sotto forma di statuto o legge approvata da qualsiasi legislatura competente, allora nessun atto può diventare un crimine. Ne consegue, pertanto, che non è possibile procedere nelle apposite sedi.

Se desideri approfondire questo e altri aspetti del diritto, ma non hai modo di frequentare un ateneo tradizionale, l’università Telematica Niccolò Cusano ha attivato un corso specifico per chi desidera studiare giurisprudenza a Torino e affrontare gli aspetti legali specifici delle imprese private, delle organizzazioni e della Pubblica Amministrazione.

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Come vivere (bene) con i tuoi coinquilini: 3 consigli utili

Quindi, hai appena cambiato città, appartamento e coinquilini! In uno scenario ideale, tu e il tuo nuovo coinquilino diventereste migliori amici all’istante, organizzereste favolose feste comuni e condividereste in armonia i vostri mobili.

Ma, in uno scenario diverso, forse più realistico, il tuo approccio educato e pacifico potrebbe essere messo a dura prova in una casa condivisa. Non lasciare che accada! In questo articolo abbiamo raccolto tre suggerimenti per aiutarti a vivere in perfetta armonia con la persona con cui dovrai condividere la tua doccia / frigorifero / bollitore.

Concordare alcune regole di base

Chiunque abbia affermato che le regole sono fatte per essere infrante, chiaramente non si è mai ritrovato a dover condividere il suo spazio vitale con qualcuno. Se stabilire delle regole per il quieto vivere è sempre una buona idea, diventa ancora più importante quando si vive in piccoli alloggi.

Sia che tu stia dormendo con un amico o con un nuovo inquilino, è importante stabilire delle aspettative per rendere più armoniosa e gestibile la vostra convivenza. Le regole potrebbero riguardare il modo in cui dividere la bolletta delle utenze, la politica degli ospiti, il programma di pulizia e altro. Quando si tratta di creare un insieme di regole a beneficio di entrambe le parti, il compromesso è la chiave. Invece di esigere che il tuo compagno di stanza rispetti tutte le tue regole, scegli tre o quattro regole chiave di cui hai bisogno per avere uno spazio confortevole e rilassante.

Creare degli spazi personali

Non importa se siete amici d’infanzia oppure vi conoscete da molto meno: gli spazi personali devono essere sempre rispettati. Parlando di spazio personale, è importante creare piccoli angoli che parlino all’estetica di te e dei tuoi coinquilini. Anche in una situazione di vita in studio, potresti ritagliare un piccolo angolo per ogni residente.

È essenziale che ogni compagno di stanza avverta quello spazio come veramente suo. Fortunatamente, dare alla tua casa alcuni tocchi personali non richiede molti soldi o elementi di design. Puoi abbellire facilmente il tuo angolo con oggetti convenienti ed efficienti in termini di spazio.

Rispetta la tabella delle faccende domestiche

Le tabelle delle faccende domestiche non funzionano per ogni tipo di coinquilino. Ma se sai che potresti dimenticartene quando è il tuo turno di portare fuori la spazzatura senza un promemoria fisico, mappare i compiti domestici potrebbe essere una buona cosa. Pinterest ha alcune idee fantastiche per creare tabelle intuitive che sembrano quasi divertenti, o potresti semplicemente creare un documento Google condiviso.

Quando vivi con qualcuno – piccolo spazio o no – il conflitto è inevitabile. Invece di lasciar correre, affronta tutte le frustrazioni con una comunicazione chiara e aperta. È importante mantenere una linea aperta di comunicazione tra te e il tuo compagno di stanza per prevenire sentimenti negativi o spiacevoli tensioni. Se ci sono problemi che dovreste discutere, programmate un orario che funzioni per entrambi e parlate sempre in modo rispettoso e onesto.

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Lavorare nella PA dopo giurisprudenza? Le possibilità da valutare

Sono molte le posizioni lavorative che è possibile intraprendere dopo il quinquennio in giurisprudenza. Il titolo di studio in legge apre infatti le porte a molte professionalità, che vanno oltre l’avvocatura e l’ambito legale. Tra queste, vi sono gli impieghi nella Pubblica Amministrazione, il sogno di molti giovani alla ricerca di stabilità e garanzie lavorative.

Per lavorare nella PA è richiesta una formazione interdisciplinare, che consenta di conoscere e interpretare approfonditamente l’attuale scenario sociale ed economico. La laurea in giurisprudenza può aprire molte possibilità per chi desidera lavorare nel pubblico, in quanto fornisce una preparazione aggiornata, allineata ai continui processi di ammodernamento e rinnovamento.

Vediamo gli sbocchi occupazionali possibili per i laureati in giurisprudenza nella Pubblica Amministrazione.

Tributarista

Con un titolo di studio in giurisprudenza è possibile lavorare come tributarista presso la Camera di Commercio. Questo ruolo prevede che il professionista fornisca attività di consulenza e assistenza ad aziende ed enti in materia di fiscalità, contabilità e tributi.

Verifica quindi che tutti i suoi clienti siano in regola con gli adempimenti in materia fiscale e tributaria e coordina gli uffici amministrativi e fiscali interni seguendo i rapporti con i consulenti esterni. Per far ciò, ricorre ad applicativi informatici e strumenti operativi dedicati al controllo di gestione. Per la natura del suo ruolo, il tributarista deve restare sempre aggiornato sulle normative di settore relative all’azienda o ente di riferimento.

Diplomatico

Quella del diplomatico è una carriera di grandi responsabilità, in quanto spetta a lui condurre la diplomazia con uno o più altri Stati, rappresentando e tutelando gli interessi dello Stato di invio. Suo scopo è quello di mantenere dei rapporti amichevoli tra la propria nazione e quelle estere, evitando l’insorgere di situazioni di frizione o di crisi tra essi. Inoltre, il Diplomatico garantisce e tutela i propri concittadini nel Paese estero in cui opera. 

Per chi desidera percorrere la carriera diplomatica, la laurea in giurisprudenza è un buon punto di partenza. Tuttavia, la conoscenza del diritto internazionale e della geopolitica non bastano. Per lavorare come diplomatico è richiesta la conoscenza di almeno due lingue straniere e il superamento di un concorso pubblico, articolato in una prova scritta e in una orale. Si può partecipare al bando fino ai 35 anni compiuti e per un massimo di tre tentativi.

Lavorare come Ufficiale nelle Forze Armate

Sebbene per entrare nell’Esercito basti il diploma di maturità, la laurea ha un ruolo di primo piano per ricoprire posizioni di maggior responsabilità. Diversi titoli di studio, tra cui la laurea in giurisprudenza, offrono maggiori possibilità di fare carriera nelle Forze Armate. Anche in questo caso, la candidatura e la selezione avviene tramite concorsi pubblici.

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Come studiare statistica? 3 consigli per farlo al meglio

Le statistiche sono parte integrante della nostra vita quotidiana. Tantissimi settori integrano questa branca della matematica nella loro routine. D’altra parte, ogni giorno guardiamo le statistiche su Internet, nonché i nuovi dati su tasso di occupazione, PIL, tasso di criminalità e così via. Padroneggiare questa disciplina permette di organizzare ed interpretare i dati grezzi in modo efficiente. Senza statistiche, è impossibile arrivare alla conclusione dei dati raccolti.

A livello accademico, l’esame di statistica è previsto tra gli obiettivi formativi di molti corsi di studio scientifici o affini, tra cui il piano di studi di ingegneria gestionale. Si tratta dunque di uno scoglio che molti studenti si ritrovano a superare. Lavorare su problemi statistici può essere frustrante; ma non dovrebbe esserlo. Bisogna superare l’impulso di iniziare subito a fare i calcoli, perché la chiave del successo è sviluppare una solida strategia. Di seguito, abbiamo raggruppato 3 consigli per studiare al meglio statistica. 

Padroneggiare le conoscenze di base

Prima di prendere in mano le statistiche, è una buona idea ripassare le conoscenze di base necessarie per affrontare questa materia. Ad esempio, un corso di algebra è spesso un prerequisito per le lezioni di statistica, quindi, se è passato un po’ di tempo da quando hai seguito quel corso, dovresti aggiornare in anticipo le tue abilità algebriche. Potrebbe anche essere necessario utilizzare una calcolatrice grafica nelle statistiche, quindi, se non si ha già familiarità con questo dispositivo, sarà utile studiare una lezione, rappresentandola graficamente tramite una calcolatrice grafica.

Concentrarsi sui fondamenti

Tutto ciò che impari nelle statistiche si basa su alcuni principi fondamentali chiave. Concentrati sulla memorizzazione e sulla padronanza dei fondamenti di base: solo così sarai in grado di applicarli a nozioni più sviluppate quando le incontrerai. Cerca inoltre di capire in che modo i fondamenti che hai memorizzato si collegano alle nuove informazioni. Tenere a portata di mano carta e matita mentre studi, in modo da poter testare ciò che leggi o ascolti durante le lezioni, è utile.

Consolidare gli apprendimenti

Per avere successo in statistica, è necessario dedicare del tempo allo studio di nuovi concetti, consolidandoli ripetutamente. Poiché ogni nuova idea che impari in questa materia si basa su ciò che hai già appreso, la statistica non è un argomento su cui procrastinare. Può essere utile formare un gruppo di studio, in modo da poter rimanere al passo con i tuoi studi e poter dare e ricevere supporto dai tuoi colleghi.

Molti studenti considerano la statistica come uno dei corsi più stressanti nelle loro carriere accademiche. Se sei uno di loro, prova a fare un passo indietro e ad affrontarla con la giusta strategia.

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Reggio Emilia Approach vs Montessori: quali sono le differenze?

Poiché l’insegnamento ha una lunga storia alle spalle, oggi abbiamo la fortuna di avere un gran numero di filosofie e scuole di pensiero da cui attingere. Potresti trovarti d’accordo con uno in particolare, o forse un ibrido di approcci didattici è più il tuo stile.

I metodi educativi della prima infanzia di Reggio Emilia e Montessori sono molto simili nei loro approcci educativi, incentrati sui bambini e su metodi didattici alternativi. Tuttavia, seguono metodologie diverse in alcune aree chiave.

Programma scolastico

C’è un curriculum generale nelle scuole Montessori, che comprende matematica, lingua, abilità pratiche, geografia, studi culturali, scienza e musica. Il movimento e le attività sensoriali guidano l’apprendimento degli studenti in questi campi.

Al contrario, non esiste un curriculum con Reggio Emilia, e piuttosto la funzione della classe è quella di consentire lezioni in evoluzione, basate e guidate dall’interesse e dalla risposta degli studenti.

Esperienza del bambino auto-diretta

Nell’approccio Montessori e Reggio Emilia, i bambini usano i loro sensi per esplorare e dirigere la loro esperienza educativa. Con Montessori, ai bambini viene data la libertà di selezionare attività pre-preparate, lavorare autonomamente e impiegare il movimento. I bambini Montessori dirigono l’azione: scelgono con quali progetti interagire, quando fare uno spuntino, giocare con gli altri o stare zitti.

Nel modello Reggio Emilia, viene adottato un approccio collaborativo all’apprendimento e ogni studente può guidare l’apprendimento in classe. Usando le loro molte lingue, i bambini indirizzano la curiosità personale e ispirano le lezioni attraverso domande, risposte e domande ulteriori, usando l’ambiente come insegnante e seguendo le linee guida stabilite.

In una classe Montessori, i bambini usano strumenti di apprendimento auto-correttivi, il che significa che quando fanno un tentativo errato di risolvere un gioco o un puzzle, sono in grado di riprovare e correggere l’errore. Queste aule utilizzano materiali specifici per età, particolarmente adatti all’apprendimento in stile Montessori. Al contrario, poiché gli studenti di Reggio Emilia imparano direttamente dal loro ambiente, l’aula è concepita come un’estensione del mondo del bambino.

Design della classe

Le aule Montessori contengono materiali e spazi specifici allestiti dagli istruttori per accogliere le scelte dei bambini e del gruppo. I bambini usano il pavimento o i tavoli anziché le scrivanie. I mobili sono dimensionati in modo appropriato per i bambini e le librerie sono all’altezza degli occhi con materiali a portata di mano. Il movimento è importante per l’apprendimento Montessori; mentre i bambini fanno delle scelte, si muovono nella stanza. Ordine e pulizia sono importanti per questo tipo di ambiente scolastico.

Anche in una scuola Reggio Emilia, i design delle classi sono fondamentali per la metodologia. Gli insegnanti creano spazi per gruppi di bambini di dimensioni diverse. Poiché l’esplorazione pratica guida l’apprendimento, gli insegnanti prestano molta attenzione ai dettagli come la trama e il colore per ispirare l’interesse degli studenti. La creatività e la documentazione, incentrati su disegni, scritte e oggetti raccolti da uscite, svolgono un ruolo importante nelle scuole Reggio Emilia.

Un altro aspetto chiave in un’aula Montessori è l’integrazione dell’età. I bambini di tre, quattro e cinque anni saranno tutti insieme in una classe. Spesso, gli insegnanti avranno gli stessi studenti per tre anni. Le aule di Reggio Emilia sono raggruppate in modo più tradizionale in base all’età e gli insegnanti affrontano gruppi per un anno accademico.

Una laurea in scienze dell’educazione e della formazione, come quella attiva a Potenza, permette di ottenere le conoscenze teoriche e operative nell’ambito dei processi educativi, per lavorare nell’ambito dell’infanzia e della formazione.

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Come arredare un balcone: tre consigli per arredamento semplice e low cost

Uno spazio esterno privato è il sogno della maggior parte delle persone che risiede in appartamenti in città, anche se si tratta solo di un piccolo balcone. Valorizzare un balcone non significa soltanto mettere fuori un tavolo e alcune sedie. Non importa quanto sia piccolo, il tuo balcone ha un sacco di potenziale progettuale. Con un po’ di creatività, puoi creare un’oasi all’aperto che sia ugualmente funzionale ed esteticamente piacevole.

Come rinnovare l’arredamento del balcone

Il balcone è di solito l’ultimo spazio che hai in mente quando pianifichi una restyling della casa. Spesso viene trascurato, ma la verità è che il balcone è uno spazio molto importante e una grande risorsa per un appartamento. A seconda delle sue dimensioni, forma e layout, ci sono diverse strategie di progettazione che puoi adottare.

Tieni presente questi tre consigli per portare l’arredamento del tuo balcone al livello successivo.

Scegli l’illuminazione adatta

Che il tuo balcone sia chiuso o meno, devi assicurarti che sia illuminato correttamente. L‘illuminazione è un elemento cruciale per rendere familiare qualsiasi spazio. Per non azzardare subito un’illuminazione esterna permanente, soprattutto se non si hanno le idee ancora chiare, le lanterne o fili di luci che puoi appendere alle pareti o qualcosa di più semplice come una lampada o un applique sono la strada da percorrere.

Pensa alle proporzioni

In spazi ristretti, la proporzione è importante. La proporzione si riferisce alla relazione tra le dimensioni di due o più oggetti. In questo caso, ti consigliamo di assicurarti che i tuoi mobili siano adeguatamente dimensionati per il tuo balcone.

Se lo spazio è estremamente contenuto, adotta cerca alternative come tavoli pieghevoli da collegare alle ringhiere, ad esempio. Anche con pochi metri quadri a disposizione, è importante renderlo confortevole e invitante.

Rendi lo spazio intimo e confortevole

Sdraiati abbandonando i mobili e rilassandoti sul pavimento del tuo balcone. Scegli alcuni cuscini eleganti, un tappeto da esterno e delle coperte calde per coccolarti nelle notti più fresche. Disegna il tuo balcone come uno spazio intimo e divertente organizzando un paio di comode sedie attorno a un tavolino da caffè. Anche se non viviamo tutti a Marrakech, incanala il fascino del riad marocchino introducendo sul pavimento cuscini di grandi dimensioni e lampade a olio.

Se l’interior design è tra le tue passioni, all’università di Potenza Niccolò Cusano potrai specializzarti anche in questo campo, potendo contare su una didattica di primo livello basata sull’e-learning e sul supporto continuo di tutor e corpo docente.

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Come entrare in polizia scientifica: i passi da fare

Tra i diversi reparti in cui la Polizia di Stato è specializzata, quello della polizia scientifica è tra quelli che suscitano maggiore interesse. Si occupa principalmente delle analisi dei reperti sulla scena del crimine e, per accedervi, non è necessario diventare poliziotti.

Esistono infatti dei bandi di concorso riservati a laureati con specifici corsi di specializzazione in psicologia, biologia, ingegneria, chimica o altre materie. Realizzare questo sogno non è un’utopia: basta avere passione, i requisiti giusti e la giusta dedizione per superare le prove.

Di cosa si occupa la polizia scientifica?

La Polizia Scientifica è un reparto della polizia di Stato specializzato nelle investigazioni tecniche e scientifiche nei campi della chimica, biologia e della fisica, ma fornisce anche il supporto tecnico alle investigazioni tradizionali.

All’atto pratico, sono diverse le funzioni della Polizia Scientifica. Si occupa innanzitutto del segnalamento fotodattiloscopico, ovvero le fotografie effettuate a criminali, sospettati e agli extra-comunitari che chiedano un permesso di soggiorno con conseguente prelevamento delle impronte digitali. È sempre la polizia scientifica ad effettuare gli identikit ai fini dell’identificazione.

La Polizia Scientifica deve fornire una ricostruzione tridimensionale della dinamica dell’evento criminale con tecniche di realtà virtuale e analizzare il profilo dell’autore di omicidi efferati con i metodi della psicologia e della criminalistica.

Anche le indagini grafiche e balistiche sono di sua competenza, compresa la rigenerazione dei numeri di matricole abrase e le analisi inerenti residui di incendi ed esplosioni. Infine, ci sono le analisi forensi, per il riconoscimento del DNA, di umani ed animali, e de vegetali.

Come entrare nella polizia scientifica?

Possono essere percorse due strade per entrare nella Polizia Scientifica:

  • Diventare poliziotto e poi intraprendere un Concorso Interno per titoli, cui si può accedere a partire dai due anni di servizio nella Polizia di Stato. In questo caso, sarà una commissione interna a scegliere i più meritevoli di far parte della Polizia Scientifica a seconda dei titoli e requisiti presentati.
  • Partecipare ad un concorso pubblico basato su tre prove, scritte ed orali, che determineranno il punteggio finale in graduatoria. Bisogna però rispettare determinati requisiti, tra cui non avere la fedina penale compromessa, dimostrare una condotta impeccabile e non essere stati allontanati dalla Polizia o da corpi delle Forze Armate. Inoltre, i concorrenti devono essere idonei dal punto di vista psico-fisico e in più dovranno predisporre di una laurea specialistica di 5 anni. Quest’ultima dipende dalla figura professionale richiesta dal concorso. Può trattarsi di laurea in psicologia, architettura, ingegneria, biologia, informatica, scienze chimiche e altre ancora.

In entrambi i casi, le prove vertono su argomenti come le normative vigenti, le tecniche utilizzate dalla polizia scientifica e la criminologia in generale. Ma bisogna anche studiare materie tecniche come la fisica sperimentale, la fisica generale, l’ottica, la balistica, l’analisi distruttiva, l’analisi delle statistiche, la grafica e l’analisi computerizzata.

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Scrittori famosi contemporanei: i 5 da leggere assolutamente

Vuoi conoscere i nomi di scrittori famosi contemporanei? In questa guida troverai un elenco di scrittori che devi assolutamente conoscere.

Tutti almeno una volta nella vita ci siamo immersi così tanto in un libro da ritrovarci in un’altra dimensione. Un bravo scrittore infatti riesce a creare una miriade di universi con il solo uso delle parole. Vediamo insieme quali sono gli autori contemporanei più apprezzati a livello nazionale e internazionale.

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Come si scrive l’appendice della tesi di laurea?

Stai per laurearti e ti stai chiedendo dove inserire l’appendice tesi di laurea all’interno del tuo elaborato? Se stai per terminare gli studi, hai richiesto la tesi alla tua docente, ma non sai come si scrive una tesi di laurea, allora sei nel posto giusto al momento giusto.

In questa guida, offerta da Unicusano, ti daremo tutte le informazioni che cerchi sull’appendice tesi. Sei pronto? Partiamo!

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. I Vostri dati personali potranno, pertanto, essere da noi comunicati a destinatari esterni alla nostra struttura, fermo restando che nessuna diffusione è prevista di tali dati personali a soggetti indeterminati. Tali soggetti verranno nominati responsabile del trattamento. Conferimento dei dati personali e periodo di conservazione degli stessi Il conferimento da parte Vostra dei dati personali, fatta eccezione per quelli previsti da specifiche norme di legge o regolamento, rimane facoltativo. Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. Oltre ai diritti sopra elencati in qualità di interessati, nei limiti di quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, potrete esercitare i diritti di limitazione del trattamento, di opposizione allo stesso ed il diritto alla portabilità esclusivamente per i dati personali da Voi forniti al titolare secondo l’art. 20 del regolamento citato. La informiamo inoltre che il base al Codice della Privacy e al nuovo regolamento europeo potrete proporre azioni a tutela dei Vostri diritti innanzi al Garante per la protezione dei dati personali, c.d. reclamo previsto dal all’art. 77 del predetto regolamento. Si informa infine che nei limiti nei quali sarà ritenuto applicabile al trattamento dei dati che Vi riguardano potrete esercitare un diritto di revoca del consenso al trattamento dei dati comunicando tale revoca al titolare del trattamento.

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