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Serie TV sui dottori: le migliori da vedere

Telefilm e fiction di medicina sono tua passione e stai cercando nuove serie TV sui dottori da vedere?

Allora ecco subito una buono notizia per te: in questo momento ti trovi esattamente nel posto giusto. All’interno di questo articolo, infatti, parleremo proprio di questo, svelando una raccolta di fiction che abbiamo stilato per te: dai medical drama alle serie TV ospedaliere, dalle commedie americane fino ai telefilm medici veri e propri. Insomma: ce n’è per ogni gusto, almeno una serie TV per tutti.

Vuoi saperne, e soprattutto vederne, di più? Allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito della questione. Prepara i tuoi immaginari camice e stetoscopio, ma soprattutto dei reali pop corn, e lanciamoci alla scoperta delle più belle serie TV sui dottori da vedere assolutamente e non perdersi per nulla al mondo.

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Serie TV medici: la nostra top 5

Nei paragrafi che seguono, approfondiremo cinque serie TV sui dottori che abbiamo scelto e recensito per te. A seguire dovrai solo scegliere quale guardare per prima. Avrai infatti a disposizione una vera e propria guida, completa e dettagliata, sulle serie TV per genere. Buon proseguimento.

ER Medici in prima linea

Iniziamo subito con una serie TV sui dottori tra le più famose e apprezzate di sempre, prodotta dal 1994 al 2009 e creata dallo scrittore Michael Crichton. Ecco dove si svolgono e le vicende di questa serie TV: ospedale americano universitario di Chicago, il County General Hospital. La sigla “ER” non a caso rappresenta l’abbreviazione di Emergency Room, ovvero “Pronto Soccorso”.

Negli anni questo telefilm ha lanciato attori del calibro di George Clooney e Julianna Margulies. Già questa è una garanzia. Non credi?

Seppur la serie non sia recentissima, puoi provare a cercare ER Medici in prima linea streaming ita su Netflix, TIMvision, Infinity, Google Play, iTunes. Se non dovessi trovarla, siamo certi sbarcherà presto sulle migliori e più recenti piattaforme cinematografiche online.

Scrubs: medici ai primi ferri

Chi ha detto che serie TV ospedale non faccia rima con simpatia? Non per forza il tema deve essere trattato in maniera seriosa o drammatica. Senza naturalmente mancare di rispetto ai malati.

In quest’ottica è impossibile non citare tra le più simpatiche serie TV sui dottori una il cui titolo rappresenta già un simpatico gioco di parole.

A “scrubs” e “to scrub”, infatti, è possibile dare quattro interpretazioni.

  1. La divisa indossata da medici e infermieri;
  2. La pratica chirurgica di lavarsi accuratamente le mani prima di un intervento;
  3. Una persona insignificante o di poco conto;
  4. Un principiante.

Di tutto questo, in verità parla ironicamente questa serie TV ambientata in ospedale, ma che soprattuto vede come protagonisti un gruppo di bizzarri medici alle prime armi.

Serie TV chirurghi:  Nip/Tuck

Tra le serie TV sui dottori, c’è spazio anche per la categoria dei chirurghi.

È il caso di Nip/Tuck è una serie TV medical drama andata in onda in prima visione dal 2003 al 2010. Seppur condensi un mix esplosivo che spazia tra il drammatico, l’erotico e il thriller. Tanto da essere considerata piuttosto controversa ed essere stata spesso etichettato dalla critica più severa come telefilm scabroso. Questa differenziazione dalle classiche fiction, è stata però anche una delle chiavi del grande successo di pubblico ottenuto.

La storia si sviluppa sulle vicende di due chirurghi plastici di Miami, Al centro della storia le vicende professionali e personali di due chirurghi plastici, appunto: Julian McMahon nei panni di Christian Troy e Dylan Walsh, alias Sean McNamara.

Dr House: Medical Division

Chi lo ha detto che un bravo medico debba essere anche simpatico? Di tutt’altro avviso, il celebre dott. House, protagonista di una delle serie TV sui dottori più seguite degli ultimi anni. Non a caso tra i primi dieci programmi televisivi più seguiti degli USA, in particolare dalla seconda stagione in poi.

Figura decisamente poco convenzionale per il suo ruolo, House è il coordinatore di una squadra di medicina diagnostica presso il Princeton-Plainsboro Teaching Hospital del New Jersey. Dotato di una forte personalità, spicca più per intuito e capacità che per i suoi modi, tutt’altro che ossequiosi e formali.

Questi suoi modi di fare, piuttosto burberi e alternativi, lo aiutano però a risolvere i gialli medici che spesso si trova ad affrontare.

Grey’s Anatomy: operations, relations, complications

Concludiamo questa guida di Unicusano Potenza sulle serie TV sui dottori con un altro grande successo. Si tratta di Grey’s Anatomy, lanciata nel 2005 e ancora in corso. Possiamo quindi considerarla tra le serie TV medical 2018 ancora una delle più interessanti. In quanto dopo oltre 10 stagioni riserva ancora puntate avvincenti tra colpi di scena, amori e relazioni tormentate che ruotano attorno al mondo ospedaliero.

Protagonista principale è la dott.ssa Meredith Grey, che presta servizio come tirocinante di chirurgia nell’immaginario Grace Hospital di Seattle.

Il titolo della serie gioca sull’omofonia fra il cognome della protagonista, Meredith Grey, e Henry Gray, autore del celebre manuale medico di anatomia Gray’s Anatomy.

E con questo è tutto: il nostro approfondimento sulle serie TV sui dottori, almeno per il momento, finisce qui. Qual è la tua serie medical preferita?

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Come liberarti dalla pigrizia nello studio: consigli utili

Vorresti liberarti o vuoi liberare qualcuno dalla pigrizia nello studio, ma non riesci a farlo?

Allora abbiamo una bella notizia per te: sei nel posto giusto. In questo articolo, infatti, ti forniremo tanti consigli per studiare e acquisire un metodo per studiare bene dalla forza di Coriolis alla geopolitica.

Di conseguenza ti suggeriremo, direttamente o indirettamente, cosa fare quando i figli non vogliono studiare.

Che tu faccia parte dei tanti ragazzi svogliati nello studio, quindi sia uno studente universitario o delle superiori, ma anche un genitore, qui potresti comunque trovare le risposte che cerchi e di cui hai bisogno.

Insomma, ti consigliamo di non perdere il contenuto di questa vera e propria guida su come liberarsi della pigrizia nello studio. Vuoi saperne di più? Allora andiamo avanti spediti e iniziamo subito ad entrare nel merito. Buona lettura.

Pigrizia patologica: come sconfiggerla

Quante volte ti sei ridotto a studiare all’ultimo minuto o a temere di arrivare impreparato ad un esame perché non sei riuscito a studiare tutto in tempi accettabili a causa di pigrizia o iniziale rifiuto allo studio? Se è successo, è decisamente il caso di comprendere come liberarti dalla pigrizia nello studio una volta per tutte. O se sei un genitore, di capire perché i ragazzi di oggi non studiano e, quindi, come responsabilizzare i figli nello studio. Ma procediamo per gradi.

Come farsi venire voglia di studiare

Come avere voglia di studiare o come punire un figlio che non studia? Preferiamo rispondere solo alla prima domanda. Perché imparare a studiare bene e con passione è la risposta ad entrambi i quesiti.

Detto ciò, non giriamoci troppo attorno: per combattere la pigrizia nello studio, occorre far sbocciare e coltivare la voglia di studiare. Ecco quindi subito per te 3 consigli utili, ma soprattuto efficaci nella maggior parte dei casi per sconfiggere la pigrizia nello studio.

  1. Iscriviti ad un indirizzo scolastico, un corso di laurea o un master che sia coerente con le te tue passioni e le tue aspirazioni. Studiare qualcosa che ti piace o che ti risulta di più facile comprensione può fare la differenza e non far montare la pigrizia nello studio;
  2. Tieni bene a mente che i sacrifici che sti facendo oggi sui libri ti saranno utili domani. Studiare adesso può darti un futuro migliore e più sereno domani;
  3. Affina e segui un metodo metodo di studio che ti consenta di far convivere la necessità di fare il tuo dovere nello studio e allo stesso tempo la tua vita sociale. Se sei bravo in questo sarai in grado di studiare bene e studiare meno. Se lo fai con la giusta concentrazione e nei tempi giusti, avrai tutto il tempo per coltivare le tue passioni, uscire e vedere gli amici, riducendo lo stress e la pigrizia al minimo.

La pigrizia può essere un tratto caratteriale generale, quasi innata, ma anche indotta. Un errore comune che si compie spesso è quello di rimandare il momento di studiare, il classico “lo faccio dopo” che spesso dipende da alcune piccole distrazioni. Nel prossimo paragrafo andiamo a vedere meglio quali.

Fonti di distrazione dallo studio

Un fattore molto importante che porta alla pigrizia nello studio, è quello determinato dalle fonti di distrazione, ovvero quelle attività più “comode” che spesso si preferisce fare posticipando o sacrificando del tutto il tempo che andrebbe dedicato proprio allo studio.

Le distrazioni più comuni sono rappresentate spesso da:

  1. Accedere a internet, sopratutto se studi al pc;
  2. Il richiamo della la tv accesa;
  3. Controllo maniacale del cellulare;
  4. Studiare in un ambiente poco confortevole;
  5. Riflesso involontario di toccare gli oggetti presenti sulla tua scrivania;
  6. Disegnare con penne e matite, isolandosi dal resto e perdendo la cognizione del tempo.

Questi casi si verificano specialmente quando si tratta di adolescenza e scuola superiore, ma non solo. Ma se ci si abitua “male” da questo punto di vista, queste abitudini si trascinano spesso anche al tempo dell’Università. Si tratta dunque di consigli utili su come studiare a tutte le età. Oppure, cambiando punto di osservazione, sia su come aiutare i figli nello studio alle medie e alle superiori, che per la Laurea.

Come ridurre al minimo distrazioni e pigrizia

Ed eccoci all’ultimo paragrafo di questa guida sul contrasto alla pigrizia nello studio. Per evitare del tutto, o almeno limitare al minimo, le distrazioni di cui abbiamo parlato all’interno di questo articolo, ti diamo 5 consigli pratici:

  1. Evita di aprire il browser di internet o le app del tuo smartphone mentre dovresti studiare, fatta eccezione se devi collegarti per studio alle piattaforme relative un’Università Telematica come Unicusano;
  2. Spegnere o non accendere la televisione mentre studi;
  3. Silenzia il tuo smartphone in modalità silenziosa;
  4. Studiare in un posto tranquillo, fresco e ben illuminato. Magari su un tavolo o una scrivania, non certamente a letto;
  5. Togli dalla tua portata gli oggetti che solitamente ti distraggono, ma tieni vicino a te solo ciò che è utile per studiare.

Se poi, come si suol dire, hai fatto 30 e vuoi fare anche 31 (oppure ricevere la lode, come sarebbe più appropriato in un contesto accademico) segui una dieta energetica ricca di fosforo, vitamine, magnesio e ferro. E bevi molta acqua, perché questo aiuta la memoria e la concentrazione.

A questo punto sai tutto quello che c’è da sapere per contrastare la pigrizia nello studio: come stimolare la tua voglia di imparare, evitare le distrazioni e rafforzare corpo, mente e soprattutto capacità di concentrazione. Buono studio.

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Stati dell’Unione Europea: una breve storia della loro adesione

Sai quali sono gli Stati dell’Unione Europea e la storia relativa alla loro adesione?

Se vuoi saperne di più sull’argomento, ti consigliamo vivamente di leggere questo articolo. Al suo interno, infatti, parleremo proprio dei Paesi UE e del percorso che hanno fatto per entrare a far parte della più alta istituzione a livello comunitario del nostro continente.

Andando così a ripercorrere la storia dell’Unione Europea, dal Congresso dell’Aia e i trattati di Roma e Maastricht, fino all’attuale assetto. In questo modo riusciremo ad avere un quadro cronologico preciso riguardo le varie adesioni succedutesi nel tempo, senza tralasciare quelle programmate per il futuro.

Fatte queste doverose premesse, entriamo adesso nel merito, andando subito a conosce quanti e quali sono gli Stati dell’Unione Europea.

LEGGI ANCHE – Compilazione curriculum europeo: ecco come fare.

Paesi dell’Unione Europea: quali sono e in che fase hanno aderito

Nei paragrafi che seguono, dunque, andremo a scoprire nomi e storia degli Stati dell’Unione Europea, dalle origini fino ad oggi. Buona lettura.

Breve storia dell’Unione Europea

La storia dell’Unione si intreccia inevitabilmente con quella degli Stati membri UE e ha come primo vero punto di svolta la fine della Seconda Guerra Mondiale. La necessità di garantire una pace duratura e un’Europa unita, sfociò nel Congresso dell’Aia, tenutosi nel 1948 e nel quale venne lanciata l’idea di stato federale europeo. Ed ecco che nel 1952 nasce la cosiddetta Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA).

Secondo passaggio fondamentale verso la costituzione di quella che oggi è l’Unione Europea è il Trattato di Roma del 1957, che istituisce la CEE  (Comunità Economica Europea). Si tratta della prima unione doganale fra nazioni europee: Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi. Ai quali nel 1973 si uniscono Regno Unito, Irlanda e Regno Unito. Nel 1981 è la volta delle Grecia e nel 1986 anche di Spagna e Portogallo.

Altro anno chiave è il 1992, quello del Trattato di Maastricht, con il quale nasce ufficialmente la Comunità Europea. negli anni successivi, si Apia anche il processo di allargamento, grazie all’adesione di Austria, Svezia e Finlandia (1995), Cipro, Malta, Ungheria, Polonia,  Slovacchia, Lettonia, Estonia, Lituania,  Repubblica Ceca e Slovenia (2005), Romania e Bulgaria (2007), Croazia (2013).

Nel frattempo, nel 2002, venne invece introdotta la moneta comune per la maggior parte degli stati comunitari: l’Euro.

Tra il 2007 e il 2009, invece, con il Trattato di Lisbona, prende definitivamente corpo l’Unione Europea così come la conosciamo oggi e vengono introdotte anche procedure di recesso, come quella adottata dal Regno Unito per la cosiddetta Brexit.

Paesi Unione Europea 2018: quanti sono

Al 2018 questo organismo conta 28 paesi membri. Per quanto riguarda le forme di governo degli Stati dell’Unione Europea, essi sono generalmente indipendenti e democratici.

Inoltre, altri sette hanno fatto richiesta e ottenuto l’approvazione della loro richiesta. Questi ultimi sono:

  1. Bosnia ed Erzegovina candidata dal 2016.
  2. Kosovo candidato dal 2015;
  3. Albania candidata dal 2014;
  4. Serbia candidata dal 2012;
  5. Montenegro candidato dal 2010;
  6. Macedonia candidata dal 2005;
  7. Turchia candidata dal 1995.

Questi potrebbero dunque aggiungersi agli Stati Europei in elenco attualmente che vedremo nel prossimo paragrafo.

Stati Unione Europea 2018: quali sono

I Paesi dell’Unione Europea al 2018 sono dunque ventotto. Ecco quali e da quanto:

  1. Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi dal 1957;
  2. Irlanda, Danimarca e Regno Unito dal 1973 (ma il Regno Unito sta trattando l’uscita dopo il referendum sulla Brexit);
  3. Grecia dal 1981;
  4. Portogallo e Spagna dal 1986;
  5. Austria, Finlandia e Svezia dal 1995;
  6. Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria dal 2004-2005;
  7. Bulgaria e Romania dal 2007;
  8. Croazia dal 2013.

Prendendo in considerazione le varie forme di Unione di cui abbiamo raccontato più specificatamente, la Comunità Europea dell’Energia Atomica (CEEA), l’accordo di Schengen del 1985, l’Atto unico europeo del 1986-87, i trattati di Amsterdam e Nizza fino a Lisbona e tutte le altre tappe fino ad oggi.

Studi politici internazionali consigliati

Se i temi legati agli Stati dell’Unione Europea ti affasciano e vuoi saperne di più, ci sono dei corsi Unicusano che possono fare decisamente al caso tuo.

A partire, naturalmente, dai corsi di laurea dell’area politologica, come la triennale in Scienze Politiche e la Magistrale in Relazioni Internazionali. E poi i master in Geopolitica o Pubblica Amministrazione. Ma questi sono solo alcuni dei corsi attinenti a queste tematiche. Per conoscerli tutti, ti consigliamo di andare a visionare con attenzione l’area didattica del portale Uncusano.it.

E con questo, eccoci giunti alla conclusione della nostra guida su storia degli Stati dell’Unione Europea e della loro adesione alla più grande organizzazione internazionale politica ed economica a carattere sovranazionale presente nel Vecchio Continente.

Abbiamo ripercorso le tappe principali riguardanti la nascita e l’evoluzione dell’UE dalle origini fino ai giorni nostri, andando a specificare quanti e quali Paesi ne fanno parte e in quale anno e contesto storico hanno aderito. Speriamo quindi, di esserti stati utili, di averti fornito qualche informazioni in più su questo tema e su come approfondirlo con i migliori studi di scienze politiche, relazioni internazionali, geopolitica e pubblica amministrazione attinenti.

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Come controllare le emozioni: consigli utili da seguire

Stai cercando di imparare come controllare le emozioni?

Allora ecco una buona notizi per te: ti trovi nel posto giusto. In questo articolo, infatti, ti forniremo diversi consigli utili da seguire per gestire emotività, sentimenti ed emozioni.

Perché riuscire a controllare l’emotività può portarti diversi vantaggi. Come aumentare l’autostima, e quindi acquisire sicurezza, aiutarti a parlare in pubblico e a prendere pienamente in mano la tua vita. Insomma: nella gestione delle emozioni può celarsi la chiave di volta per capire davvero come essere sereni.

Vuoi saperne di più? Molto bene, quindi non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito della questione: come controllare le emozioni.

Riconoscere e gestire emozioni: ecco come fare

Nei paragrafi che seguono, cercheremo dunque di capire meglio cosa sono, come funzionano e come controllare le emozioni. Partendo dal presupposto che gestire non significa reprimere i sentimenti. Buona lettura.

Cos’è un’emozione

Prima di capire come controllare le emozioni, bisogna fare ordine sul significato del termine.

Cos’è realmente un’emozione dunque? Per rispondere a questa domanda, prendiamo come punto di riferimento la definizione fornita dall’Enciclopedia Treccani:

«Processo interiore suscitato da un evento-stimolo rilevante per gli interessi dell’individuo. La presenza di un’emozione si accompagna a esperienze soggettive (sentimenti), cambiamenti fisiologici (risposte periferiche regolate dal sistema nervoso autonomo, reazioni ormonali ed elettrocorticali), comportamenti “espressivi” (postura e movimenti del corpo, emissioni vocali)».

Tutto chiaro fin qui? Molto bene, allora andiamo avanti spediti ad identificare quali sono i vari tipi di emozione, come comprenderle e gestirle. Ma anche come fare per studiarle in maniera più dettagliata e approfondita possibile. Insomma: non ci faremo mancare proprio nulla, cercando di fornirti tutto ciò che c’è da sapere sull’argomento.

Tipi di emozioni

Quando parliamo di come controllare le emozioni, dobbiamo anche capire quali sono realmente queste emozioni. Una prima distinzione può essere fatta tra:

  1. Emozioni primarie. Comprendono quei sentimenti per così dire innati, ovvero rintracciabili in qualsiasi popolazione;
  2. Emozioni secondarie (dette anche emozioni complesse). Le espressioni che vengono influenzate dalla crescita crescita dell’individuo dall’interazione sociale a cui egli stesso è sottoposta durante il suo sviluppo.

Secondo il noto psicologo Paul Ekman, le emozioni primarie sono sei: felicità, paura, rabbia, disgusto, tristezza e sorpresa.

Per quanto riguarda invece le emozioni secondarie o complesse, gli studiosi concordano sul fatto che esse siano il frutto della combinazione di quelle primarie. Da ciò scaturiscono ad esempio l’allegria, la vergogna, l’ansia, la rassegnazione, la gelosia, la speranza, il perdono, l’offesa, la nostalgia, il rimorso, la delusione.

Un’altra classificazione, quella dello psicologo statunitense Robert Plutchik, divide le emozioni in quattro coppie, in base alle loro espressioni. Ovvero:

  1. Gioia contrapposta a tristezza;
  2. Paura contro rabbia;
  3. Attesa versus sorpresa;
  4. Disgusto vs accettazione.

Ultima classificazione può essere fatta tra emozioni positive e negative. Chiariti questi aspetti, non ci resta che scoprire concretamente come controllare le emozioni.

Gestione delle emozioni e autocontrollo

gestire emotivitàSe cerchi delle tecniche di gestione delle emozioni puoi trovarle nella psicologia, nei testi di settore e, perché no, nella meditazione guidata e nella cura del tua persona. Perché come i latini ci hanno insegnato: mens sana in corpore sano.

Ecco perché abbiamo pensato di dedicare degli appositi paragrafi di questa guida all’approfondimento di cosa leggere e cosa studiare per comprendere meglio come gestire il controllo delle emozioni. Quella che ti abbiamo fornito fin qui, infatti, è solo una infarinatura sul tema.

Per approfondire ulteriormente occorre documentarsi, magari leggendo qualche autorevole libro in materia. Inoltre per specializzarsi in questo campo bisogna studiare. Ma non ti preoccupare, abbiamo pensato anche a questo e siamo pronti a fornirti tutti i suggerimenti del caso. Per saperne di più, dunque, non perderti le prossime righe di questo articolo.

Come gestire le emozioni: libro giusto per te

Iniziamo subito con qualche consiglio di lettura. Se vuoi leggere qualcosa di interessante su come controllare le emozioni, ecco una una top ten di testi che possono fare decisamente al caso tuo:

  1. Smetti di mangiare le tue emozioni. Come vincere una volta per tutte la fame nervosa spiegato in questo libro di Isabel Huot e Catherine Senecal;
  2. Agilità emotiva. Un libro di di Susan David per non restare bloccato, accogliere il cambiamento e prosperare nella vita e nel lavoro;
  3. Ricomincia da te. Il libro di Marta Lock che ti insegna come vivere le emozioni;
  4. Riconoscere e gestire le emozioni scatenanti nella vita di ogni giorno. I “Portatori di presenza” canalizzati da Paola Borgini;
  5. Gelosia: strategie e metodi per sconfiggerla. Vitiana Paola Montana racconta come gestire le emozioni e liberarsi da quello che chiama “mostro occhi verdi”;
  6. Che rabbia! Come controllarla prima che lei controlli te. Di Albert Ellis, Raymond Tafrate;
  7. Un’emozione nuova. Testo sulla consapevolezza e sull’educazione emotiva di Marco Odino;
  8. Il Coraggio delle emozioni. Energie per la vita, la comunicazione e la crescita personale a cura di Daniele Trevisani;
  9. Emozioni Distruttive. Un saggio per liberarsi dai tre veleni della mente (rabbia, desiderio e illusione), a cura di due autori d’eccezione, ovvero Daniel Goleman e il Dalai Lama;
  10. Iperattività e gestione delle emozioni. Percorsi educativo-didattici e motorio-sportivi di Giulia Savarese.

A seconda del tipo di emozione sul quale hai bisogno di intervenire, scegli il libro più adatto alle tue esigenze. Dipende dunque qual è l’obiettivo per cui vuoi imparare come controllare le emozioni: il pianto piuttosto che un maggior autocontrollo emotivo sui tuoi nervi, oppure la volontà di controllare le emozioni in amore. Giusto per fare qualche esempio sommario.

Emozioni: psicologia

Ed eccoci giunti all’ultimo argomento della nostra guida su come controllare le emozioni: quello relativo agli studi attinenti. Puoi già immaginare quale possa essere l’area di studio più vicina all’argomento di cui stiamo parlando. Del resto, cosa studia la psicologia se non i processi psichici, coscienti e inconsci, cognitivi e dinamici che determinano emozioni e sentimenti?

In questo settore Unicusano rappresenta una vera e propria eccellenza, grazie alla sua offerta formativa di qualità e alla flessibilità garantita dall’erogazione dei suoi corsi attraverso il sistema e-learning. A partire dai corsi di laurea. Fra questi, possiamo certamente consigliarti:

  1. Laurea triennale in Scienze e tecniche psicologiche;
  2. Laurea triennale in Psicologia del lavoro e delle organizzazioni;
  3. Magistrale in Psicologia clinica e della riabilitazione.

Anche qualora ti interessasse individuare il master più adatto, non avresti che l’imbarazzo della scelta tra:

  1. Counseling Psicologico e counseling relazionale (I livello);
  2. Medicina, psicologia e biofisica nelle scienze umane (I livello);
  3. Psicologia dello Sport (I livello);
  4. Salute Organizzativa (II livello);
  5. Psicologia Pediatrica (II livello).

Ma questi sono solo alcuni dei corsi che fanno parte della nostra ampia offerta formativa. Per consultare l’elenco completo, ti consigliamo di visionare l’area didattica del portale Uniusano.it.

E con questo si conclude la nostra guida su come controllare le emozioni. Adesso tocca a te fare tesoro di questi consigli, sperando che possano esserti veramente di aiuto.

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Cercare lavoro da casa: strumenti e risorse utili

Vuoi sapere come fare per cercare lavoro da casa?

Allora ecco una bella notizia per te: ti trovi nel posto giusto. In questo articolo, infatti, cercheremo di darti i migliori consigli su come creare un lavoro per lavorare da casa.

Se hai già completato i tuoi ringraziamenti per la tesi e sai come fare correttamente la compilazione curriculum europeo, ma adesso cerchi un lavoretto da casa per proseguire gli studi, o un’occupazione indipendente attraverso la quale esprimere tutto il tuo potenziale e le tue competenze, troverai molto interessante quanto scritto nelle prossime righe di questa vera e propria guida per cercare lavoro da casa.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo e andiamo subito al sodo, cioè scoprire come lavorare e guadagnare da casa.

Lavorare da casa: vantaggi e opportunità

Se quello che stai pensando è “cerco un lavoretto da casa per arrotondare”, potresti aver avuto un’ottima idea. Ma non è affatto detto che lavorare da casa non possa essere la tua fonte di guadagno principale. Anzi, esistono die mestieri e delle specificità che possono darti il reddito necessario per vivere bene ed essere svolte come unica professione. Andiamo a scoprire quali sono e come cercare lavoro da casa.

Lavoro da casa online: le professioni più ricercate

Viviamo nell’epoca di internet e dei social network. Quale miglior modo quindi di cercare lavoro da casa, se non sfruttando le potenzialità del web? Il luogo, o non luogo, ideale per inventarsi un lavoro creativo. Professioni che, nella maggior parte dei casi, possono essere svolte all’interno di un ufficio di un azienda, oppure da freelance senza “obblighi” di questa natura.

Ma quali sono i lavori online più richiesti dal mercato? Ecco dieci tra le figure più ricercate:

  1. Community Manager. Figura addetta alla gestione di una comunità virtuale;
  2. Marketing Manager on line. Colui il quale lavora nell’ambito del Web Marketing Management;
  3. Reputation manager on line. Ha il compito di analizzare, studiare e interpretare cosa viene detto dell’azienda o del brand sul web;
  4. Responsabile delle Risorse Umane 2.0. Un recruiter in grado di individuare e formare le risorse umane di un’azienda attraverso la rete;
  5. Responsabile di SEO e SEM. Si occupa della costruzione e dell’ottimizzazione di una pagina web orientata per i motori di ricerca;
  6. Social Media Manger. Figura professionale che si rivolge a quei soggetti che vogliono curare la propria immagine sui social network. Dalle aziende alle organizzazioni o alle istituzioni, passando per figure pubbliche e istituzionali o VIP;
  7. Web designer. Professionista altamente qualificato nel linguaggio informatico;
  8. Web manager. Ovvero il responsabile di un progetto web;
  9. Responsabile canale mobile. Professione molto ricercata negli Stati Uniti;
  10. Responsabile web usability. La figura che si occupa di gestire l’usabilità del sito web.

Tutto chiaro fin qui? Molto bene, allora andiamo avanti.

Come trovare lavoro su internet

lavorare-da-casaInternet è anche pieno di strumenti utilissimi per cercare lavoro da casa. Come ad esempio Linkedin, il modo migliore per far conoscere il tuo curriculum e le tue competenze online, contattare recruiter e aziende.

Altra opportunità è quella offerta dai gruppi Facebook lavoro, dove si segnalano, diffondono e condividono tutte le news sui colloqui aperti nelle varie città e nelle diverse professioni. E poi Instagram, YouTube e i blog, attraverso i quali puoi far notare le tue qualità come fotografo, videomaker, scrittore o nello svolgere lavori da casa manuali. Su tutto ciò potresti ad esempio realizzare dei tutorial.

Infine, troviamo i vari siti di ricerca lavoro come Kijiji, Impiego24.it, Indeed, Infojobs, JobRapido, Helplavoro, Cercolavoro.it, Subito.it, e via dicendo. In questo caso le alternative sono davvero tantissime.

Non solo web: gli altri lavori da casa

Naturalmente, quando parliamo di cercare lavoro da casa, non facciamo riferimento solo alle professioni online. Tra le mansioni da svolgere più consuete, figurano attività delle più disparate.

Come il lavoro da casa assemblaggio e creazione di oggetti. Molto ricercato e richiesto da aziende che inviano a casa tutto il kit necessario. Una professione che potresti anche svolgere in proprio, magari attraverso un e-commerce. Sulla stessa scia troviamo lavorare da casa confezionando regali, oggetti o materiali.

Se poi hai qualcosa da insegnare, quella di dare ripetizioni a casa è una soluzione che non tramonta mai e che da ottime soddisfazioni.

Un progetto ambizioso, se possiedi o puoi acquistare un terreno agricolo, può essere anche quello di convertirlo in una struttura ricettiva, di produzione o degustazione prodotti tipici, ma anche una fattoria didattica per bambini e famiglie. Per fare, come si usava dire una volta “casa e bottega”. Se hai questa possibilità e continui a ripeterti “cerco lavoro da casa serio“, quale miglior soluzione di questa?

Ma si tratta solo di alcune possibilità delle infinite alternative che esistono nel mercato che prende forma e vive fuori dagli uffici. Non mancano, ad esempio, nemmeno le offerte lavoro da casa inserimento dati, giusto per fare un altro dei tanti disparati esempi possibili. E con questo si conclude la nostra guida su cercare lavoro da casa.

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Come scrivere un libro autobiografico: linee guida e consigli

Vorresti sapere come scrivere un libro autobiografico, ma non sai da dove cominciare?

Non preoccuparti: stai leggendo la pagina giusta. Tante sono le guide che nel corso del tempo abbiamo dedicato ai diversi modi di stendere una scrittura: da come scrivere un report in inglese alla compilazione del curriculum, piuttosto che a come si scrive un libro.

Finora, però, non abbiamo ancora affrontato come si scrive un’autobiografia. Ma non disperare, perché è giunto il momento. Se hai voglia di raccogliere le tue memorie, raccontare la tua storia, trasmettere sensazioni o essere di ispirazione con la tua vita, qui scoprirai qualcosa in più su come farlo. Oppure per rispondere all’annuncio di qualche personaggio illustre che recita: cerco scrittore per scrivere un libro autobiografico. Una sorta di co-autore, per intenderci, che sappia magari mettere nella forma migliore la storia del personaggio in questione.

Che cosa ne dici: vuoi saperne di più? Molto bene, allora non perdiamo tempo e andiamo subito a scoprire come scrivere un libro autobiografico nel modo migliore. Buona lettura.

Autobiografie: cosa sono e come scriverle

Nei paragrafi che seguono andremo dunque a scoprire cos’è una biografia, a cosa e a chi serve, oltre che a come scrivere un libro autobiografico vero e proprio. Tutto chiaro? Allora cominciamo.

Cos’è un’autobiografia

Prima di vedere come scrivere un libro autobiografico, è opportuno fare un piccolo passo indietro e partire dalle basi. Ovvero dal significato di biografia e autobiografia.

Nel primo caso si fa riferimento alla narrazione della vita di una persona. Per lo più illustre, o che comunque sia ritenuta dall’autore meritevole di essere conosciuta.

L’autobiografia, che è quella che più ci interessa in questo caso, è un termine derivante dal greco αὐτος, cioè “stesso”, βίος, ovvero “vita”, e γράϕω, che invece significa “scrivo”. Un po’ come scrivere un diario.

Ecco la definizione del termine che viene data dal Vocabolario Treccani:

«Narrazione della propria vita o di parte di essa, soprattutto come opera letteraria. Scrivere, tracciare la propria autobiografia; Ad esempio l’autobiografia del Cellini, l’autobiografia dell’Alfieri».

La sessa fonte, mette in evidenza anche due particolari e più specifiche tipologie di autobiografia:

  1. Autobiografia spirituale;
  2. Autobiografia intellettuale.

La Treccani sottolinea anche quando una biografia rientra in queste tipologie. Ovvero:

«Quando più che gli avvenimenti esterni ripercorre le vicende dello spirito, del pensiero, l’attività di studio e di ricerca».

Tutto chiaro fin qui? Molto bene, allora proseguiamo spediti. È il momento di scoprire concretamente come scrivere un alibro autobiografico.

Come scrivere un’autobiografia: esempio generico

Non hai bisogno di cercare come scrivere un autobiografia su Yahoo o altri motori di ricerca. Ecco svelati i passi da fare per riuscirci.

La prima cosa da chiedersi, per capire come scrivere un libro autobiografico, è: perché farlo? A quale scopo e con quale obiettivo? Per lasciare memoria di sé? Per riordinare la propria vita? Fare un bilancio di quanto si è vissuto, di un particolare avvenimento sotto una specifica lente di osservazione? Esaltare la propria figura? Fare personal branding e pubblicizzare il proprio lavoro?

La seconda cosa da fare è quella di reperire tutto il materiale utile per potersi raccontare. Dalle foto alle opere o i frutti del proprio lavoro. Insieme a tutto ciò che può essere utile a tal fine: eventuali lettere, reliquie, citazioni sulla stampa, interviste, testimonianze di personalità rilevanti, biografie già scritte da altri, eccetera.

Tutto qui? Niente affatto, siamo solo all’inizio. Non perdere i prossimi paragrafi.

Romanzo autobiografico: caratteristiche

come si scrive un'autobiografiaTerzo passaggio fondamentale è quello di scegliere in che modo raccontare la storia. Secondo che forma e quale stile. Si può optare per una semplice e lineare cronologia, oppure un’appassionante retrospettiva. O, magari, dal unto di vista dei lavori condotti o dei successi realizzati.

Una delle possibilità più affascinanti è certamente quella di arricchire con uno stile romanzato la storia. Al punto di renderla un vero e proprio romanzo biografico, pur restando fedeli alla realtà, naturalmente. Perché così è la vita: storia vera.

Si può lavorare molto con la fantasia, ad esempio, se si vuole aiutare a realizzare l’autobiografia di un bambino come compitino a scuola. La vita vista da un bambino, infatti, è tutta un’altra cosa. Stessa cosa se ti stai chiedendo come scrivere un’autobiografia scuola media.

Autobiografia libri: come si scrivono

Fatte tutte le premesse del caso, entriamo nel vero merito della questione. Andando quanto più possibile nel pratico e nel concreto, ecco alcuni consigli su come scrivere un libro autobiografico:

  1. Individua il target di riferimento. In poche parole devi scrivere in funzione della tipologia di pubblico a cui l’autobiografia è rivolta, in base ad affinità e interessi di lettura;
  2. Abbi chiaro fin dall’inizio quale immagine di te stesso (o del personaggio con cui stai collaborando) vuoi che rimanga alla fine del libro. Questo è il vero obiettivo;
  3. Stabilisci prima dei limiti di spazio;
  4. Scrivi solo ciò che è appropriato al contesto, alla tua persona e alla tua credibilità;
  5. Metti la tua persona al centro della storia e mantieni questa linea. Racconta fatti, luoghi o esperienze non soltanto dal punto di vista della cronaca, ma evidenziando il tuo punto di vista, le tue sensazioni e he influenza hai avuto su di te.

Ricapitolando, è fondamentale focalizzarsi sulla ippologia di persone che leggeranno l’autobiografia o che vuoi che lo facciano, avere come obiettivo l’immagine che si vuole far passare di sé, e raccontare solo ciò che è attinente.

Esistono infatti determinati aneddoti o dettagli che vanno bene per alcune situazioni e meno per altre. Se sei un imprenditore, ad esempio, sulla sovracopertina del tuo libro autobiografico potresti menzionare i tuoi successi lavorativi. Ma se sei uno sportivo, sarebbe più indicato riportare caratteristiche fisiche, il numero di trofei vinti durante la carriera, o eventuali record stabiliti. realizzati in carriera. A meno che tu sia un musicista o un dj, non è interessante sapere dove vai a ballare. Quindi chiediti sempre cosa è interessante a seconda del personaggio, del messaggio che vuoi dare e del focus attraverso il quale racconti la storia.

Vuoi scrivere un’autobiografia? Adesso tocca a te

Ed eccoci giunti alla conclusione di questa guida Unicusano su come scrivere un libro autobiografico. Siamo partiti dalle definizioni e dalle differenze che esistono tra biografia e autobiografia fino ad arrivare a come scrivere romanzo autobiografico.  E poi tutti i passi da seguire per realizzare un testo in grado di focalizzarsi sul proprio pubblico di riferimento, che abbia un obiettivo concreto e che sia coerente con la realtà, con lo stile di scrittura e con il punto di vista attraverso il quale viene raccontata un’autobiografia. In poche parole: che sia soprattutto efficace, interessante e appassionante.

A questo punto hai tanti elementi, se non tutti quelli che ti servono, per redigere un’autobiografia con i fiocchi. Non ci rimane che augurarti buona scrittura.

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Film sul nazismo: ecco quali sono

Sei un amante del cinema e della storia e vorresti sapere quali sono i film sul nazismo più interessanti e utili da vedere?

Devi sapere che il mondo della cinematografia ha spesso trattato questo tema: dai documentari filmati sulla Shoah ai lungometraggi storici sul regime di Hitler.

In questo articolo, andremo alla scoperta di alcuni dei migliori film sul nazionalsocialismo, ovvero quelle pellicole in grado di affrontare quel delicato periodo storico che ha finito per sconvolgere l’Europa e il mondo intero. Una vera e propria guida a cosa vedere per approfondire questa tematica.

Vuoi saperne di più? Allora non perdere i prossimi paragrafi.

LEGGI ANCHE – Libri sul terrorismo: ecco quali leggere.

Film sulla Shoah e i nazisti

Come già accennato, tra pellicole sul regime e filmografia seconda guerra mondiale, non mancano di certo testimonianze nel mondo del cinema italiano ed internazionale su ciò che fu il nazismo. Nei prossimi paragrafi di questo articolo, conosceremo alcune delle più importanti opere cinematografiche legate a questa tematica. I migliori film sul nazismo, appunto.

I ragazzi del Reich

Iniziamo il nostro viaggio tra i film sul nazismo, da questa pellicola del 2004 scritta e diretta da Dennis Gansel.

Protagonista de I ragazzi del Reich è il giovane pugile tedesco Friedrich Weimer. Il suo talento nella boxe non passa inosservato, tanto che nel 1942, all’età di diciassette anni, Friedrich viene reclutato dalla prestigiosa scuola militare di Nationalpolitische Erziehungsanstalt (NaPolA), che aveva come compito quello di formare nuove reclute per il Reich.

Visto il parere contrario del padre, il ragazzo scappa di casa di notte, pur di raggiungere l’Istituto in autostop. Una volta dentro, comincia a stringere rapporti di amicizia con i suoi compagni di camerata, in particolare con Albrecht, il figlio del capo locale nazista.

Nel frattempo, le giovani reclute avranno modo di riscontrare sulla loro pelle cosa comportasse la formazione ideologica nazista, basata su rigidi rapporti gerarchici, ma anche di umiliazioni, quando non di violenze. Queste, per alcuni di loro, porteranno alla morte o al suicidio.

Black Blook

Per la serie film seconda guerra mondiale, ecco una delle pellicole più apprezzate in questo ambito. Uscito nelle sale nel 2006 sotto la direzione di Paul Verhoeven. Una storia di guerra e amore.

La trama è incentrata sulla vicenda di una cantante ebrea, tale Rachel Stein, scappata da Berlino per rifugiarsi nei Paesi Bassi. In seguito, la donna, unendosi alla Resistenza, assumerà l’identità di Ellis de Vries. Finché non viene incaricata di sedurre Ludwig Müntze, capo dei servizi di sicurezza delle SS, per carpirgli le prossime mosse dell’esercito tedesco. Infatti Rachel, o Ellis che dir si voglia, si innamorerà realmente dell’uomo e dovrà decidere da che parte stare.

Il grande dittatore

Facciamo un salto nel “vintage” con questo film sul nazismo del 1940, quindi contemporaneo al regime, visto dagli USA. Scritto, diretto, prodotto e interpretato dal mitico Charlie Chaplin.

Questo film su Hitler rappresenta una forte parodia satirica del nazismo ed in particolare della figura proprio di colui che fu Führer della Germania dal 1934 al 1945.

Bastardi senza gloria

Tra i più affascinanti film sugli ebrei durante il periodo nazista e la seconda guerra mondiale, c’è anche un capolavoro ucronico di Quentin Tarantino del 2009.

“I bastardi” in questione sono otto soldati ebrei reclutati dal tenente Aldo Raine, interpretato da Brad Pitt, paracadutati in Europa poco prima dello sbarco in Normandia.

La loro missione? Semplice quanto spietata: seminare il terrore fra i nazisti e uccidere barbaramente ogni soldato sulla loro strada.

La vita è bella

Capolavoro italiano di Roberto Benigni del 1997, vincitore di ben tre Premi Oscar.

La pellicola di questo film sull’Olocausto vede come protagonista Guido Orefice, un uomo ebreo simpatico e irriverente, istrionico e sognatore. Finché non viene deportato insieme alla sua famiglia in un lager nazista. Compreso il figlio, il piccolo Giorgio., che il padre cercherà di proteggere dall’orrore della guerra e dei campi di concentramento.

In che modo? Facendogli credere che faccia tutto parte di un fantastico gioco in cui dovranno affrontare prove durissime per vincere un meraviglioso premio finale. Un film sui campi di concentramento davvero unico.

Il bambino con il pigiama a righe

Proseguiamo la nostra lista film da vedere con questa pellicola del 2008, diretta e sceneggiata da Mark Herman.

Si tratta dell’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo dello scrittore irlandese John Boyne, datato 2006. Incentrato sull’amicizia speciale tra due bambini, divisi dal fil di ferro di un campo nazista. Da una parte Shmuel, bambino ebreo e che quindi indossa il “pigiama a righe” dei deportati, e dall’altra Bruno, piccolo di 8 anni di Berlino e molto curioso, nonché intraprendente e avventuroso.

La Caduta

Ecco qualcosa di diverso: un film sulla seconda guerra mondiale vista dai tedeschi.

Non si tratta di un film revisionista, ma che racconta, anche dal punto di vista umano, gli ultimi giorni di Adolf Hitler. Il bunker, la guerra che volge verso la sconfitta, la fine de nazismo, la morte.

Hitler, l’olocausto e il nazismo: altri film da vedere

Fin qui abbiamo acceso i riflettori su sei film sul nazismo la cui visione è fortemente consigliata, se si vuole conoscere e analizzare come si deve quel fenomeno storico. Ma la lista sarebbe ancora lunga. Tra film storici da vedere e visoni alternative, alcune addirittura tragicomiche, ecco altre cinque pellicole davvero interessanti:

  1. Il pianista. Il racconto di quanto vissuto dal pianista ebreo Władysław Szpilman. Film del 2002 diretto da Roman Polański;
  2. Schindler’s List. Basato sulla vera storia di Oskar Schindler, famoso per aver salvato durante la seconda guerra mondiale più di mille ebrei dallo sterminio;
  3. Operazione Valchiria. Incentrato sulla preparazione dell’attentato del 20 luglio 1944 ai danni di Adolf Hitler perpetrato da un gruppo di ufficiali tedeschi;
  4. American History X. Pellicola dedicata al tema della tensione sociale e del razzismo negli Stati Uniti, con chiari richiami al nazismo, interpretato da Edward Norton;
  5. Lui è tornato. Commedia satirica su una improbabile storia che vede Adolf Hitler si risvegliarsi nel 2014 nel prato dove sorgeva il Führerbunker, nella Berlino odierna. Come reagirà e che impatto avrà il redivivo Führer società contemporanea?

E con questo è tutto, si conclude qui la guida Unicusano sui film sul nazismo. Non rimane che augurarti buona visione.

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Libri sul terrorismo: ecco quali leggere

Sei uno studente di geopolitica o un appassionato di storia alla ricerca di libri sul terrorismo?

Allora hai decisamente trovato l’articolo che fa per te. Quella che stai leggendo, infatti, è una vera e propria guida a tema sul terrorismo e i migliori testi in grado di spiegare storia, ramificazioni e psicologia del terrorismo.

Un drammatico e preoccupante fenomeno, che cercheremo di raccontare attraverso attraverso le opere letterarie che lo riguardano. Dai libri sul terrorismo anni 70 e la lotta armata degli anni di piombo ai libri sull’Islam fondamentalista di ieri e di oggi.

L’argomento ti interessa? Allora non perdiamo tempo e andiamo subito a scoprire i migliori libri sul terrorismo.

LEGGI ANCHE – Libri fisica quantistica: la nostra top ten.

Terrorismo italiano e internazionale: libri consigliati

Come detto, nei prossimi paragrafi andremo dunque a scoprire quali sono i libri sul terrorismo da leggere assolutamente. Non perderti la nostra top five redatta per l’occasione. All’interno troverai i migliori scritti di letteratura italiana e terrorismo, ma anche libri su Isis e Al Qaeda e altre forme di fondamentalismo e stragismo mondiale. Insomma: sia libri sul terrorismo internazionale che italiano. Premesso ciò, non ci rimane che augurarti buona lettura.

Un affare di Stato

Il delitto Moro e la fine della Prima Repubblica analizzati da Andrea Colombo, che da una lettura di quei drammatici 55 giorni di detenzione del politico della Democrazia Cristiana, rapito dalle Brigate rosse.

Sequestro avvenuto con la strage di via Fani a Roma, un sanguinoso agguato terroristico compiuto il 16 marzo 1978 e nel quale persero la vita i componenti della scorta di Aldo Moro.

Il filo conduttore della tesi dell’autore è quello che a condannare a morte Moro, più che le follie rivoluzionarie, fu la meschina logica di alcuni partiti, a seguito di un durissimo scontro a sinistra sfociato nelle scelte omicide delle stesse BR.

Libri terrorismo italiano: Cuori Neri

Uno dei romanzi sul terrorismo degli anni di piombo più importanti e discussi, in quanto scritto da Luca Telese, già portavoce del Partito della Rifondazione Comunista, che però racconta le storie reali di ventuno giovani di destra (o considerati sommariamente “fascisti” in quanto non impegnati politicamente a sinistra).

Ventuno ragazzi caduti prima nella guerra spietata che insanguinò gli anni ’70 italiani e poi nel dimenticatoio al grido di “uccidere un fascista non è reato”. Dal rogo di Primavalle e l’eccidio di Acca Larentia alla morte di Sergio Ramelli, uno studente milanese barbaramente ucciso sotto casa a colpi di chiave inglese in testa per aver scritto un tema contro le Brigate Rosse.

Fino all’omicidio che chiude quella drammatica stagione di sangue: quello di Paolo Di Nella avvenuta nel 1983. Segno di discontinuità con il passato, infatti, fu la visita in ospedale del Presidente della Repubblica dell’epoca, Sandro Pertini, proprio a Di Nella, ormai in coma irreversibile. Un gesto che nell’immaginario di molti, ha rappresentato un importante momento di pacificazione nazionale in quegli anni tormentati.

A Cuori Neri è seguito Cuori Contro, un libro “sulle ferite sempre aperte di una stagione di piombo”, che ripercorre con dovizia di particolari le storie degli “opposti estremismi”: quella della destra eversiva italiana e quella della sinistra rivoluzionaria.

La rabbia e l’orgoglio

Ed eccoci ad una pietra miliare degli scrittori italiani sul terrorismo. Stiamo parlando di Oriana Fallaci.

“La rabbia e l’orgoglio” rappresenta il primo libro de “La Trilogia di Oriana Fallaci”, insieme ad altri due bellissimi libri:

  1. La forza della ragione (di cui parleremo più avanti);
  2. Oriana Fallaci intervista sé stessa – L’Apocalisse.

In questo primo volume, la Fallaci riporta i suoi pensieri riguardo ai temi legati all’11 settembre 2001. Dal tema Isis al ruolo degli Stati Uniti e dell’Occidente, l’Italia, l’Europa e il terrorismo islamico.

Tutto nasce dall’articolo della stessa autrice apparso su Il Corriere della Sera il 29 settembre 2001 in seguito proprio all’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre. A seguito del quale il direttore dell’epoca del giornale, Ferruccio De Bortoli, convinse la stessa ad estendere le sue riflessioni e prese di posizioni in merito in un libro.

Il risultato? Il libro ha avuto straordinario successo in tutto il mondo vendendo milioni di copie e necessitando di  ben ventotto ristampe per soddisfare l’enorme mole di richieste.

La forza della ragione

Secondo capolavoro di Oriana Fallaci all’interno della nostra selezioni di libri sul terrorismo. Uscito dopo La rabbia e l’orgoglio, più che un sequel è al risposta ai violenti attacchi ricevuti dall’autrice da parte di gruppi islamici e politici, oltre che da alcuni mass media a seguito del forte impatto avuto proprio dal primo libro.

In particolare, La forza della ragione è dedicato a Fabrizio Quattrocchi, agente di sicurezza privata rapito e ucciso in Iraq e medaglia d’oro al valor civile alla memoria, nonché a tutti a tutte le vittime dell’estremismo religioso.

Il mio nome è Parvana

Concludiamo con uno dei più interessanti libri per ragazzi sul terrorismo, ma ugualmente bello da leggere anche per altre età. Abbiamo preferito categorizzarlo così, infatti, semplicemente perché al centro della trama c’è proprio una ragazzina di quindici anni: Parvana.

Arresta dai soldati americani perché trovata a vagare tra le macerie di una scuola bombardata nell’Afghanistan e sospettata di terrorismo. Una storia che lascia trasparire un Paese in cui la guerra non è mai realmente superata e la libertà e l’emancipazione femminile destano ancora paure, sospetti e preoccupazioni. L’autrice del libri è Deborah Ellis.

E con questo siamo giunti alla conclusione della guida Unicusano sui più bei interessanti libri sul terrorismo da leggere.

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Giochi di concentrazione: ecco quelli da provare

uStai cercando giochi di concentrazione per stimolare e mettere alla prova la tua intelligenza o la tua memoria?

Un po’ come la meditazione guidata, certi esercizi per allentare il cervello sono molto utili, oltre che simpatici e divertenti da fare. Soprattutto se hai problemi di concentrazione, ma non solo. Tra indovinelli per bambini, rompicapi sulla densità dell’acqua o la Forza di Coriolis, giochi di memoria e via dicendo, le alternative non mancano.

E proprio di queste tecniche di concentrazione ludiche ci occupiamo in questo articolo.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo e iniziamo subito. Pronti, partenza, via: iniziamo a giocare.

Giochi per la mente: come migliorare la memoria

Nei prossimi paragrafi, andremo dunque a scoprire quali sono i giochi per la memoria più utili e divertenti per allenare la mente e la vitalità cognitiva nei bambini e negli adulti. Una vera e propria guida sui migliori giochi mentali per potenziare il cervello e la concentrazione.

Un grande classico: il gioco del fazzoletto

Chi non ci ha mai giocato almeno una volta, soprattutto da piccoli? Per svolgerlo occorre un minimo di tre partecipanti. Uno di questi si mette in mezzo e facendo pendere da una mano un fazzoletto. Gli altri si posizionano alle due estremità, formando delle coppie. Chi sta al centro tenendo il fazzoletto chiama una delle coppie (o conta fino a cinque nel caso di due soli concorrenti).  Il più veloce prende il fazzoletto per primo e deve portarlo dal suo lato senza farsi toccare dall’avversario. Tra i giochi di attenzione e concentrazione per bambini (ma non solo) più longevi, in quanto facile da fare e che impone di non distrarsi: chi sente e percepisce per primo di essere il giocatore chiamato in causa parte decisamente in vantaggio.

Tesoro nascosto: in fondo al mare

Altro divertente esempio di giochi di concentrazione per bambini e adulti. L’ideale è farlo insieme.

In che modo? Basta una piccola vasca da riempire con dell’acqua. All’interno della quale inserisci diversi oggetti, come ad esempio:

  1. Una matita
  2. Un bicchiere
  3. Una moneta
  4. Un sacco
  5. Un pennarello

Successivamente benda il tuo bambino e provate a indovinare cosa si nasconde “in fondo agli abissi”.

Memory: osservare e ricordare

Uno dei giochi per il cervello più popolari e divertenti di sempre. I concorrenti devono trovare il doppione di ogni carta in gioco. Ovvero tra quelle disposte a dorso coperto sul tavolo senza un ordine preciso. Per ogni turno ogni giocatore, a rotazione, può girare due carte, finché non trova la coppia esatta. Se il tentativo non va a buon fine, le carte si ricoprono, rimanendo nella stessa posizione.

Per vincere, è dunque necessario riuscire a ricordare quali carte sono state già scoperte nei tentativi precedenti. Così facendo, qualora dovesse venire scoperto il doppione durante il gioco, da te o un avversario, potrai facilmente svelare l’accoppiata.

Giochi concentrazione online: Neuro Nation

In questo caso, ti proponiamo un gioco di concentrazione disponibile principalmente come app, con il quale puoi dunque interagire attraverso il tuo smartphone. Neuro Nation racchiude quasi 30 esercizi per la mente, nonché sette corsi ad hoc.

Siamo nel campo dei giochi di intelligenza più interessanti che si trovino in circolazione. Non a caso è stato pensato e realizzato da diversi neuroscienziati e fisici famosi. Il tutto proprio con lo scopo di aumentare la concentrazione, mettere alla prova la tua memoria e stimolare il pensiero logico e deduttivo. Mica male, vero?

Giochi di attenzione e osservazione: Memorando

Non solo un semplice gioco per il cervello, una vera e propria palestra per le meningi. Dispone di ben 15 tipi di esercizi per la mente divisi per aree: dalla memoria alla logica, dalla concentrazione alla reazione e alla velocità. Se vuoi metterti alla prova, è molto diffuso anche tra i giochi per la mente gratis da scaricare su Play Store, App Store e Amazon.

Cosa aspetti? Metti subito alla prova la tua elasticità mentale.

Giochi per bambini e ragazzi con problemi di attenzione e iperattività: legolino

Legolino è uno dei più interessanti giochi di concentrazione per bambini iperattivi, ma non solo. Questo perché richiede tre qualità imprescindibili per essere risolto:

  1. Spirito d’osservazione;
  2. Pazienza;
  3. Concentrazione.

Indispensabili per riuscire a completare tutte le immagini proposte da questo bellissimo gioco da tavolo. Uno dei migliori giochi per aumentare la concentrazione nei bambini iperattivi.

Altri giochi per bambini tra i 6 e gli 8 anni

Questi sono solo alcuni delle tante attività che si possono fare con i bambini in tenerissima età.

Chiudiamo questa nostro articolo con un focus specifico sui giochi di concentrazione per bambini di 6 anni o più. Ecco qualche esempio a raffica:

  1. Studiare e imparare testi, canzoni o poesie a memoria;
  2. Mosaico e collage con pezzetti di carta colorati;
  3. Memory con animali da proteggere;
  4. UNO (detto anche SOLO), tra i giochi di carte più apprezzati e divertenti, oltre che utili per la concentrazione de piccolo;
  5. Le carte rotonde di DOBBLE, che aiutano ad aguzzare la vista e riconoscere le figure prima degli altri.

E con questi 5 giochi concentrazione bambini, si conclude questa guida Unicusano. Che aspetti, segui i nostri consigli e corri a giocare.

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Film anni 50: 5 pellicole da vedere

Sei un amante del cinema vintage e avresti voglia di vedere i migliori film anni 50? Allora sei nel posto giusto.

In questo articolo, infatti, andremo alla scoperta delle cinque migliori pellicole prodotte in quell’affascinante periodo storico. Un viaggio entusiasmante tra commedie americane, veri e propri film kolossal, meteore e attori famosi anni 50.

In poche parole: non ci faremo mancare proprio nulla, dai grandi classici che hanno segnato un’epoca alle produzioni innovative che hanno condizionato il futuro del cinema fino ai giorni nostri.

Non vedi l’ora di saperne di più? Allora non perdiamo tempo e lanciamoci subito alla ricerca dei più bei film anni 50 da vedere. Buona lettura e, speriamo presto, buona visione.

LEGGI ANCHE – Film fisica quantistica: ecco le 10 pellicole da non perdere.

Film classici: la nostra top five anni ’50

Abbiamo stilato per te una vera e propria top five di film anni 50, italiani e stranieri, da consigliarti. Nei prossimi paragrafi andremo a conoscerli uno per uno. Ci stai? Molto bene, allora cominciamo immediatamente a svelare la nostra “lista films“.

Pane, amore e fantasia

Iniziamo subito con un cult dei film anni 50 italiani.

Pane, amore e fantasia è una pellicola del 1953 diretta da Luigi Comencini. Per l’esattezza, si tratta del primo episodio di una tetralogia. Seguiranno, infatti altri tre film della stessa serie, ovvero:

  1. Pane, amore e gelosia di Dino Risi nel 1954;
  2. Pane, amore e…  sempre di Dino Risi, ma nel 1955;
  3. Pane, amore e Andalusia di Javier Setó nel 1958.

Commedie sentimentali che hanno fatto la storia del cinema italiano e non solo.

I Vitelloni

Proseguiamo con un atro film anni 50 made in Italy.

Non poteva mancare, infatti, nella nostra top five un film diretto dal leggendario Federico Fellini. Abbiamo scelto, fra tutti i suoi capolavori, I Vitelloni, pellicola del 1953 incentrata sulle vicende di un gruppo di cinque giovani:

  1. Leopoldo, l’intellettuale del gruppo;
  2. Fausto, donnaiolo;
  3. Alberto, l’infantile
  4. Moraldo, il maturo;
  5. Riccardo, l’inguaribile giocatore

Cinque personaggi interpretati da altrettanti grandi attori: Leopoldo Trieste, Franco Fabrizi, Alberto Sordi, Franco Interlenghi e Riccardo Fellini. Mica male come cast, vero?

I soliti ignoti

Ed ecco un altro dei capolavori del cinema italiano di tutti i tempi, non soltanto tra i film anni 50. Pellicola del 1958 diretta da un altro mostro sacro del settore, un’altra straordinaria eccellenza italiana invidiataci in tutto il mondo: Mario Monicelli.

Film talmente apprezzato da essere premiato con due nastri d’argento e ad aver sfiorato il premio Oscar come miglior film straniero nel 1959. Non a caso a parte della lista dei cento film italiani da salvare, un progetto realizzato dalle Giornate degli Autori all’interno della Mostra del cinema di Venezia, con la collaborazione di Cinecittà Holding e il sostegno del Ministero dei Beni Culturali.

Il film è ispirato alla novella Furto in una pasticceria di Italiano Calvino ed è considerato uno dei capisaldi del genere “caper movie”.

Quando la moglie è in vacanza

Passiamo ai film anni 50 americani con questo capolavoro del 1955 diretto da Billy Wilder.

Dal titolo originario The Seven Year Itch, è noto per aver consacrato la diva Marilyn Monroe come un’icona senza tempo. Chi non ha mai visto la mitica scena in cui la gonna della famosa attrice americana anni 50 viene sollevata dal vento della metropolitana?

Operazione sottoveste: trailer

Con la trama di Operazione Sottoveste, si conclude la nostra top five di film anni 50.

Si tratta di un film commedia USA del 1959 diretto da Blake Edwards. Tra i protagonisti, in un cast davvero stelle, due grandi attori del calibro di Cary Grant e Tony Curtis.

Una commedia americana divertente, nonostante sia ambientata in un contesto drammatico come quello della seconda guerra mondiale. Il protagonista della storia, infatti, è al comando di un sommergibile, passato alla storia come “sommergibile rosa” che si trova a dover fronteggiare alcuni imprevisti davvero inimmaginabili. Tra questi, in particolare, quello di dover ospitare un’intera squadra di ufficiali ausiliare. Immagina lo scompiglio che ciò è in grado di portare all’interno dell’equipaggio.

E con questi due film anni 50 americani completi la tua top five tra cui poter scegliere quale capolavoro del cinema dell’epoca vedere per primo. Non ci rimane che augurarti buona visione, ma prima, vogliamo regalarti un ultima chicca. Scoprila nell’ultimo paragrafo di questo articolo.

Attori americani anni 50

Chiudiamo la nostra guida ai film anni 50 con un piccolo regalo extra: una carrellata di nomi dei migliori attori americani dell’epoca. Le cui interpretazioni hanno reso ancor più memorabili le pellicole che ti abbiamo presentato in questo articolo e non solo. Attori e attrici anni 50 che hanno davvero fatto la storia del cinema internazionale.

Tra questi, infatti, troviamo artisti del calibro di: Audrey Hepburn, i già citati Cary Grant e Marilyn Monroe, Doris Day, Glen Ford, Debbie Reynolds, Deborah Kerr, Ginger Rogers, Jack Lemmon, David Niven, Katherine Hepburn, Spencer Tracey, Steve McQueen, Grace Kelley, James Stewart, Sophia Loren, Rock Hudson, Clarke Gable, Sandra Dee, Rex Harrison, Lauren Bacall, Jane Russell, Walter Matthau, Paul Newman, Joan Woodward,  Kim Novak, Brian Keith, Maureen O’Hara, Heyley Mills, George Peppard, Bobby Darin, Humprey Bogarth, William Holden, Shirley McLain, Jane Fonda, Peter O’Tool, Maurice Chevalier.

E con questo è tutto: si conclude qui la nostra guida sui film anni 50.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. 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I Vostri dati personali potranno, pertanto, essere da noi comunicati a destinatari esterni alla nostra struttura, fermo restando che nessuna diffusione è prevista di tali dati personali a soggetti indeterminati. Tali soggetti verranno nominati responsabile del trattamento. Conferimento dei dati personali e periodo di conservazione degli stessi Il conferimento da parte Vostra dei dati personali, fatta eccezione per quelli previsti da specifiche norme di legge o regolamento, rimane facoltativo. Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. Oltre ai diritti sopra elencati in qualità di interessati, nei limiti di quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, potrete esercitare i diritti di limitazione del trattamento, di opposizione allo stesso ed il diritto alla portabilità esclusivamente per i dati personali da Voi forniti al titolare secondo l’art. 20 del regolamento citato. La informiamo inoltre che il base al Codice della Privacy e al nuovo regolamento europeo potrete proporre azioni a tutela dei Vostri diritti innanzi al Garante per la protezione dei dati personali, c.d. reclamo previsto dal all’art. 77 del predetto regolamento. Si informa infine che nei limiti nei quali sarà ritenuto applicabile al trattamento dei dati che Vi riguardano potrete esercitare un diritto di revoca del consenso al trattamento dei dati comunicando tale revoca al titolare del trattamento.

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