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Cosa si può insegnare con una laurea in scienze dell’educazione?

Per molti, l’insegnamento è più di un semplice lavoro, ma una vera e propria vocazione. Conseguire una laurea in scienze dell’educazione è il modo migliore per perseguire questa carriera. Questo titolo di studio prepara gli studenti al ruolo di insegnanti e formatori, nelle scuole elementari, ma anche superiori, sia nel sistema scolastico pubblico che privato.

Il percorso accademico attivato da Unicusano in scienze dell’educazione permette ai corsisti di acquisire tutte le competenze necessarie nel campo delle scienze sociali, della pedagogia e dell’educazione. La classe di laurea assegnata a questo percorso è la L-19, che a livello ministeriale, non consente l’accesso diretto all’insegnamento a scuola.

Come poter iniziare a insegnare, dunque, con questa tipologia di formazione? Lo spieghiamo nel dettaglio.

L’iter per insegnare con scienze dell’educazione

La laurea in scienze dell’educazione non abilita direttamente all’insegnamento. Questa strada è possibile con specifici titoli di studio:

  • diploma magistrale;
  • diploma socio-psico-pedagogico;
  • diploma sperimentale a indirizzo linguistico conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002;
  • laurea in scienze della formazione.

La sola laurea triennale in Scienze dell’Educazione non consente l’accesso all’insegnamento nella scuola primaria e secondaria di I e II grado, ma consente di esercitare come educatore dei servizi educativi per l’infanzia (0-3 anni).

Tuttavia, la laurea in scienze dell’educazione permette l’accesso diretto al terzo anno di scienze della formazione, dopo aver superato l’esame e si può accedere in maniera diretta alle graduatorie di terza fascia. Questa comprende i docenti di scuola secondaria di I e II grado non abilitati, in possesso del titolo di studio valido per l’accesso all’insegnamento.

Per diventare invece docente di ruolo, c’è bisogno innanzitutto di superare il concorso ministeriale e poi di acquisire i crediti formativi mancanti per l’abilitazione.

Una delle opportunità potrebbe essere infatti quella di frequentare un master o una specializzazione dopo laurea in scienze dell’educazione, che ti darebbe la possibilità di acquisire ulteriori crediti. In alternativa, si possono contattare direttamente le università per poter sostenere gli esami.

Per lavorare invece come educatore dell’infanzia non è richiesto il superamento del concorso, poiché la sola laurea triennale in scienze dell’educazione consente l’accesso alle scuole dell’infanzia, ludoteche e centri di educazione. Si potrà dunque lavorare presso nidi e micronidi, sezioni primavera e servizi integrativi, gestiti da enti pubblici e privati. L’indirizzo scelto deve però essere specifico per educatori dei servizi educativi per l’infanzia.

L’educatore può inoltre scegliere anche una carriera come libero professionista, svolgendo percorsi educativi e di formazione in scuole e centri per l’infanzia.

Cosa posso insegnare con la mia laurea?

Il requisito per partecipare al concorso a cattedra è il possesso da parte degli aspiranti docenti dell’abilitazione all’insegnamento, ovvero di un titolo che abbia valore abilitante per una specifica classe di concorso, solitamente una laurea magistrale con specifici settori disciplinari.

Ogni titolo accademico viene classificato con un codice specifico, detto classe di concorso. Per capire quali sono le classi di concorso corrispondenti ai titoli di studio posseduti, è possibile effettuare delle ricerche su alcuni portali di insegnamento, che permettono di risalire alla classe di appartenenza tramite l’inserimento delle proprie qualifiche.

Per le materie antropo-psico-pedagogiche sono richiesti almeno 24 CFU, requisito che decade se si sono svolti almeno 3 anni di servizio a scuola. Una volta raggiunto il punteggio minimo in tutte le prove concorsuali si avrà diritto all’abilitazione all’insegnamento, che ha valore nazionale.

Il DM 259/2017 stabilisce cosa si può insegnare con la propria laurea. La Tabella A riporta i titoli di laurea per insegnare nella scuola secondaria, la tabella B fa invece riferimento principalmente ai titoli di diploma ITP. Ad esempio, con una laurea in architettura è possibile insegnare disegno e storia dell’arte nella scuola secondaria, mentre la sola laurea in scienze dell’educazione permette l’insegnamento soltanto presso gli istituti d’infanzia.

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La to do list per preparare un esame universitario

A prescindere dal grado di preparazione, gli esami intimidiscono la maggior parte degli studenti. E, giustamente, chiunque si sentirebbe sotto pressione con un esame in grado di incidere sulla media. Ma nulla è fuori dal nostro controllo, e ci sono ancora alcune cose che possiamo fare per alleviare le preoccupazioni dell’esame.

Quelli che seguono possono sembrare consigli di buon senso, ma nessuno ragiona lucidamente quando è nervoso, spaventato o preoccupato. Ecco perché è importante avere una checklist nel caso in cui tu abbia bisogno di aiuto per ricordare come organizzarti prima, dopo e durante gli esami.

Cosa fare prima dell’esame?

Sai che hai un esame in arrivo tra poche settimane e i nervi iniziano a farsi sentire. Completare la revisione in anticipo è un ottimo modo per assicurarti di aver appreso tutto con largo anticipo, e anche per mantenere al minimo il nervosismo quando si entra in sede d’esame.

  • Crea un piano di studio. Crea un calendario per assicurarti di gestire correttamente il tuo tempo prima dell’esame. Crea delle scadenze settimanali e fissa degli obiettivi giornalieri.
  • Utilizza più fonti. Non limitarti alle dispense o alle pagine dei libri: internet può essere una grande risorsa, soprattutto per chi apprende visivamente. Cerca documentari, esercitazioni e qualsiasi cosa che ti offra una panoramica completa sull’argomento.
  • Crea risorse per l’apprendimento. E’ importante dotarsi di tutti gli strumenti necessari per apprendere correttamente. Se questo significa creare attività, diagrammi e schede flash, allora dovresti usarli a tuo vantaggio nelle prime fasi del processo di studio.
  • Fai squadra con altri studenti. Quando si tratta di esami, tutti sono sulla stessa barca. Organizzare una sessione di studio con i tuoi compagni di corso è un ottimo modo per colmare le lacune nella tua conoscenza collettiva.
  • Prepara il tuo spazio di studio. Prenditi del tempo per capire in quale tipo di ambiente lavori meglio. Molti preferiscono il silenzio di una biblioteca, mentre altri preferiscono l’aria aperta.

La preparazione per un esame non riguarda solo l’apprendimento dei contenuti del corso, ma anche l’acquisizione del giusto stato d’animo.

  • Prova gli esercizi di respirazione. Impariamo meglio quando siamo rilassati e a nostro agio in un ambiente di studio. Regolarizzare lo schema respiratorio può fare molto per potenziare le capacità di concentrazione. Questo tipo di esercizio aiuterà ad alleviare lo stress e aumentare il flusso di ossigeno al cervello, preparandoti a dare il massimo.
  • Prova le tecniche di visualizzazione. Visualizzare te stesso mentre raggiungi il successo dell’esame è un ottimo modo per contrastare eventuali sentimenti negativi che potresti avere nei confronti dei tuoi prossimi esami. Ti fornisce un livello di sicurezza che ispira la produttività e ti aiuta durante le lunghe sessioni di studio.
  • Mangia i cibi giusti. La dieta può avere un impatto, positivo o negativo, sul modo in cui funziona il cervello e assicurarsi di seguire un’alimentazione equilibrata con molti alimenti ricchi di vitamine ti assicurerà che il tuo cervello sia al massimo della forma sia prima che durante l’esame.

Cosa fare la sera prima dell’esame?

Nessuno la mattina vuole fare corse alla ricerca del vocabolario di latino o delle matite da disegno quando si sta cercando di uscire dalla porta. Preparare determinate cose la sera prima di un esame può aiutare a ridurre lo stress e affrontare la mattinata in maniera più distesa. Organizza queste cose la sera prima dell’esame, in modo da andare a dormire tranquillo e svegliarti in tutta tranquillità.

  • Raccogli i tuoi materiali. Prima di tutto, prepara i tuoi materiali la sera prima. Affila le tue matite di legno n. 2 e tienile pronte per l’uso con la calcolatrice e le batterie di ricambio. In questo modo sai di averli, sai dove sono e sai che sono pronti all’uso.
  • Dormi a sufficienza. La tua mente potrebbe correre la notte prima di un esame, ma il cervello non è produttivo con poche ore di riposo. Rilassa la mente con un libro o una tazza di tè e dimentica il cellulare. Mira ad almeno 8 ore di riposo.
  • Imposta la sveglia. Metti la sveglia qualche minuto prima del solito: questo ti permetterà di avere più tempo per non sentirti affrettato.
  • Prepara i vestiti. Scegli i tuoi vestiti in anticipo: è importante averli pronti in modo da non spendere 10 minuti a cercare la tua camicia fortunata.
  • Traccia il tuo percorso la sera prima. Se l’esame si svolge in una sede che non conosci, cercala online e salva il percorso. Sarà difficile cercare di capire il giorno stesso che strada prendere. Assicurati di considerare uno scarto di tempo per il traffico: pianifica il tuo tempo in modo da poter arrivare sul posto con 20 minuti di anticipo.

Cosa fare il giorno d’esame?

È molto importante al mattino essere concentrati sul risveglio sia della mente che del corpo in modo da ottimizzare il rendimento in fase d’esame. Di cosa tener conto?

  • Assicurati di essere vigile. Questo non significa svegliarti e imbottirti di bevande energetiche – infatti, quelle ti farebbero solo crollare in seguito e ridurre la concentrazione a metà dell’esame. Assicurati di dormire a sufficienza la notte prima e concediti il ​​tempo di fare una colazione leggera ma nutriente.
  • Verifica di avere tutto ciò di cui hai bisogno. Assicurati di lasciare il tuo appartamento con tutte le attrezzature necessarie, il tuo libretto esami, il materiale di studio e qualsiasi altra risorsa richiesta dai tuoi professori.
  • Ascolta musica. Ascolta musica mentre ti prepari o quando sei in strada. Se hai una playlist delle tue canzoni preferite, usala per stimolare il risveglio. Ciò consente al cervello di iniziare a elaborare e ricordare le informazioni.
  • Ripeti affermazioni positive. Evita i pensieri negativi e ricorda a te stesso che sarai in grado di fare del tuo meglio.
  • Calmati con la respirazione controllata. Se ti senti nervoso, fermati e prenditi del tempo per concentrarti solo sul fare respiri profondi e regolari. La respirazione controllata è nota per ridurre l’ansia e calmare i nervi.

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Laurea in giurisprudenza a 50 anni: è una buona idea?

Andare alla facoltà di giurisprudenza è una decisione importante a qualsiasi età. È un enorme impegno finanziario ed è anche un impegno significativo in termini di tempo. Ma non c’è dubbio che vale il sacrificio se hai sempre voluto essere un avvocato.

L’età media degli studenti del primo anno di giurisprudenza è di circa 24 anni, ma forse hai intrapreso un’altra professione nel frattempo e stai pensando: “E se tornassi a scuola e mi laureassi in legge?”

Andare alla facoltà di giurisprudenza può essere una sfida formidabile per gli studenti più grandi. Se tieni in considerazione che si tratta di un mercato del lavoro saturo, con una concorrenza spietata, potresti chiederti se saresti in grado di garantirti un lavoro anche laureandoti dopo i 50 anni.

In questo articolo ti daremo dei suggerimenti per aiutarti a capire se sei pronto per la scuola di legge e se vale la pena laurearti tardi.

Differenza di età

L’età porta molte cose buone, ma tende anche a rallentare l’apprendimento. A seconda di quanto tempo è passato dall’ultima volta che hai decifrato un libro di testo, potresti avere difficoltà a riprendere la routine di studio e a conservare ciò che hai imparato. Anche i tuoi impegni familiari possono rallentarti nel percorso di studi.

Ma laurearsi tardi ha anche i suoi vantaggi, legati soprattutto alle esperienze, professionali e non, svolte nel frattempo. Inoltre, il pregiudizio sull’età esiste nella professione legale proprio come in molti altri settori. Alcune aziende preferiscono assumere dipendenti più giovani e inesperti che sono disposti a lavorare per meno soldi, nonché per la loro longevità di carriera, capacità di formazione e impegno.

Le abilità acquisite negli anni prima del ritorno sui banchi di scuola possono però essere dalla tua parte, soprattutto se il settore in cui lavori è affine a quello in cui ti stai formando. In questo caso avresti molta più esperienza pratica rispetto a un neolaureato più giovane. Le competenze lavorative “reali” contano molto più del titolo di studio.

Opportunità di carriera 

Le statistiche mostrano che non è facile per gli avvocati più anziani trovare lavoro in grandi studi legali, ma questo non significa che non avrai alcuna opportunità all’orizzonte. Secondo i dati riportati da Almalaurea, il 53% dei laureati in giurisprudenza di età pari o superiore a 36 anni entra in uno studio privato o si unisce a studi con meno di 10 avvocati. Solo il 17% entra a far parte di aziende che impiegano più di 250 avvocati.

Esamina i tuoi obiettivi. Se stai pensando di andare a scuola di legge a 50 anni, probabilmente lo stai facendo perché la legge è qualcosa di cui sei sempre stato avido. È qui che devi vendere te stesso. Se hai una passione per la legge, falla vedere. Sì, potresti non avere una carriera lunga quanto quella di un 27enne, ma potresti avere molte più competenze.

Impegno di tempo 

Laurearsi tardi può anche rappresentare un netto vantaggio in termini di tempo sui candidati più giovani. A 50 anni i tuoi figli sono cresciuti per poter dedicare la tua vita allo studio e gli impegni familiari potrebbero essere molto più gestibili. Fai un passo indietro e ripensa alla tua vita. Riusciresti ad impegnarti per le 50 e le 80 ore settimanali che molti studi legali richiedono?

Un vantaggio per la gestione degli impegni personali e accademici è rappresentato dalla didattica a distanza. L’Università di Potenza offre la possibilità di conseguire il titolo di studio in giurisprudenza senza frequentare le lezioni, ma studiando da casa per poi presentarsi in facoltà soltanto in occasione degli esami. La piattaforma telematica permette infatti di seguire le lezioni e scaricare il materiale didattico necessario per prepararsi alle sessioni.

Competitività

In molti campi è necessario rimanere costantemente aggiornati. Molte aziende scelgono di assumere impiegati più giovani piuttosto che investire nel miglioramento delle competenze e nella riqualificazione della propria forza lavoro attuale e, in tali circostanze, sono gli anziani a essere più spesso svantaggiati. Tornare a scuola per conseguire una laurea è un ottimo modo per rafforzare le conoscenze esistenti o sviluppare competenze per rimanere competitivi nella forza lavoro.

Iscriversi all’università è spesso anche un modo per affrontare nuove sfide, imparare cose nuove e approfittare di un’opportunità di sviluppo personale. Per molti adulti, in particolare quelli che non hanno potuto proseguire negli studi per motivi lavorativi, conseguire una laurea è un obiettivo a lungo sperato. Che sia per la realizzazione personale, per ispirare un figlio o un nipote o semplicemente per poter dire “Ce l’ho fatta”, tornare all’università è un modo per dare alle proprie ambizioni l’opportunità di spiccare.

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Le 7 cose che (ancora) non sai della Facoltà di Economia

I soldi fanno girare il mondo. Svolgono un ruolo importante nella politica, nel diritto, nella geografia e in quasi tutti i campi della società. Capire come le persone, le aziende e i Paesi gestiscono le proprie finanze è una delle competenze più preziose per qualsiasi datore di lavoro.

Ma l’economia è va ben oltre gli indici di borsa e le statistiche. È uno studio affascinante sulla psicologia, sul perché le le organizzazioni prendono determinate decisioni e su come le risorse sono distribuite in tutto il mondo.

Se hai deciso che il tuo futuro sarà in questo settore, ecco cosa aspettarti dalla Facoltà di Economia.

1. Avrai una maggiore comprensione di come funziona il mondo

L’economia svolge un ruolo di primo piano nel mondo che ci circonda. È una scienza attuale, cambia sempre; è sempre interessante. Riguarda il mondo moderno; si tratta di come ci comportiamo, come si comportano le imprese e come si comporta il governo. Studiare economia all’università ti offre una nuova visione dei meccanismi finanziari ed economici che regolano il mondo.

Imparerai di più sull’impatto che le decisioni hanno su aziende specifiche, su interi settori e a livello nazionale, ma anche sull’impatto del commercio internazionale, e le sue conseguenze. Scoprirai l’effetto che le politiche del governo hanno sull’economia e sull’occupazione; sia nel bene che nel male. Imparerai tutto da ciò che determina il prezzo di beni e servizi al motivo per cui gli standard di vita medi variano così ampiamente all’interno e tra i paesi.

Una laurea in economia i aiuterà a prendere decisioni più informate sia come consumatore che come elettore, perché ci offre tutti gli strumenti per pensare le cose in modo più chiaro e per comprendere le implicazioni delle ipotesi che potremmo fare.

2. Acquisirai abilità trasferibili

Quando studi economia acquisisci un kit di abilità, approcci e modi di pensare che puoi applicare a una vasta gamma di problemi. L’economia è una delle discipline centrali alla base dello studio del business e del management e delle politiche pubbliche.

Sebbene lo studio dell’economia ti preparerà specificamente ad una carriera come economista, ti permetterà di sviluppare anche preziose competenze traversarli, le cosiddette soft e hard skills, molto apprezzati in diversi contesti lavorativi.

Si tratta di acquisire il pensiero critico, scrivere e parlare in modo efficace, acquisire capacità di ricerca, analizzare i dati, imparare a gestire il tempo, lavorare in team, applicare il problem solving e dimostrare consapevolezza commerciale e culturale. Queste competenze sono ampiamente apprezzate in tutte le carriere nei settori pubblico e privato. Avrai un modo di pensare unico che potrai applicare ai problemi quotidiani.

3. Avrai ottime prospettive di guadagno

Poiché gli economisti saranno sempre necessari in tantissimi settori, c’è molta richiesta in questo campo soprattutto per quanto riguarda le analisi di mercato, la consulenza economica, le analisi del crediti, le analisi finanziarie e la consulenza e gestione di report aziendali.

Il potenziale per guadagnarsi da vivere negli affari è ovviamente piuttosto alto. Ciò significa che una laurea in economia può essere il potenziale per una carriera estremamente remunerativa. Lo stipendio di un laureato in economia a cinque anni dalla fine della triennale è secondo di dati del report di Almalaurea del 2020 di 1.450 euro netti. Superiore alla media complessiva per tutti i laureati: 1.418 euro.

Economia è anche tra le facoltà in cui cresce di più lo stipendio se invece di fermarsi al titolo di primo livello si prosegue a studiare per altri due anni, specializzandosi e conseguendo una laurea magistrale. In questo caso, lo stipendio di un laureato in economia passa da 1.450 a 1.634, sempre euro netti al mese.

4. Sono richieste competenze tecnologiche

La proliferazione della tecnologia web, del cloud computing e dei dispositivi di comunicazione mobile ha trasformato per sempre il panorama aziendale. Essere esperti di tecnologia non è più considerato un plus negli affari. È un requisito.

Devi prendere confidenza con le funzioni di base di un computer e di uno smartphone, essere in grado di utilizzare le risorse web per ottenere informazioni credibili, navigare sul web con consapevolezza dei rischi per la sicurezza e in devi essere in possesso delle competenze di base necessarie per telelavorare ove necessario.

Per gli studenti adulti in particolare, che non hanno avuto la stessa formazione tecnologica dei millennial, questa è una cosa fondamentale. Ne avrai bisogno per sopravvivere e per distinguerti dalla concorrenza. Assicurati che il processo di conseguimento della tua laurea in economia, a qualsiasi livello, includa una buona dose di pratica con la tecnologia pertinente.

5. Ti prepara per un mercato del lavoro in continua evoluzione

L’ampiezza e la flessibilità di una laurea in economia prepara gli studenti ad adattarsi a cambiamenti imprevisti e a sfruttare opportunità inaspettate. Uno studio di LinkedIn ha rilevato che i laureati cambiano lavoro e carriera circa quattro volte nei primi dieci anni dopo la laurea. Con le sue applicazioni ad ampio raggio, l’economia è un’ottima scelta in un mondo in continua evoluzione.

Lo studio dell’economia consente ai laureati di comprendere persone, aziende, mercati e governi e quindi di rispondere meglio alle minacce e alle opportunità che emergono quando le cose cambiano. I laureati in economia sono ben posizionati in un mondo in continua evoluzione perché hanno capacità di problem solving e analitiche che consentono loro di avere successo in una varietà di percorsi di carriera: diritto, gestione del rischio, attuario, finanza, affari esteri, pubblica amministrazione, politica, amministrazione sanitaria, imprenditorialità, analisi di mercato e giornalismo.

6. Ti permette di lavorare in più settori

Lo studio dell’economia sviluppa una vasta gamma di capacità di pensiero analitico e critico, che apre diverse opportunità di carriera. L’elenco dei lavori che è possibile svolgere è lunghissimo. Tra le professioni più “gettonate”:

  • il commercialista,
  • l’addetto alla contabilità,
  • il revisore dei conti,
  • l’addetto alla riscossione,
  • l’addetto alla gestione (e ricerca) del personale,
  • l’addetto alla logistica e alla distribuzione,
  • l’addetto al monitoraggio dei dati,
  • il project manager,
  • il consulente economico,
  • l’operatore commerciale,
  • l’addetto marketing,
  • lo sportellista bancario,
  • il found raiser (colui che deve andare alla ricerca dei soldi necessari a far partire un determinato progetto).

Un elenco lungo dunque, ma in continua espansione. Con un laurea in economia è infatti possibile affermarsi come consulente del lavoro, un esperto di relazioni sindacali, un analista di credito e finanziario o un richiestissimo broker di assicurazione. Mentre soprattutto i laureati magistrali possono ambire a ricoprire ruoli dirigenziali nelle grandi multinazionali o nel settore pubblico. O diventare analisti di mercato accreditati a livello nazionale ed internazionale.

7. La conoscenza economica è utile a livello personale

Con una laurea in economia, acquisirai molte abilità e conoscenze che puoi applicare ad altri lavori o alla tua vita personale. Conoscere i tassi di interesse, i tassi di cambio, gli indicatori economici e i mercati azionari può aiutarti a prendere decisioni migliori sugli investimenti e sull’ottenimento di mutui.

Poiché i computer diventano sempre più importanti sia nella nostra vita lavorativa che in quella privata, essere in grado di utilizzare i dati in modo intelligente offre un enorme vantaggio rispetto alle persone con meno competenze che prendono molte decisioni d’impulso.

Come puoi prendere decisioni come cosa fare per una carriera, in cosa investire i tuoi soldi o quale banca usare, senza avere una certa conoscenza dell’economia? Studiando economia, sviluppi una consapevolezza finanziaria estremamente vantaggiosa, indipendentemente dalle tue aspirazioni di carriera.

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Come migliorare la concentrazione mentale nello studio?

Restare concentrati nello studio è già di per sé difficile, ma può essere particolarmente impegnativo quando si è circondati da una miriade di stimoli. Nel mondo sempre connesso di oggi, le distrazioni sono a un clic di distanza.

Anche nei momenti di silenzio, è facile ritrovarsi a scrollare il feed di Instagram o le notifiche, senza nemmeno rendersene conto!

La capacità di concentrarsi su un risultato e indirizzare lo sforzo mentale unicamente sullo studio è fondamentale per imparare cose nuove, raggiungere obiettivi e ottenere buoni risultati in un’ampia varietà di situazioni.

La tua capacità di concentrarti può fare la differenza tra il successo e il fallimento. Fortunatamente, è un’abilità che può essere acquisita con l’esercizio, partendo dalla modifica di alcune abitudini quotidiane.

Ecco alcuni suggerimenti e trucchi basati sulla psicologia che possono aiutarti a sviluppare concentrazione e l’energia sullo studio. Fanne tesoro se ti sei da poco iscritto all’Università di Potenza!

Elimina la dipendenza dai social

L’interattività della rete ci offre nuovi potenti strumenti per trovare informazioni, esprimerci e conversare con gli altri. Ma la natura intrinsecamente avvincente dei social media e delle piattaforme correlate lo rendono un nemico primario della concentrazione.

I social dotati di una “notifica” nella parte superiore di uno schermo giocano sul desiderio umano di novità, aspettativa e anticipazione. Questo crea una curiosità mentale che ti porta ad allontanarti dai libri ad intervalli regolari.

Poiché molte persone studiano e guardano i loro telefoni contemporaneamente, non solo stanno allenando il loro cervello ad aspettarsi ricompense a breve termine, ma stanno anche frammentando la loro attenzione.

Devi limitare l’uso di Internet e metterlo in secondo piano, altrimenti prenderà il controllo del tuo tempo.

Elimina le distrazioni

I social, naturalmente, non sono l’unica distrazione che può compromettere la concentrazione sullo studio. Può trattarsi anche di una televisione in sottofondo, di un vicino particolarmente rumoroso o di qualcuno in casa che ti interrompe.

Un modo per affrontare questo problema è quello di destinare un tempo e un luogo specifici allo studio e chiedere di essere lasciati soli in quel periodo di tempo. Un’altra alternativa è cercare un luogo calmo dove sai che sarai in grado di lavorare indisturbato. La biblioteca, una stanza privata in casa o persino una caffetteria tranquilla potrebbero essere tutti buoni posti da provare.

Molti studenti possono trarre beneficio anche dallo studiare all’aria aperta, in un parco o giardino pubblico. E’ stato provato che il contatto con la natura migliora l’umore e l’energia mentale.

Ma non tutte le distrazioni provengono da fonti esterne. Esaurimento, preoccupazione, ansia, scarsa motivazione e altri disturbi riguardanti la sfera psicologica possono essere particolarmente difficili da evitare. Il nostro consiglio è quello di concentrarti su pensieri e immagini positive per combattere l’ansia e la preoccupazione.

Se trovi la tua mente vagare verso pensieri demotivanti, riporta consapevolmente la tua attenzione al compito che stai portando avanti.

Dormi abbondantemente

La mancanza di sonno non ti aiuterà in alcun modo, specialmente quando si tratta di concentrazione.

Il corpo segue naturalmente un ciclo sonno/veglia di 24 ore chiamato ritmo circadiano. Il ritmo circadiano è influenzato dagli orari dei pasti e dalla luce naturale. Nel nostro mondo moderno, entrambi sono influenzati in modo negativo.

È stato stimato che 1 adulto su 3 non dorme quanto ne avrebbe bisogno. Ciò può essere dovuto a cattive abitudini di sonno, a un disturbo distruttivo come l’apnea del sonno o al lavoro su turni.

Il modo migliore per influenzare positivamente il ritmo circadiano è:

  • Mangiare alla stessa ora al giorno
  • Andare a letto alla stessa ora al giorno
  • Non stare sveglio inutilmente fino a tardi
  • Ridurre l’esposizione dello schermo con luce blu a tarda notte

Evita il multitasking

Sebbene per molte persone il multitasking sia il modo migliore per sbrigare più compiti contemporaneamente, in realtà può avere effetti controproducenti, soprattutto sullo studio. Destreggiarsi tra più attività contemporaneamente può ridurre drasticamente la produttività e rende molto più difficile memorizzare i dettagli.

Le risorse di attenzione sono limitate, quindi è importante sfruttarle saggiamente. Smetti di pensare in multitasking e invece presta la tua piena attenzione a un obiettivo alla volta.

Consapevolezza e meditazione

Quello della consapevolezza è un argomento scottante, e per una buona ragione. Nonostante il fatto che le persone abbiano praticato forme di meditazione della consapevolezza per migliaia di anni, i suoi numerosi benefici per la salute stanno iniziando a essere compresi solo di recente.

La meditazione è l’atto di rafforzare la tua capacità di concentrare la tua attenzione, sopportando enormi quantità di “turbolenze mentali”. Il problema è che la maggior parte delle persone non medita. 

Viviamo in una cultura che prospera sulla distrazione. È difficile stare fermi per oltre 20 minuti. Ma anche piccole quantità di meditazione possono avere un grande impatto sulla concentrazione, la produttività e l’energia mentale.

Per praticare la consapevolezza è possibile partire anche da semplici esercizi basati sul controllo della respirazione. Anche se questo potrebbe sembrare un compito ingannevolmente semplice, potresti scoprire che in realtà è molto più difficile di quanto sembri. Fortunatamente, questa attività respiratoria è qualcosa che puoi fare ovunque e in qualsiasi momento.

Inizia facendo diversi respiri profondi mentre ti concentri davvero su ogni respiro. Quando senti che la tua mente inizia naturalmente a vagare, guida delicatamente e acriticamente la tua attenzione verso il tuo respiro profondo.

Alla fine, probabilmente scoprirai che sarà sempre più facile disimpegnarsi dai pensieri invadenti e riportare la tua attenzione sul momento presente.

Concediti delle pause

Hai mai provato a concentrarti su una lunga sessione di studio? Dopo un po’, la tua attenzione inizia a scendere e diventa sempre più difficile dedicare le tue risorse mentali al tuo obiettivo.

Gli studi hanno dimostrato che anche fare brevi pause spostando la tua attenzione altrove può migliorare drasticamente la concentrazione. Quindi, la prossima volta che stai lavorando a un compito prolungato, assicurati di concederti qualche minuto di svago mentale.

Devia la tua attenzione su qualcosa che non ha a che fare con lo studio, anche se è solo per pochi istanti. Questi brevi momenti di tregua potrebbero mantenere la tua attenzione mentale nitida e le tue prestazioni elevate per quando ne hai davvero bisogno.

Dieta e integrazione

Aumentare la concentrazione non riguarda solo ciò che fai, ma anche ciò che mangi. Il tuo cervello è un organo che ha bisogno di nutrimento, in tutti i sensi. Infatti, consuma circa il 20% delle calorie che assumi nell’organismo.

La dieta migliore per aumentare la concentrazione è quella ricca di proteine, carboidrati complessi e alcuni grassi saturi. Questo fornirà al tuo cervello l’energia di cui ha bisogno per mantenere alti livelli di concentrazione ed energia.

Alcuni alimenti davvero degni di nota per aumentare la concentrazione sono:

  • salmone
  • olio di cocco
  • mirtilli
  • noci di vario genere
  • avocado
  • pane integrale
  • riso integrale
  • mirtilli
  • uova
  • cioccolato fondente

Molte persone mancano di molti degli elementi costitutivi che il cervello sfrutta per funzionare efficacemente, principalmente perché oggi è molto più difficile attuare una dieta ricca di nutrienti.

Al fine di ri-ottimizzare il cervello e assicurarsi che funzionino in modo efficace, è possibile compensare con alcuni integratori. Alcuni di questi sono:

  • L-tirosina
  • L-theanina
  • Bacopa monnieri
  • Ashwagandha
  • Complessi di vitamina B

Questi integratori forniranno naturalmente i micronutrienti di cui il cervello ha bisogno per sintetizzare le informazioni, creare nuove cellule cerebrali e migliorare la concentrazione e la concentrazione. Tuttavia, assicurati sempre di consultare un medico prima di prendere qualsiasi decisione.

Rafforzando il tuo focus mentale, scoprirai di essere in grado di raggiungere obiettivi inaspettati e di concentrarti sulle cose nella vita che ti portano davvero successo, gioia e soddisfazione.

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Quali sono le opinioni su Unicusano?

Scegliere un’università senza prima informarsi da chi l’ha già frequentata può rappresentare un azzardo. Per quanto si possa essere convinti che quel corso faccia proprio al caso nostro, le opinioni degli ex studenti possono darci un’idea concreta di come funzioni la vita universitaria.

Il web in questo caso ci apre un mondo: tantissime sono le recensioni riguardanti Unicusano da parte di studenti ed ex studenti, tante delle quali entusiastiche. Gli aspetti più apprezzati riguardano la flessibilità della didattica, la professionalità del corpo docente e l’apprendimento basato sull’e-learning.

In questo articolo abbiamo raccolto le testimonianze dei diretti interessati.

Opinioni Unicusano: flessibilità e libertà di gestione

È difficile trovare, in un’università tradizionale, la flessibilità necessaria per adattare il piano di studi ai propri ritmi e ai propri impegni, professionali e personali. Spesso ci si trova nella condizione di dover rinunciare a qualcosa o a studiare tra ansie e preoccupazioni di non farcela.

Tuttavia, grazie alla didattica innovativa sviluppata da Unicusano, non è lo studente a doversi adattare all’università, ma viceversa. Questo aspetto è molto apprezzato soprattutto dagli studenti che non vogliono/possono rinunciare al loro lavoro:

Sono grata a quest’università che mi ha permesso di ampliare le mie conoscenze senza farmi rinunciare al lavoro e lavorando in ambito sanitario la mia presenza in ospedale in un periodo di pandemia era necessaria e indispensabile.

Parto dal dire che ho frequentato sia il corso triennale che quello magistrale in questa università. Sommariamente devo dire che è stata una bella esperienza, e molto agevolante dal punto di vista lavorativo e soprattutto per i vari impegni che spuntano di giorno in giorno.

Grazie ad un piano di studi facilmente gestibile in autonomia, sarà più facile conseguire i propri obiettivi accademici senza sacrificare nessun aspetto della propria vita.

Recensioni Cusano: la piattaforma telematica

La possibilità di autogestirsi è resa possibile dalla didattica a distanza, su cui Unicusano ha puntato tutto, sin dalla sua istituzione. L’insegnamento da remoto si basa su una piattaforma telematica che permette a tutti i corsisti di collegarsi, da qualsiasi tipo di dispositivo per seguire le lezioni, scaricare il materiale didattico, confrontarsi con professori, tutor e molto altro.

Tutor sempre a disposizione e lezioni molto interattive, accessibili da casa 24 h su 24 h, permettendo dunque una comodità non indifferente.

Un vantaggio impagabile, non solo per chi vuole continuare a lavorare, ma anche per chi desidera tornare sui libri per affinare la propria formazione:

Sono soddisfatta anche di me stessa per esser riuscita, nonostante non avessi 20anni! Finito il mio percorso nei tempi giusti, programmi online con varie esercitazioni da poter scaricare direttamente sul pc.

Avere tutto a portata di connessione è un grande vantaggio anche per i pendolari, che così evitano di doversi recare in facoltà soltanto per parlare con un professore:

Mi sono trovata benissimo, la comodità di avere dispense, slide e video lezioni sempre a disposizione, i prof. disponibili negli innumerevoli incontri online che mettono a disposizione ogni settimana.

Le opinioni sui professori Unicusano

Una formazione d’eccellenza è la mission della didattica Unicusano. Tutti i professori vantano competenze e professionalità innegabili, ma si distinguono anche per la loro disponibilità nei confronti degli studenti, mettendo a disposizione anche ricevimenti da remoto. Queste scelte sono risultate vincenti:

Tutti i Professori sono dei seri professionisti, operano come ricercatori e i loro lavori sono sotto gli occhi di chiunque.

Altro pilastro del sistema Unicusano è rappresentato dal supporto offerto da parte di diverse figure professionali, interne all’università. Stiamo parlando dei tutor per i percorsi tradizionali e dei mentori per il Percorso Eccellenza, che affiancano l’iscritto fornendo sostegno di carattere amministrativo e didattico:

Nell’ultima sessione, anche grazie al mio tutor, sono riuscito a sostenere addirittura tre esami: non mi era mai accaduto nella mia precedente esperienza universitaria di riuscire a preparare e superare tre esami in una sola sessione!!! La consiglio a tutti!

Molte recensioni contribuiscono a sfatare i pregiudizi sulle università telematiche, viste come università secondarie dove basta pagare per ottenere un titolo di studio. Nulla di più lontano dalla realtà Unicusano, come dimostrano le tante recensioni degli ex studenti:

Non è assolutamente un percorso da sottovalutare, non ci si iscrive all’Unicusano per non studiare. Bisogna sfatare il mito delle Università telematiche, almeno per questa, i risultati si hanno studiando!

Si studia sulle dispense fornite in piattaforma, l’unico sforzo che si deve fare è stamparle, se si desidera si studia sui libri che i Docenti suggeriscono, ma si deve studiare seriamente, come in ogni Ateneo, i voti non vengono regalati.

Se pensi che questo percorso possa conciliarsi con le tue esigenze, compila il form presente in pagina. Sarai ricontattato senza impegno da un nostro consulente dell’orientamento.

Credits immagine: DepositPhoto.com/Syda_Productions

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Foto del curriculum: le regole d’oro per scegliere quella giusta

Non hai la più pallida idea di come dovrebbe essere la foto da allegare al tuo CV? Una delle prime preoccupazioni che emerge quando non sappiamo come creare un CV è il tipo di foto da includere. 

Non entreremo nel dibattito se avere una foto sul CV sia una cosa buona o cattiva, sappiamo tutti che i datori di lavoro dovrebbero sceglierci per le nostre qualità e competenze. In effetti, ci sono Paesi in cui è persino illegale includerle la propria foto.

Tuttavia, una foto allegata al CV è ancora necessaria in Italia, dove hai molte più possibilità di essere scelto rispetto a qualcuno che non ne include una. Ammettiamolo, che ci piaccia o no, le prime impressioni sono molto importanti. La foto è il nostro biglietto da visita e devi prenderti cura fin nei minimi dettagli. Un CV ben presentato funziona sempre a tuo favore e una buona foto può aiutarci a distinguerci tra le montagne di candidature.

Come dovrebbe essere una foto del CV?

Meglio sorridere o evitare? Scegliere uno sfondo bianco o qualcosa di più casual? Posso fare la foto a casa o devo andare da un fotografo? Di seguito abbiamo raccolto alcuni suggerimenti per guidarti nella scelta della foto perfetta.

La prima preoccupazione è sempre: “Come devo posare per la foto del mio CV, serio o sorridente?” Ebbene non è necessario sfoggiare un sorriso impeccabile davanti alla macchina fotografica, ma un piccolo accenno può trasmettere un’impressione di cordialità e vicinanza. Se non vuoi sorridere, puoi anche dire molto con gli occhi. La cosa più importante è che tu sia rilassato in una posa il più possibile naturale.

I ricordi fotografici sono importante, ma non riutilizzare una tua vecchia foto per il CV. Per quanto tu sia carina nella foto dalla spiaggia, è meglio lasciare quella foto nel soggiorno di mamma. E quella foto con i tuoi amici in cui sembri così bella? Anche quello è assolutamente da evitare.

A volte è meglio essere soli in una foto, e questa è una di queste volte. Lascia le foto con la tua famiglia e i tuoi amici per gli album fotografici. E se hai una foto adorabile col tuo animale domestico, a meno che tu non stia facendo domanda per un lavoro come dog sitter, è meglio scartarla. La foto del CV inoltre deve essere aggiornata: non utilizzare foto datate solo perché son venute bene.

Ricorda che il soggetto della foto sei tu, quindi lo sfondo della foto del tuo CV dovrebbe essere qualcosa di neutro. Non deve essere necessariamente bianco, un colore neutro o una tonalità pastello ti farà distinguere senza correre rischi e rimanendo professionale. Evita tonalità brillanti e appariscenti.

Cerca di indossare abiti adatti, che abbiano un aspetto professionale e non troppo informale, ma allo stesso tempo non vestirti come se stessi per uscire a una festa. Assicurati che tutto sia ordinato e senza pieghe. Il trucco è migliore è quello che non si vede, e può essere molto utile per coprire le imperfezioni. In termini di capelli, assicurati che siano puliti e ben acconciati.

L’inquadratura deve essere ravvicinata ma non estrema: il tuo viso deve vedersi chiaramente, ma non in maniera così nitida da far risaltare pori e imperfezioni. Il taglio ideale è quello da ritratto, che arriva fino alle spalle o al petto.

Come scattare la foto del CV a casa

Se vuoi provvedere autonomamente a scattare la foto del CV senza ricorrere ad un fotografo, anche per avere la libertà di scattare cinquecento foto prima di trovarne una che vada bene, ecco alcuni suggerimenti:

  • Chiedi a qualcuno di aiutarti. Anche se fai selfie incredibili che ottengono migliaia di Mi piace, non significa che siano professionali. Se non puoi contare su un treppiedi e un dispositivo con controllo remoto, avrai bisogno di un assistente che tenga d’occhio il lavoro in camera.
  • Preferisci la luce naturale. L’uso di una lampada alogena non ci dà lo stesso effetto di un faretto da studio, quindi è meglio trovare la luce naturale. Questo non vuol dire che dovresti posizionarti con il sole diretto sul viso, tutt’altro. L’ideale è posizionarsi nei pressi di una fonte che possa fornire un’illuminazione morbida e diffusa, come può essere una finestra coperta da un tendaggio bianco. In alternativa, meglio preferire la luce del mattino o della sera, in quanto meno aggressiva con le ombre.
  • Attento all’angolazione. La posizione e l’angolazione della fotocamera sono molto importanti, motivo per cui i fotografi ti chiedono più volte di muovere la testa nelle varie direzioni. La cosa migliore da fare è avere la fotocamera all’altezza del viso e muoverla finché non trovi il tuo lato migliore.
  • Fai attenzione allo sfondo. Al di fuori di uno studio, è più difficile trovare superfici lisce e ben illuminate che possiamo usare come sfondo. Se questo è il tuo caso e devi usare uno sfondo diverso, meno sono le cose che ti distolgono l’attenzione, meglio è. E se ci sono elementi di distrazione nell’ambiente, assicurati che siano puliti e in ordine. Inoltre, cerca di assicurarti di posizionare la messa a fuoco sul tuo viso, aumentando al massimo l’apertura del diaframma in modo da sfocare lo sfondo e renderlo indistinto.

Come modificare una foto del CV

Ricorda che questa foto è per il tuo CV, non per Instagram, quindi dimentica i filtri! Deve risultare naturale e professionale, quindi non importa quanto ti sembri bello quel filtro dorato, devi resistere alla tentazione di usarlo.

Questo non vuol dire che non puoi modificare e migliorare la foto. Se si tratta di una foto scattata a casa possiamo regolare il contrasto o la luminosità per ottenere una migliore illuminazione, ridurre le ombre, aumentare o diminuire la temperatura colore, modificare l’esposizione in modo che la foto sia più chiara (o più scura) ecc. Le modifiche devono notarsi il meno possibile.

Praticamente qualsiasi editor online offre gli strumenti di base di cui potremmo aver bisogno, come la funzione di ritaglio o la regolazione della luminosità e del contrasto. Pixlr e Fotor sono due editor molto buoni e gratuiti che potrebbero tornare utili. Forse non sembra molto professionale, ma la verità è che anche Instagram può aiutarti a ritoccare la tua foto e ottenere un buon risultato.

Come inserire una foto nel tuo CV?

Dove dovresti mettere la foto del CV, a destra o a sinistra? Dipenderà dal design del tuo CV, ma il posto migliore per inserirlo è all’inizio della prima pagina. Oltre alla posizione devi assicurarti che la foto sia di buona qualità: una foto sgranata non è un buon biglietto da visita.

La dimensione della foto del tuo CV dipenderà dal formato e dal design del tuo CV, ma cerca di non utilizzare più spazio di quanto sia necessario per vedere chiaramente la foto in un colpo d’occhio.

Se la ritagli, ricordati di mantenere la foto ben squadrata e di non alterare le proporzioni del tuo viso. Quindi non modificare la lunghezza o la larghezza del tuo viso in modo che si adatti esattamente allo spazio o i lineamenti risulteranno deformati.

Se sei fresco di laurea dall’Università di Potenza, è arrivato il momento di aggiornare il tuo CV e renderlo perfetto proprio come la foto scelta.

Credits immagine: Depositphotos/StockAsso

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Come diventare manager artistico: studi e possibilità

Dietro ogni artista di successo c’è un manager artistico talentuoso e laborioso. In parole povere, il manager è il mediatore tra l’artista e il mercato musicale.

Dal momento che spesso un artista non ha le competenze amministrative, commerciali e pubblicitarie per gestire la sua carriera, questa viene affidata ad un professionista esterno, che ne cura gli affari dal punto di vista artistico ed economico.

Si tratta di una carriera particolarmente ambita da chi ama la musica e lo spettacolo e vuole svolgere un ruolo significativo nel plasmare la carriera di un artista. Qui spiegheremo come muovere i primi passi in questo settore.

Chi è il manager artistico?

Un artista manager è il rappresentante professionale e il consulente di un musicista o di una band. I manager aiutano a costruire la carriera di un artista e mettono la musica dei loro clienti nelle mani dei produttori e dei dirigenti dell’etichetta, oltre a negoziare contratti e organizzare tour. Esempi famigerati nella stampa musicale includono Allen Klein, manager sia dei Beatles che dei Rolling Stones.

I ruoli e le responsabilità di un talent manager variano leggermente da settore a settore, così come le commissioni a cui ha diritto il manager. Il contratto tra il manager e l’artista prevede quasi sempre che il manager prenda una percentuale fissa (generalmente tra il 15-30%) del ricavo lordo (cioè il reddito senza detrazione dei costi). In rari casi un manager chiederà un contratto con retribuzione fissa, soprattutto se l’artista non ha ancora entrate stabili.

Di cosa si occupa il manager artistico?

Un buon manager deve avere molte competenze nel gestire gli affari e lo sviluppo professionale dei propri clienti. Ha una vasta gamma di responsabilità, tra cui:

  • Negoziare i contratti: i contratti nel mondo dello spettacolo sono incredibilmente complicati. Gran parte della gestione degli artisti consiste nel consigliare un cliente sulle decisioni aziendali e negoziare per suo conto. Poiché i manager hanno un interesse finanziario nel successo del loro cliente, è nel loro interesse negoziare i migliori affari possibili. Un buon manager ha forti capacità interpersonali e acume negoziale.
  • Marketing e immagine: il successo di un artista dipende molto dal marketing. Un manager può aiutare a creare l’immagine pubblica di un musicista con un occhio alle tendenze attuali nella musica e nella cultura pop.
  • Touring: i manager lavorano con l’etichetta discografica di un artista per pianificare i tour e le date dei loro clienti, seguendoli per assicurarsi che si svolgano senza intoppi. Ciò richiede forti capacità logistiche e di pianificazione.
  • Crescita dell’artista: i manager si attivano per promuovere la crescita creativa dell’artista, magari avviando collaborazioni con produttori musicali o altri artisti del settore. I manager hanno contatti giornalieri con i loro clienti e guidano attraverso una varietà di decisioni musicali e aziendali.
  • Promozione: il successo di un artista dipende da una buona promozione. Un manager lavora duramente per promuovere la musica dei propri clienti e metterli in evidenza su siti Web e pubblicazioni musicali che possono renderli noti al grande pubblico.
  • Budget e gestione del denaro: i bravi manager creano team attorno a un artista per aiutarli a gestire le proprie finanze in occasione di un tour o della registrazione di un disco.
  • Opportunità multimediali: man mano che gli artisti hanno più successo, le opportunità emergono al di fuori dell’industria musicale. Le superstar della musica appaiono spesso in programmi televisivi e nei film per diversificare il loro marchio ed espandere la loro portata oltre il settore musicale.

Come diventare manager artistico

Un manager musicale competente è colui che è in grado di identificare tutte le aree che possono riguardare la carriera degli artisti e gestirle in modo tale da dirigere la loro carriera verso il successo. Sta al manager sviluppare strategie di carriera attraverso il business plan.

Questo tipo di carriera non richiede un iter prestabilito, né sono obbligatori studi di settore. C’è però da dire che un master specifico come quello attivato da Unicusano, il Master II Livello in Business Arts Management permette di progettare e pianificare le attività di comunicazione combinando strumenti online e off-line per raggiungere gli obiettivi di business.

Un buon manager musicale deve combinare una vasta gamma di abilità, in particolare quelle che potrebbero mancare negli artisti musicali che rappresentano. Alcune competenze particolarmente apprezzate includono: leadership, trasparenza negli affari, competenze di marketing e contabilità, intuito per cogliere le opportunità, leadership e conoscenza del mondo artistico.

Per iniziare è fondamentale avere un buon portfolio di esperienze. Conosci musicisti che potrebbero aver bisogno di qualcuno per organizzare spettacoli o gestire i loro siti web? Offriti volontario per aiutare le band che conosci, anche se questo significherà lavorare gratuitamente mentre impari le basi.

Potresti anche contattare una società di gestione e vedere se hanno opportunità di tirocinio disponibili. Come la maggior parte delle carriere in ambito artistico, se tieni la testa bassa e lavori duro, le persone giuste alla fine se ne accorgeranno.

Credits immagine: Depositphotos/AndreyPopov

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Laurea Magistrale in Scienze Umanistiche – Lingua e letteratura italiana a Potenza con il Percorso Eccellenza

Sei già in possesso di una laurea triennale e vuoi intraprendere la strada dell’insegnamento? La laurea magistrale in Scienze Umanistiche – Lingua e letteratura italiana a Potenza può assicurarti tutte le competenze e le conoscenze richieste per entrare nel mondo didattico. Ciò è possibile grazie ad un percorso piuttosto articolato e ad una modalità didattica che lascia la massima liberta di gestione allo studente. In questo modo, chiunque può completare con successo il percorso universitario. 

Guida alla laurea magistrale in Scienze Umanistiche – Lingua e letteratura italiana a Potenza

Il piano di studi, della durata biennale, prevede il raggiungimento di 120 crediti formativi attraverso il superamento di esami come letteratura italiana contemporanea nel contesto europeo, lingua inglese, grammatica normativa della lingua italiana e ricerca educativa e analisi dei dati.

Alla specialistica possono iscriversi tutti gli studenti in possesso della triennale nel relativo settore. Non è previsto il numero chiuso, né il superamento di un test d’ingresso.

Che cos’è il Percorso Eccellenza

Grazie alla nuova formula didattica del Percorso Eccellenza, gli studenti potranno avvantaggiarsi con il supporto del mentore e con una modalità innovativa per sostenere gli esami.

Come funziona la laurea magistrale in Scienze Umanistiche – Lingua e letteratura italiana

Anche per la specialistica non è assolutamente richiesta la presenza in sede. Puoi conseguire il titolo di studio comodamente online, seguendo le lezioni e scaricando i materiali didattici disponibili sulla piattaforma e-learning della facoltà, accessibile 24 ore su 24. Dovrai quindi presentarti in ateneo solo per dare gli esami e discutere la tesi.

Cosa cambia rispetto a un corso di laurea tradizionale?

Il Percorso Eccellenza introduce sostanziali novità per lo studente. La prima riguarda l’affiancamento da parte di un tutor ad hoc, o meglio un mentore che assiste esclusivamente gli studenti del suo corso di laurea offrendo un aiuto mirato e personalizzato. Sarà il mentore, inoltre, a suddividere gli esami in esoneri, ovvero delle prove intermedie incentrate su parte del materiale didattico. Dunque non dovrai più sostenere l’esame per intero, studiando tutto il programma.

I benefici per lo studente

I vantaggi riguardano, soprattutto, gli studenti che non possono dedicarsi a tempo pieno agli studi. In questo modo potranno conciliare con maggior flessibilità e tranquillità gli obiettivi accademici con gli impegni personali e lavorativi. Avranno maggiori possibilità di laurearsi entro il biennio, anche grazie al supporto del mentore.

La retta prevista per il Percorso Eccellenza ammonta a 5000 euro all’anno. Per maggiori informazioni compila subito il form a lato.

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Laurea Magistrale in Scienze Umanistiche – Diffusione della conoscenza a Potenza con il Percorso Eccellenza

Desideri affermarti come professionista in agenzie editoriali, web agency o uffici stampa? Gli studenti lucani hanno da oggi la possibilità di specializzarsi attraverso la laurea magistrale in Scienze Umanistiche – Diffusione della conoscenza a Potenza.

Il biennio è strutturato secondo la nuova modalità didattica, quella del Percorso Eccellenza, per laurearsi secondo i tempi prestabiliti e per acquisire conoscenze e competenze altamente spendibili sul mercato del lavoro.

Guida alla laurea magistrale in Scienze Umanistiche – Diffusione della conoscenza a Potenza

Requisito d’accesso per l’iscrizione alla specialista è il possesso del titolo triennale nella classe d’insegnamento relativa. Non è previsto numero chiuso né superamento del test di ammissione. Il percorso formativo prevede un piano di studi da 120 crediti, basato non soltanto sulle materie caratterizzanti come letteratura italiana e linguistica, ma anche su discipline trasversali come lingua inglese, app e siti web e tecnologia della comunicazione digitale.

Che cos’è il Percorso Eccellenza

Unicusano ha recentemente lanciato la nuova formula del Percorso Eccellenza. La proposta della didattica a distanza si arricchisce di due novità: l’assistenza agli studenti curata dal mentore e gli esami suddivisi in esoneri.

Come funziona la laurea magistrale in Scienze Umanistiche – Diffusione della conoscenza

La laurea in scienze umanistiche curriculum Diffusione della conoscenza è fruibile nella duplice modalità a distanza, grazie al supporto della piattaforma telematica, e in presenza presso il Campus Universitario di Roma. Gli studenti prediligono il sistema on-line, che consente loro di seguire le lezioni in qualsiasi momento della giornata semplicemente collegandosi al sito Unicusano.

Tra gli sbocchi lavorativi del titolo specialistico figurano: specialista in pubbliche relazioni, responsabile di ufficio stampa, redattore editoriale e insegnante.

Cosa cambia rispetto a un corso di laurea tradizionale?

Soltanto con il Percorso Eccellenza si ha accesso alla formula degli esami organizzati in esoneri. In questo modo, non sarai tenuto a studiare il programma di un esame per intero, ma avrai modo di suddividerlo in prove intermedie. Così facendo potrai approfondire al meglio i singoli argomenti, il tutto senza stress e tensioni.

Per l’intera durata del percorso accademico sarai inoltre affiancato da un mentore, che si occupa esclusivamente degli studenti del corso in scienze umanistiche. Si tratta, infatti, di un membro della facoltà capace di offrire un sostegno mirato e personalizzato. Spetta sempre a lui, inoltre, suddividere il programma in esoneri in accordo con le necessità dello studente. 

I vantaggi per lo studente

I vantaggi per gli studenti del Percorso Eccellenza sono evidenti. Un’esperienza universitaria più flessibile e fruttuosa è senz’altro il principale, cosa che si traduce nella possibilità di conseguire la specialistica entro i due anni e in una migliore pianificazione degli impegni universitari e lavorativi.

La retta annuale ammonta a 5000 euro all’anno. Vuoi saperne di più? Ti basta compilare il form a lato e chiedere informazioni.

Credits immagine: DepositPhoto.com/AndreyPopov

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. 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