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Il ruolo dell’Operatore di Prima Accoglienza nel percorso d’integrazione del migrante e del richiedente asilo.

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L’Operatore di Prima Accoglienza, come anche lo Psicologo per migranti, svolgono un ruolo fondamentale non solo all’interno dei centri di Accoglienza e nell’offerta e gestione dell’accoglienza integrata, ma anche e soprattutto nei Percorsi d’Integrazione previsti proprio da tale tipo di ospitalità.

Si tratta di un sapere fondamentale per chi ha intenzione di diventare un Operatore di Prima Assistenza.

In cosa consistono quindi questi percorsi e qual è il ruolo dell’Operatore di Prima Accoglienza all’interno dei percorsi di integrazione in Italia?

L’uscita dal piano d’accoglienza e la Rete di Sostegno.

Il percorso di integrazione fa parte dell’ultimo stadio dell’accoglienza integrata ed è ciò che permette al migrante di uscire dal piano d’accoglienza poiché finalmente in grado di sostenersi in maniera indipendente, sia a livello economico che sociale.

L’Operatore di Prima Accoglienza, giunto a svolgere questo ruolo a seguito di un corso di studi come ad esempio questo qui, insieme agli psicologi e ai mediatori interculturali, si assicura che questo processo avvenga nella maniera più sicura e giusta possibile, tutelando i diritti e i doveri dell’immigrato e accertandosi che il nucleo familiare non subisca divisioni nel processo.

Per supportare questa integrazione, l’Operatore deve per prima cosa attivare e consolidare il lavoro di rete che si svolge tra il centro accoglienza e il rifugiato e gli enti locali che possono costituire dei validi interlocutori e dei validi alleati nel processo di inserimento. Questi enti devono essere da lui esaminati e scelti in base alle necessità del migrante in questione e del suo nucleo familiare, che non dovrà per nessun motivo essere separato nel processo.

Attività di animazione socio-culturale.

Si tratta di tutte quelle attività svolte e organizzate dall’Operatore che mirano ad aiutare gli ospiti del centro d’accoglienza a comprendere in maniera più completa non solo del piano di accoglienza di per sé, ma anche di come funziona l’inserimento sociale nella comunità locale e come prevenire fenomeni di esclusione o conflitto. Durante queste attività, il dialogo interculturale viene sostenuto e fortificato, così da garantire una coesistenza pacifica e basata sull’accoglienza sotto ogni punto di vista.

operatore assistenza migranti

Le attività, gli interventi e gli strumenti per l’integrazione.

Innanzi tutto, le attività e gli interventi messi in atto dall’Operatore e dai suoi collaboratori devono essere finalizzati non solo all’individuazione di risposte immediate ai bisogni espressi dai migranti, ma anche a fornire loro gli strumenti per attuare tale inserimento sociale ed economico.

Gli strumenti per l’integrazione di cui si parla sono:

  • L’apprendimento della lingua italiana e della cultura del nostro Paese – Ciò mette il migrante nelle condizioni di comunicare e interagire, non solo a livello linguistico, ma anche culturale e religioso. Spesso si tratta infatti dell’incontro tra idiomi e tradizioni molto diverse tra loro. La conoscenza è il primo stadio verso la pacifica e armoniosa convivenza.  Questo inoltre pone il migrante in una condizione propedeutica per quanto riguarda la formazione, lo studio e l’accesso al lavoro. 
  • L’orientamento e il supporto rispetto ai servizi del territorio e alla comunità locale – A cosa serve quale servizio? A chi mi devo rivolgere per un determinato problema? Come funzionano i rapporti locali? Informazioni fondamentali per chi si deve orientare in un nuovo territorio, con servizi diversi e procedure diversi da quelli a cui si è abituati. Orientamento e supporto in merito sono uno step fondamentale verso l’integrazione. 
  • L’orientamento e il supporto rispetto all’attività lavorativa – Ovvero non solo la ricerca di un posto di lavoro, ma anche la preparazione al colloquio, l’ottenimento di qualificazioni professionali idonee, il rapportarsi con i centri d’impiego e con i datori di lavoro, la comprensione di come funziona il sistema dei diritti e dei doveri del lavoratore in Italia, ma anche l’assistenza ad una corretta retribuzione, sia in termini di quantità che di modalità. 
  • L’orientamento e l’accompagnamento alla ricerca di soluzioni abitative autonome – Al termine del patto di permanenza , infatti, il migrante dovrà lasciare il Centro d’Accoglienza. Per quanto questo non significhi che non gli venga più fornito supporto da parte di un Operatore, comunque significa avere bisogno di una casa dove andare insieme anche alla propria famiglia. Relazionarsi con le agenzie immobiliari e gli affittuari, conoscere i diritti e i doveri del locatore e del locatario, come anche il momento di ricerca vero e proprio e la seguente scelta e gestione delle varie utenze: tutti step in cui l’Operatore sarà fondamentale per la guida dell’accolto. 
  • L’orientamento e il supporto al sistema scolastico – Nell’eventualità di minori, ci sarà anche bisogno di dare assistenza al migrante per quanto riguarda la frequentazione di una scuola, di qualsiasi tipo essa si tratti. Non solo, è fondamentale assistere il genitore nella comprensione del sistema scolastico, sia a livello formativo che burocratico ed economico. Ovviamente, anche gli adulti possono ricevere assistenza in tal senso, per quanto ovviamente non si tratti di un processo obbligato, come invece nel caso dei minori. 
  • L’orientamento e il supporto al sistema sanitario – Iscriversi al Sisitema Sanitario Nazionale (SSN) è un passo fondamentale, come anche capire come funziona e come potervi accedere liberamente e in ogni momento. Ciò aiuterà a garantire assistenza sanitaria completa e gratuita al migrante e al suo nucleo familiare. 
  • L’orientamento e il supporto all’integrazione sociale – In questo caso s’intendono tutte le attività realizzate da enti di volontariato e cooperative sociali, che offrono tirocini formativi e di orientamento, come anche tutte le attività che aiutano e sponsorizzano l’integrazione del migrante nella comunità locale.

operatore di prima accoglienza

La tutela legale.

Si tratta di un aspetto molto importante del processo di accoglienza e integrazione, soprattutto per i richiedenti asilo.

Si tratta di un tipo di orientamento e supporto a sé stante, che aiuta i richiedenti protezione internazionale ad affrontare nel migliore e più tutelato dei modi il processo di richiesta. Questo processo prevede infatti l’esecuzione dei seguenti step:

  • Realizzazione di un fascicolo personale del richiedente asilo oppure del titolare di protezione internazionale
  • Preparazione del colloquio presso la Commissione territoriale per l’accettazione di tale richiesta
  • Assolvimento di pratiche burocratiche come, ad esempio, la compilazione dei moduli richiesti dai diversi uffici di competenza
  • Ipotetica necessità di rivolgersi ad un avvocato (qui il richiedente asilo dovrà essere assistito sia nella ricerca che nel sostenere eventuali spese di retribuzione, che dovranno essere prese in carico da sistema d’accoglienza)
  • Verifica dello stato di procedura
  • Gestione dei rapporti con la commissione territoriale anche a seguito del colloquio e per qualsiasi richiesta aggiuntiva

L’Operatore dovrà inoltre occuparsi di accompagnare il richiedente asilo in questura per poter procedere all’adempimento della richiesta. In questo caso, come in qualsiasi altro stadio in cui è prevista uno scambio di informazioni tra il richiedente e un interlocutore locale, sarà obbligatoria anche la presenza di un mediatore interculturale.

Trattamento e accoglienza dei casi vulnerabili.

I casi vulnerabili richiedono specifiche misure e procedure di accoglienza. Ma chi sono i casi vulnerabili? Essi vengono definiti dal Decreto legislativo n. 140/2005 e sono:

  • I minori non accompagnati
  • Le vittime di tortura o violenza
  • Individui affetti da un disagio mentale
  • Donne in stato di gravidanza
  • Nuclei familiari monoparentali con figli minori
  • Disabili, in forma permanente o temporanea
  • Anziani

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