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Diventare manager: come si fa?

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Voglio diventare un manager, ma come si fa? Cosa vuol dire davvero essere dei manager? Le domande quando si parla di questo argomento sono davvero tante, specialmente se si tratta di studenti desiderosi di intraprendere una carriera in questo senso, con ancora tante declinazioni e specifiche da scoprire e che hanno bisogno di scegliere tra i tanti master online in management a Potenza.

Indipendentemente dal tipo di manager, parliamo di una delle professioni che, in Italia come nel mondo, sono tra le più pagate nonostante la crisi, e anche tra le più ricercate.

All’Università Telematica Niccolò Cusano di Potenza abbiamo pensato quindi di redarre questa guida al management, per esplorare in maniera esaustiva che caratteristiche deve avere un manager e quanti e quali tipi di manager esistono.

Vi daremo tutti i consigli utili per fare carriera da manager a Potenza ed esploreremo a fondo le caratteristiche necessarie per diventare un CEO di tutto rispetto. Ma cominciamo subito!

Che caratteristiche deve avere un manager?

Ovviamente, esistendo tanti tipi di manager esistono anche tante caratteristiche diverse che bisogna avere per diventare un CEO di successo. Ad ogni modo, ce ne sono alcune che valgono per tutti e che permettono appunto di ricoprire ruoli di direzione e gestione, piuttosto che di produzione o di esecuzione. Dunque per cominciare a dare alcuni consigli per fare carriera come manager, possiamo iniziare da qui.

diventare manager come si fa

Le caratteristiche di base di un manager sono:

  • La fiducia in sé – Un manager deve credere profondamente in ciò che dice e in quello che fa. Questo non significa dare per assunto di avere sempre ragione, ma non mettersi costantemente in dubbio per paura di ciò che gli altri possono pensare, oppure per paura di sbagliare. Dopotutto, ad ogni team serve una voce chiara e soprattutto ferma da seguire, che non sia presuntuosa o despota, ma che infonda tranquillità e certezza della direzione verso la quale si sta navigando.
  • La determinazione – Quando si ha a che fare con un’azienda, soprattutto se grande e multinazionale, oppure con un progetto ad ampio raggio, o semplicemente con una squadra di lavoro composta da tante persone, le difficoltà che possono sorgere sono tante e varie. Meccanismi da lubrificare, ingranaggi difettosi o un guasto improvviso sono realtà più all’ordine del giorno di quanto non si pensi. Avere la determinazione di andare sempre avanti e, soprattutto, non farsi scoraggiare, è una caratteristica fondamentale per un buon manager. La tenacia quindi diventa fondamentale per raggiungere i propri obiettivi.
  • L’umiltà – Un buon leader è anche il primo dipendente ed è il primo ad asservirsi ai bisogni degli altri. Solo perché ricopre un ruolo di maggiore importanza e responsabilità, non significa che non sia parte integrante della squadra e che tutti abbiano lo stesso fondamentale valore al suo interno. Mantenersi umili e pronti a collaborare è fondamentale per essere dei bravi manager, come anche mantenersi aperti a nuove idee e, soprattutto, alle critiche: c’è sempre qualcosa da imparare da tutti!
  • La resilienza allo stress – È inutile nasconderselo: essere manager è molto stressante. La quantità di pressione e di responsabilità a cui si è sottoposti è molto alta e saperla gestire senza che essa mini il proprio lavoro e le proprie capacità è davvero importantissimo. La buona notizia è che la resilienza può essere allenata, dunque se solitamente lo stress è il vostro tallone d’Achille, nessun problema: imparerete a gestirlo e a restare calmi e pieni di energie indipendentemente dalle situazioni.
  • La creatività – Essere un buon manager significa essere creativi, che sia nelle soluzione, nelle modalità di lavoro, nel rapporto con il proprio team o con i propri clienti. Non è solo una questione di saper risolvere imprevisti, ma si tratta della consapevolezza che ogni persona ed ogni situazione è diversa dall’altra e operare sempre nello stesso modo non è una maniera valida di operare. Ecco perché ci vuole creatività e spirito d’avventura: prendersi i propri rischi e dare spazio alla propria curiosità è decisamente una marcia in più quando si parla di management.
  • L’aggiornamento – Gli strumenti di oggi non sono probabilmente quelli che si useranno domani. Essere al passo coi tempi in merito è fondamentale per avere successo nel proprio lavoro e svolgerlo sempre al meglio, specialmente quando si toccano ambiti come internet, i new media e in generale la grande rete delle comunicazioni. Parliamo ovviamente anche di app e strumenti per il managing, come anche delle nuove strategie e dei nuovi metodi di operare all’interno di un team.
  • L’internazionalità – Ormai non basta più saper lavorare nel proprio territorio, o al massimo nella propria nazione. Le aziende s’internazionalizzano con sempre più frequenza, come anche internet permette di comunicare e rapportarsi con il mondo intero. È dunque fondamentale sapersi comportare di conseguenza e dimostrare la propria apertura, sia a livello di attitudine umana, che professionale. Si tratta di una caratteristica che va particolarmente a pari passo con la curiosità e la voglia di mantenersi sempre aggiornati.

caratteristiche di un manager

Quali e quanti tipi di manager esistono?

Questa domanda è particolarmente complessa, poiché di tipi di manager ne esistono ormai davvero moltissimi. Con l’avvento delle tecnologie e, soprattutto, di internet, che hanno reso possibile l’ampliamento e l’internazionalizzazione di moltissime aziende e di moltissimi progetti, il mondo del lavoro è diventato molto più complesso e servono tante figure, spesso anche molto diverse tra loro, che sappiano gestirlo in ogni sua declinazione.

Sono lontani i tempi in cui esisteva solamente il manager di un’azienda: ad oggi, esso varia anche proprio a seconda del tipo di azienda di cui si sta parlando. Ma vediamo comunque di affrontare i profili più classici, o comunque più ricercati, a quali si può accedere a seguito di un corso di laurea per diventare manager e di un master in management.

  • Manager Aziendale – Con questo termine si riferisce colui che ricopre un ruolo organizzativo e gestionale a capo di un gruppo di persone all’interno di un’azienda. A seconda di cosa gestisce, esso può avere responsabilità più o meno importanti, fino a diventare un Amministratore Delegato, oppure appunto il CEO. Cos’è il CEO? Si tratta dell’acronimo del termine inglese Chief Executive Officer, ovvero l’amministratore di un’azienda, che spesso coincide con il proprietario o l’ideatore di tale azienda o start-up.
  • Project Manager – All’interno di un’azienda o di una qualsiasi altra realtà allargata ci può essere la necessità di professionisti del management che siano a capo di un progetto specifico, oppure di un marchio specifico che rientra all’interno della produzione di quell’azienda. Si può trattare di progetti a durata più o meno lunga e che spaziano negli ambiti più disparati, richiedendo delle capacità diverse da tutti gli altri tipi di figure manageriali.
  • Event Manager – Si tratta di un tipo di manager molto simile a quello di cui abbiamo appena parlato, ma riferito espressamente all’organizzazione di un evento. Anche qui, la tipologia di evento di cui parliamo può essere davvero di ogni tipo, come anche di ogni importanza e grandezza. Di certo, in ognuno di questi casi è necessario un manager dedicato che, mentre i suoi co-gestori si dedicano ad altre mansioni, si occupa di “mandare avanti lo show”.
  • Marketing Manager – Il marketing manager è colui che si occupa della campagna di marketing di un’azienda nel suo insieme. Si tratta quindi di una figura professionale che gestisce, ad esempio, la comunicazione di un’azienda, che si declina poi in vari settori e in varie manifestazione, delegate ad ulteriori tipi di manager. Marketing Manager trovano spazio anche nelle agenzie di comunicazione, come esperti appunto nell’ambito del rapporto con un cliente, dall’individuazione di un bisogno, alle modalità di presentazione di un prodotto, al momento della compravendita, passando per ogni altro step che riguarda il marketing aziendale.
  • Community Manager – Internet ha creato una serie di canali di comunicazione particolarmente fervidi, vasti e molto diversi tra loro. Non parliamo solamente dei social media, ma di tutto il tipo di comunicazione che può avvenire su internet e attraverso la quale un’azienda s’interfaccia con il suo pubblico. In qualche modo, si può dire che il community manager si occupa di gestire la voce di un’azienda in ogni sua interazione con il cliente, così da assicurare una consistenza e una coerenza impeccabili. 
  • Web Media Manager – In questo caso, invece, parliamo specificamente di colui che si occupa di gestire i social di una realtà aziendale e di creare un piano editoriale valido e coerente con la voce, spesso decisa appunto dal community manager. Spesso si può trattare anche di gestire l’ufficio stampa e la comunicazione attraverso anche altri linguaggi della grande rete.
  • Content Manager – La presenza delle aziende sul web passa infine attraverso una serie di contenuti che mirano non solo a far conoscere la propria realtà imprenditoriale, ma anche a coinvolgere i propri clienti e fruitori fornendo loro contenuti utili (che poi i social dovranno pubblicizzare), al fine di diventare un punto di riferimento nel proprio settore e creare una vera e propria comunità (che poi il community manager dovrà gestire). Il Content Manager è colui che si occupa di stilare tali contenuti, orientarli nel tempo e valorizzandoli anche attraverso lavoro di SEO e di keyword strategy. La loro qualità è nelle sue mani.
  • Fundraising Manager – Ci spostiamo di settore e approdiamo nel grande e complesso mondo dei diritti umani e della raccolta fondi. A fare la differenza e a creare il bisogno di una figura del genere l’ha ovviamente fatta internet, creando una serie di piattaforme che hanno permesso di ampliare ancora di più le potenzialità del fundraising. Ecco quindi la necessità di un manager che si occupi solo ed esclusivamente del gestire le campagne di raccolta fondi di un’associazione e che, ovviamente, abbia anche spiccate competenze e conoscenze nel settore dell’assistenza umanitaria, sapere che non si può assolutamente prescindere quando si parla di questo tipo di figura professionale.guida per diventare manager
  • Manager della Pubblica Amministrazione – Gestire la Pubblica Amministrazione non è facile e immediato come si può pensare, specialmente quando il cambiamento e l’innovazione bussano alla porta tutti i giorni e i cittadini hanno sempre più accesso e voce in capitolo grazie ai new media. Saper gestire questo nuovo modo di amministrare una città o un Paese e di comunicare con esso è fondamentale. È così che nasce la figura del manager della Pubblica Amministrazione.
  • Manager Sportivo – Come si può evincere dalla parola stessa, si tratta di un manager che opera in ambito sportivo e che quindi, oltre ad essere un esperto di gestione e organizzazione, è anche un esperto di sport. La combinazione delle due cose dà la capacità di diventare un professionista del settore che sappia esattamente come muoversi per ottenere una vittoria schiacciante, di qualunque realtà o evento sportivo si tratti.
  • Professional Congress Organizer Manager – Si sente sempre più spesso parlare di congressi, solitamente di stampo internazionale, che prevedono l’unione di comunità anche molto ampie che condividono uno stesso interesse, o che si riuniscono per discutere di un’emergenza. Parliamo di congressi sia di stampo ufficiale e governativo, che di congressi ludici, convention atte all’intrattenimento, o a moltissimi altri tipi di temi. Il PCO Manager è un esperto proprio nell’organizzazione di tali congressi e convention, che possono ovviamente rientrare in un’azione di marketing, oppure di un progetto, o ancora della gestione della Pubblica Amministrazione. Si tratta quindi di una figura manageriale particolarmente settoriale, le cui conoscenze e competenze sono, proprio per questo, altamente specializzate.
  • MICE Manager – La parola MICE è la sigla di Meeting, Incentive, Congress e Convention, Events e Exhibitions. Si tratta di un tipo di manager specializzato in questi quattro settori e che opera soprattutto nell’ambito turistico e alberghiero. Si può trattare di un collaboratore interno, come anche di un free-lance. La sua caratteristica fondamentale è la versatilità: un MICE Manager che si rispetti riesce a raccogliere le richieste di un cliente e creare la migliore strategia possibile per soddisfarle, indipendentemente dal tipo di evento di cui si tratta, da un evento culturale, a uno turistico, passando per congressi o meeting di varia natura e grandezza.
  • Incentive House Manager – Restando principalmente nel mondo del turismo, parliamo di un tipo di manager che opera nell’ambito degli incentive, ossia di viaggi caratterizzati da un’unicità strutturale esclusiva. Si tratta quindi della vendita estremamente soggettiva di un prodotto, che viene studiato in maniera ad hoc dai dirigenti di un’azienda, che ne determinano anche il budget e il target di mercato. Sta poi l’IH Manager riuscire a raggiungere con successo tale target. Si tratta di un manager che opera in agenzie di viaggio specializzate e al quale, tra le altre, sono richieste delle solide basi e conoscenze nell’organizzazione di eventi. Ovviamente, conoscenze approfondite dell’industria di viaggi e turismo sono fondamentali.
  • Manager Sanitario – Come si può evincere anche qui dal nome, si tratta di un manager che opera prettamente all’interno di strutture sanitarie e ospedaliere e che abbia tutte le conoscenze e competenze necessarie per gestirle al meglio. Ovviamente una profonda conoscenza del sistema sanitario oltre che delle tecniche manageriali è fondamentale, diventando una delle figure gestionali più complesse quando si parla di manager aziendali.

Per qualsiasi domanda, l’Università Telematica Niccolò Cusano di Potenza è a vostra disposizione per risolvere ogni vostro dubbio e per aiutarvi ad orientare al meglio in questo settore così vasto e complesso. Staff, tutor e il Servizio di Orientamento Unicusano sono a vostra disposizione in ogni momento, per garantirvi il massimo del successo nella vostra futura carriera.

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